Omicidio Stradale. Revoca patente fino a 30 anni

Roma, 7 maggio 2015 – Nei palazzi della politica si discute ancora sul reato di omicidio stradale tanto chiesto dalle famiglie delle vittime della strada. in Parlamento è in discussione una nuova legge sull’omicidio stradale.

Un emendamento depositato in Commissione Giustizia dal relatore Cucca (PD) prevede la revoca della patente, anche quella nautica, fino a 30 anni per il pirata che provoca la morte di una persona. Il colpevole però dovrà anche essere in provato stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e aver superato i limiti di velocità.

[easy_ad_inject_1]Si tratta dell’articolo 6, che prevedeva dapprima il cosiddetto “ergastolo della patente” (revoca a vita), oggetto di varie modifiche: si era prevista una sospensione da 5 a 12 anni con l’emendamento di oggi si parla di revoca da un minimo di 4 a un massimo di 30 anni e sarà possibile sostenere nuovamente gli esami.

L’emendamento prevede anche lo stop di 12 anni per chi al volante provoca la morte di una persona senza aggravanti. Il termine elevato a 20 anni nel caso in cui il conducente sia stato in precedenza condannato per aver guidato in stato di ebbrezza o aver guidato un’imbarcazione senza avere conseguito l’abilitazione.

Per chi invece causa lesioni a terzi la revoca è di 4 anni che diventano 8 se il pirata è stato in precedenza condannato per aver guidato in stato di ebbrezza o aver guidato un’imbarcazione senza avere conseguito l’abilitazione. Sarà infine di 10 anni se l’interessato viene trovato sotto l’effetto dell’alcol o di sostanze stupefacenti e abbia anche violato i limiti di velocità.

L’omicidio stradale come nuovo reato è sempre stato tra i progetti del Governo: “Tra i nostri obiettivi del Patto di Governo fino al 2018, la proposta di una legge per introdurre una nuova fattispecie di reato: il reato di omicidio stradale. Perché la licenza di guida non si può trasformare in licenza di uccidere” aveva dichiarato leader Ncd e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, alla direzione nazionale del partito. “L’introduzione del reato di omicidio stradale, per esempio per chi si droga o chi si ubriaca sapendo che dopo deve mettersi alla guida – ha aggiunto – non risarcisce per una perdita dolorosissima e irreversibile, ma si impone come atto di giustizia e come forte linea di prevenzione. Abbiamo ridotto il numero delle vittime di incidenti stradali, ma noi non ci accontentiamo”.
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Autore: Vincent Dimaggio

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