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Onu. Scandalo Caschi blu: sesso in cambio di aiuti. Al via test del dna per la paternità

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Soldati ONU avrebbero chiesto rapporti sessuali con donne dei Paesi in cui erano schierati in cambio di aiuti. L’Onu offre un test del Dna per risalire alla paternità. Associated Press è entrata in possesso del rapporto che presto potrebbe essere pubblico.
New York, 15 giugno 2015 – Fanno discutere le indiscrezioni sul rapporto Oios – i servizi di investigazione interna dell’Onu – che rivela ciò che è stato definito lo “scandalo dei caschi blu” secondo il quale alcuni soldati schierati in diversi Paesi del mondo con i colori dell’ONU avrebbero preteso prestazioni sessuali in cambio aiuti, cibo, denaro, vestiti, telefonini e profumi.

[easy_ad_inject_1] Secondo il rapporto sarebbero confermate 480 richieste di sfruttamento e abusi sessuali tra il 2008 e il 2013. Secondo quanto rivela l’Associated Press – che ha ottenuto anche il documento – 231 persone ad Haiti intervistate l’anno scorso hanno detto di aver avuto “rapporti sessuali transazionali”, con le forze di pace.

Sempre AP rivela che il capo per le operazioni di Peacekeeping delle Nazioni Unite Herve Ladsous e il capo del Field Support Atul Khare fanno notare nella loro risposta alle conclusioni del rapporto che, mentre il numero delle forze di pace è aumentato negli ultimi dieci anni, il numero delle accuse di abusi sessuali e di sfruttamento sono calati. Ma, ricorda l’agenzia stampa, l’Onu proibisce “scambio di denaro, lavoro, beni o servizi per il sesso,” e scoraggia fortemente i rapporti sessuali fra il personale e le persone che ricevono la loro assistenza, delle Nazioni Unite dicendo che sono “in base a dinamiche di potere intrinsecamente diseguali” e minano la credibilità del corpo mondo.

Dalle prestazioni sessuali pretese sarebbero nati decine di bambini definiti “peacekeepers baby” i quali, secondo quanto affermato dal capo dei diritti umani dell’Onu, Zeid Raad al-Hussein, si trovano in una situazione finanziaria disperata e per loro potrebbe essere importante stabilire chi è il loro padre, in modo che possano ricevere aiuti concreti dallo stesso.

Per questo motivo l’ONU avrebbe iniziato ad offrire test del Dna per dimostrare la paternità dei bambini nati dai rapporti sessuali dei caschi blu. A quanto si apprende il test non è obbligatorio e quantunque dia esito positivo non è detto che gli aiuti arrivino in quanto i Paesi che contribuiscono al dispiegamento dei caschi blu potrebbero non voler riconoscere, oltre alla paternità, anche gli abusi fatti dai propri soldati.

L’ONU, secondo un secondo rapporto, potrebbe pertanto promuovere una banca dati del Dna per tutte le truppe. ma per ora si tratta di ipotesi. Lo scandalo resta.

I caschi blu: nel 1988 i Caschi Blu Onu ricevettero il Premio Nobel per la Pace per la partecipazione a numerosi conflitti dal 1956. L’ONU ha attualmente circa 125.000 peacekeeper schierati in un certo numero di Paesi in tutto il mondo.

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Vincent Dimaggio
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2 thoughts on “Onu. Scandalo Caschi blu: sesso in cambio di aiuti. Al via test del dna per la paternità

  1. C’è qualcuno che sa se sia esistito qualche conflitto dove uomini dell’una o dell’altra parte non abbiamo consumato rapporti con le donne locali, a pagamento o anche con la forza?
    Ci siamo sempre nascosti dietro un dito e adesso pensiamo di aver scoperto l’acqua calda….che becero e finto moralismo.

  2. Midispiace dirlo siete inutili miaguro che ilmio paese esca dalono Italia nosenepuo più divoglialtri vedi caso Libia. Bosnia lasciate lebasi nato emoriro contento distinti saluti Valeriano

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