Brasile. Ucciso italiano dai rapinatori della sua auto

San Paolo del Brasile, 1 marzo 2015 – Un italiano di 68 anni, Filippo Alessandro Altobelli, originario di Roma e proprietario di alcuni ristoranti in San Paolo del Brasile, è stato trovato morente. Sul suo corpo ferite da arma da fuoco.

Intervenuti i sanitari hanno condotto in ambulanza l’uomo all’ospedale Sao Luiz dove purtroppo è deceduto.

Secondo le prime ricostruzioni della polizia l’italiano sarebbe stato colpito attorno alle 13.30 (ora locale) da banditi che hanno tentato di rapinare la sua auto, una Jaguar.
[easy_ad_inject_1] Si apprende da fonti locali che i rapinatori cercavano di rubare l’auto di Altobelli nel corso di un inseguimento della polizia. Avevano, infatti, appena abbandonata la vettura segnalata dalle forze dell’ordine, una Hyundai rubata.

La polizia sarebbe riuscita a prendere i banditi, uno dei quali rimasto ucciso sotto i colpi delle pistole di ordinanza.

Crisi Parma Calcio. Manenti: Potrei anche vendere. Lucarelli: La società non c’è

Parma, 1 marzo 2015 – Ipotesi di vendita per Giampiero Manenti, presidente del Parma calcio, per far fronte alla crisi profonda in cui versa la società e la squadra, che anche questa domenica ha dovuto disertare l’incontro di campionato di Serie A (oggi era previsto l’incontro Genoa-Parma).

Nell’intervista rilasciata a Stadio Sprint su Rai2, Manenti ha dichiarato:

“Abbiamo tre opzioni: vendere, portare i libri in tribunale o presentare il piano di rientro in Procura. Vendere? Sì, se qualcuno si fa avanti con un’offerta.”

[easy_ad_inject_1] Sull’aggressione e sulle dichiarazioni del sindaco di Parma Pizzarotti, Manenti ha detto:

“Dopo l’aggressione subita ieri abbiamo dei dubbi, pensavo a Parma come a una città tranquilla e civile”. Pizzarotti? “Se vuol chiudere lo stadio va bene, non posso far niente, ma allora è ostacolare le idee di qualcuno”

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Nelle stesse ore Alessandro Lucarelli, difensore del Parma, ha dichiarato su Sky:

“Viviamo questa situazione con amarezza. La società non c’è e la situazione è compromessa. Spero si voglia portare il Parma alla fine del campionato per poi farlo morire a giugno”.

Incidente in montagna a Lecco. 71enne cade da 15 metri e muore

Lecco, 1 marzo 2015 –  Un incidente di montagna, purtroppo con una vittima, si è registrato oggi a Lecco, e più esattamente sulla montagna in località Campo de’Boi dove un uomo di 71 anni, Giulio Corti, residente a Valgreghentino, escursionista lecchese, è caduto ed è morto.

L’allarme sarebbe stato lanciato da un amico dell’uomo che era in sua compagnia. E’ confluito sul posto l’elisoccorso da Bergamo e uomini del Soccorso Alpino. Purtroppo i sanitari che non hanno potuto fare altro che constatare la morte dell’uomo.

[easy_ad_inject_1]Secondo le prime ricostruzioni dei soccorritori l’uomo sarebbe scivolato dal sentiero e avrebbe compiuto un volo di una quindicina di metri.

Risultati Serie A. Sassuolo-Lazio 0-3. Eusebio Di Francesco: manca mezza difesa. Anderson: ci voleva questa rete

Roma, 1 marzo 2015 – Bene la Lazio che conquista a Sassuolo tre punti preziosi che la portano in classifica a 43 punti, due punti in meno dal Napoli che ancora attende di giocare contro il Torino stasera. Male il Sassuolo che in casa perde una importante occasione per proseguire un cammino positivo in classifica, fermo a 29 punti in classifica di serie A.

I gol per la Lazio: al 45′ Felipe Anderson, al 70′ Klose e al 77′ Parolo.

[easy_ad_inject_1] Il risultato di 0-3, lascia poco margine di commento. Lo sa bene ed è deluso Eusebio Di Francesco che rileva i problemi difensivi mostrati oggi dalla sua Sassuolo.

la “gara si è chiusa sulla parata di Marchetti su Zaza. Abbiamo provato a stare in partita, ma non ci siamo riusciti. Sono le assenze che fanno la differenza, manca mezza difesa…”.

ha dichiarato

E’ ben felice Cataldi che dichiara

“Le lezioni di Empoli e Cesena ci sono servite”.

Felipe Anderson è felice per la vittoria:

“Ci voleva questa rete, sono felice per la vittoria. E’ un momento importante per la squadra e sono felice di poter aiutare con gol ed assist.”. Terzo posto? “Siamo una squadra forte ma abbiamo imparato che dobbiamo pensare partita dopo partita”.

Russia. Guerra di cifre su marcia per Boris Nemtsov. Polizia: 21 mila partecipanti

Mosca, 1 marzo 2015 – E’ guerra di cifre tra organizzatori e polizia sui partecipanti alla grande marcia che a Mosca ha sfilato per ricordare Boris Nemtsov, capo dell’opposizione russa ucciso venerdì sera vicino al Cremlino.

Secondo la stima della polizia sarebbero 21 mila le persone in piazza mentre gli organizzatori parlano di decine e decine di partecipanti. Testimoni e giornalisti sul posto parlano di meno di 50 mila persone, cifra comunque di molto superiore a quella ufficiale della polizia.

[easy_ad_inject_1] Intanto la polizia cerca di ottenere informazioni per risalire al killer di Boris Nemtsov da Anna Duritskaia, la modella ucraina compagna di Nemtsov che passeggiava con lui al momento dell’omidicio.

La donna dice di essere sotto choc e non ricordare nulla, né le sembianze dell’uomo ne su che tipo di macchina sia fuggito. Le telecamere che hanno immortalato l’assassinio del politico russo evidentemente non offrono ulteriori informazioni a parte immagini riprese da lontano e non ben definite.

Sarebbe questo il motivo che ha spinto gli inquirenti russi ad offrire una taglia di 3 mln di rubli, circa 48mila dollari, per chiunque fornisca informazioni utili sull’omicidio di Nemtsov secondo quanto riporta da Russia Today

Casal Di Principe. Latitante tradito da foto su Facebook. Arrestato

Casal Di Principe (Caserta), 1 marzo 2015 – Le forze dell’ordine che cercano latitanti osservano attentamente anche la rete ed in particolare i profili sui social network più importanti quali Facebook e Twitter. Le notizie che arrivano da Caserta dimostrano che si può arrestare un ricercato anche senza fare complicati raffronti di tabulati: a volte basta vedere il profilo facebook di chi si ricerca.

Ed ecco che i Carabinieri di Casal Di Principe guidati da Michele Centola, hanno arrestato Nicolae Petrut, un uomo 25enne di origini romene, latitante e ricercato dall’aprile 2014. Le forze dell’ordine sono riuscite a risalire all’uomo grazie alle fotografie caricate sul suo profilo Facebook che in alcune pose lo mostravano anche impugnare una pistola. In altre foto si potevano vedere moglie e figli e sullo sfondo dei selfie anche il portone di casa con tanto di numero civico impresso.

[easy_ad_inject_1] Il giovane era ricercato in quanto destinatario di tre provvedimenti restrittivi: un mandato d’arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria romena per tratta di esseri umani, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Santa Maria Capua Vetere per rapina aggravata e violenza privata in concorso e, infine, un ordine di carcerazione del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria per una pena definitiva di sei mesi per furto aggravato.

Russia. Migliaia di persone in piazza per Boris Nemtsov. Video mostra l’omicidio. Taglia di 48 mila dollari.

Mosca, 1 marzo 2015 – Novità sull’omicidio di Boris Nemtsov, leader liberale dell’opposizione russa anti Putin, avvenuto venerdì notte a Mosca, freddato con quattro colpi di pistola mentre parcheggiava la sua auto.

Nel giorno della grande marcia in sua memoria, l’emittente russa Tv Center ha diffuso un video in cui si vedono gli ultimi istanti di vita di Boris Nemtsov. Secondo quanto si apprende le immagini sarebbero state immortalate in una telecamera di rilevamento meteo vicino alla Piazza Rossa. Le immagini non sarebbero chiare ma mostrerebbero un killer avvicinarsi a Nemtsov, freddarlo e fuggire a bordo di un auto.

Secondo l’ora riportata dalla telecamera l’omicidio sarebbe avvenuto esattamente alle 23.31 ora locale (le 21.31 in Italia).

[easy_ad_inject_1]Secondo quanto anticipato da Russia Today, gli inquirenti russi hanno offerto una taglia di 3 mln di rubli, circa 48mila dollari, per chiunque fornisca informazioni utili sull’omicidio di Nemtsov. Si garantisce l’anonimato delle fonti.

Intanto migliaia di persone sono confluite da stamane in piazza Slavianskaja, a Mosca, per l’inizio del corteo per la morte di Boris Nemtsov. La grande marcia è partita dal quartiere Kitaj Gorod per arrivare sino al ponte dove il politico è stato assassinato. Molti i cartelli listati a lutto con la sua immagine. Eventi analoghi si sono registrati anche a San Pietroburgo, Kaliningrad, Voronezh e in altre città.

Secondo fonti di Palazzo Chigi il premier italiano Matteo Renzi deporrà un fiore sul luogo dell’agguato a Boris Nemtsov quando si recherà a Mosca il prossimo 4 e 5 marzo.

Risultati Serie A. Cagliari-Verona 1-2 . Toni: passo importante. Zola fischiato

Roma, 1 marzo 2015 – Bella prova per il Verona che vince al Sant’Elia di Cagliari e porta a casa tre punti preziosi in chiave salvezza e va a quota 28 in classifica di serie A. Male il Cagliari fermato in zona rossa della classifica con soli 20 punti.

In avvio occasione di Donsah per i sardi e gol di Toni al 9′. I padroni di casa reagiscono con Longo ma Pisano impedisce l’esultazione. Nella ripresa entra Gomez nel Verona e al 56′ raddoppia. Al 71′ Ionita si mangia il terzo gol per i veronesi poi subito dopo Benussi para su M’Poku. Al 90′ arriva il gol della bandiera per il Cagliari con capitan Conte su punizione.

[easy_ad_inject_1]Cagliari e Zola sono stati fischiati dai tifosi che non gradiscono il bilancio di 3 sconfitte e un solo pareggio dopo l’ultima vittoria contro il Sassuolo in casa.

Soddisfatto il commento di Luca Toni:

“Sicuramente è stato un passo importante, però ora che ci siamo dobbiamo fare più punti possibili”. “Adesso andiamo a Milano e cerchiamo di fare una bella partita. Dobbiamo cercare di fare punti sempre”.

Papa Francesco: preghiamo in silenzio contro le violenze in Siria e Iraq

Città del Vaticano, 1 marzo 2015 – Ancora un accorato appello di Papa Francesco perché si fermino le violenze in Siria e in Iraq. L’occasione è quello solenne dell’Angelus domenicale, nel corso del quale il Papa ha detto

“non cessano, purtroppo, di giungere notizie drammatiche dalla Siria e dall’Iraq, relative a violenze, sequestri di persona e soprusi a danno di cristiani e di altri gruppi. Vogliamo assicurare a quanti sono coinvolti in queste situazioni che non li dimentichiamo, ma siamo loro vicini e preghiamo insistentemente perché al più presto si ponga fine all’intollerabile brutalità di cui sono vittime. Insieme ai membri della Curia Romana ho offerto secondo questa intenzione l’ultima Santa Messa degli Esercizi Spirituali, venerdì scorso. Nello stesso tempo chiedo a tutti, secondo le loro possibilità, di adoperarsi per alleviare le sofferenze di quanti sono nella prova, spesso solo a causa della fede che professano. Preghiamo per questi fratelli e queste sorelle che soffrono per la fede in Siria e in Iraq…. Preghiamo in silenzio”

[easy_ad_inject_1]Il pensiero del Pontefice va anche al Venezuela e al giovane studente liceale ucciso a San Cristobal qualche giorno esortando tutti “al rifiuto della violenza”.
Si riprenda “un cammino per il bene del Paese, riaprendo spazi di incontro e dialogo sinceri”.

Desidero ricordare pure il Venezuela, che sta vivendo nuovamente momenti di acuta tensione. Prego per le vittime e, in particolare, per il ragazzo ucciso pochi giorni fa a San Cristobal. Esorto tutti al rifiuto della violenza e al rispetto della dignità di ogni persona e della sacralità della vita umana e incoraggio a riprendere un cammino comune per il bene del Paese, riaprendo spazi di incontro e di dialogo sinceri e costruttivi. Affido quella cara Nazione alla materna intercessione di Nostra Signora di Coromoto.

ha detto i papa.

Novità su Jihadi John il boia dell’Isis: era membro di Al Qaeda a Londra

Londra, 1 marzo 2015 – Novità arrivano sul profilo di “Jihadi John”, l’informatico ventisettenne di Londra al secolo Mohammed Emwazi e protagonista come boia dell’Isis nei video integrali di decapitazione di cinque ostaggi.

Secondo quanto rivela “Mail on Sunday”, Mohamed Emwazi prima di diventare “Jihadi John”, ossia il boss dell’Isis era membro di una cellula dormiente di Al Qaeda a Londra denominati i “London Boys”.

La fonte aggiunge inoltre che “Jihadi John”, prima di andare in Siria e arruolarsi nello Stato Islamico, avrebbe più volte pensato al suicidio perché si sentiva perseguitato dai servizi segreti britannici.

[easy_ad_inject_1]In più di una email inviate al giornalista Robert Verkaik del Mail on Sunday tra il 2010 e il 2011 avrebbe più volte scritto: “Sono un condannato a morte” definendo sé stesso “un morto che cammina”. Nelle stesse mail avrebbe poi rivelato di aver scoperto che dietro la figura di un semplice acquirente del suo computer portatile in realtà si nascondeva un agente dei servizi di sicurezza MI5 .

Intanto piovono critiche sui servizi di intelligence inglese che pur conoscendo identità e pericolosità di Mohamed Emwazi non siano riusciti a fermarlo prima di diventare il Boia dell’Isis.

 Jihadi John, alias Mohammed Emwazi, fece la sua prima apparizione scioccando il mondo nel video Isis diffuso lo scorso ottobre dove si mostrava la barbara uccisione del giornalista americano James Foley, prima poi nei video integrali di decapitazione di Steven Sotloff, dell’ operatore umanitario britannico David Haines, del tassista britannico Alan Henning, e, infine dell’ operatore umanitario statunitense Peter Kassig.