Manifestazioni Lega e anti Lega Roma. Alfano: 4000 poliziotti scherati

Roma, 28 febbraio 2015 – Il ministro dell’Interno Angelino Alfano informa che sono mobilitati ben quattromila agenti delle forze di polizia mobilitati per “proteggere” e tutelare”il diritto a manifestare” della Lega insieme a Fratelli d’Italia,cui si uniranno i militanti di Casapound.

“Non condivido nulla di quello che dice Salvini, ma il suo diritto a manifestare è sacro, perché è un importante pezzo della democrazia italiana”.

ha detto Alfano.

[easy_ad_inject_1] Attesi per oggi migliaia di persone unite sotto lo slogan #maiconsalvini che sfileranno per il centro storico di Roma. Si tratta di precari, movimenti sociali, studenti, movimenti per la casa e altri.

Ministro Paolo Gentiloni oggi in missione in Iran

Teheran, 28 febbraio 2015 – Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è in missione a Teheran, capitale dell’Iran.
Nell’agenda del ministro ci sono temi attuali quali la minaccia dello Stato islamico, i negoziati internazionali sul controverso programma nucleare di Teheran, e diversi temi riguardanti i rapporti bilaterali tra Italia e Iran.

[easy_ad_inject_1] Previsto nelle prossime ore anche un incontro con il presidente Hassan Rohani e il ministro delle finanze iraniano Mohammad Javad Zarif.

Tfr in busta paga. Confesercenti: adesione di solo 6 persone su 100

Roma, 28 febbraio 2015 – Non ha avuto un grande successo tra i lavoratori la possibilità di richiedere il tfr in busta paga. Mancano infatti adesioni per questa possibilità che è prevista già a partire dal mese di marzo. Lo rivela la Confesercenti in base a un sondaggio sul TFR condotto sui dipendenti privati e sugli imprenditori da Confesercenti in collaborazione con SWG. Le imprese confermano le risposte dei dipendenti: l’82% non ha ricevuto o pensa di non ricevere richieste di TFR in busta paga da parte dei propri dipendenti

Secondo i dati dell’associazione di imprese, ad oggi, soltanto 6 dipendenti su 100 lo hanno richiesto e solo un ulteriore 11% lo vorrebbe chiedere entro la fine dell’anno. L’effetto sui consumi dunque è modesto:

“Effetto modesto sui consumi: solo il 19% di chi lo prenderà lo investirà in acquisti. Governo acceleri il varo dei provvedimenti promessi per sbloccare il credito”

Il resto dei lavoratori, circa l’83% lascerà il trattamento di fine rapporto nell’impresa. L’82% delle imprese, infatti, non ha ricevuto e ritiene che non riceverà richieste di Tfr in busta paga.

Quali motivi alla mancata adesione? Secondo Confesercenti la motivazione più importante risiede nella volontà di salvaguardare la liquidazione.

[easy_ad_inject_1] L’indagine e gli effetti di essa sono spiegati da Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti:

“Dalla nostra indagine emerge chiaramente come gli italiani continuino a valutare positivamente l’istituto TFR, e ritengono che sia più utile mantenere intatta la liquidazione piuttosto che usufruire di poca liquidità in più ogni mese. Non a caso secondo il sondaggio il 67% dei dipendenti pensa che sia un intervento poco significativo, che non otterrà i risultati sperati. Sarebbe potuto essere più efficace se si fosse applicata anche sul TFR su base mensile la tassazione ad aliquota ridotta. Ma anche un’erogazione in un’unica soluzione, come se fosse una mensilità in più durante l’anno, avrebbe potuto aumentare il tasso di adesione”.

“Dal punto di vista delle PMI desta invece grave preoccupazione la difficoltà che si incontra a reperire finanziamenti dal sistema bancario. Erano difficoltà note: non a caso il Governo aveva previsto dei meccanismi per sbloccare il credito necessario. Il decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri con le modalità attuative del provvedimento, però, non è ancora stato approvato, e lo stesso è accaduto per l’accordo quadro tra Abi, Mef e Ministero del Lavoro che avrebbe dovuto rendere più facile, per le piccole e medie imprese, ottenere finanziamenti finalizzati all’erogazione del TFR in busta paga”.

Manifestazioni Lega e anti Lega Roma. Capitale blindata

Roma, 28 febbraio 2015 – Roma blindata per le due manifestazioni attese per oggi pomeriggio: almeno tremila agenti delle forze dell’ordine sono stati mobilitati, mentre già da ieri sono scattati posti di blocco a caselli autostradali, stazioni ferroviarie e metropolitane. Il rischio da evitare è che i manifestanti delle due manifestazioni, quella della Lega e quella Anti Lega, entrino in contatto.

L’attenzione è puntata in particolare su piazza del Popolo dove è prevista la manifestazione della Lega con Casapound e sul concomitante corteo degli Antagonisti “Mai con Salvini” da piazza Vittorio a Campo de’ Fiori.

[easy_ad_inject_1] Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha avuto diversi colloquio telefonici con il questore D’Angelo.

Matteo Salvini ha dichiarato ieri a LA7 di non temere scontri nella manifestazione della Lega a Roma. Nella giornata di ieri proprio a Piazza del Popolo si sono verificati alcuni scontri tra polizia e manifestanti Anti Lega, un centinaio di militanti, tra precari, movimenti sociali, studenti e movimenti per la casa. Oggi sono attese migliaia di persone unite sotto lo slogan #maiconsalvini.

Welfare in India. Si va verso un sistema di sicurezza sociale universale

New Dehli (India), 28 febbraio 2015 – Il governo indiano ha in programma una legge che va nella direzione di un nuovo welfare per il popolo del paese asiatico. Il governo ha intenzione di creare un sistema di sicurezza sociale universale.
Ad annunciarlo è il ministro indiano delle Finanze, Arun Jaitley, nel presentare al Parlamento il primo piano finanziario completo del governo Modi.

Il governo propone la creazione di un “sistema di sicurezza sociale per tutti gli indiani, soprattutto per i poveri e per gli svantaggiati”, ha detto il ministro.

[easy_ad_inject_1] La situazione della povertà in India è stata ben illustrata dal celebre film “Millionaire”.

I dati sulla povertà dell’India, dodicesima potenza economica al mondo, sono agghiaccianti. Si stima che terzo dell’intera popolazione indiana (più o meno equivalente a tutti gli abitanti degli Stati Uniti) vive a tutt’oggi al di sotto della soglia minima di povertà; secondo alcune stime effettuate dalla Banca Mondiale e che si basano su dati del 2005, l’India aveva 456 milioni di persone (più del 40% del totale) che continuava a vivere al di sotto della quota minima d sopravvivenza stabilita in 1,25 dollari al giorno, con il 33% di tutti i poveri del pianeta che risiedono all’interno del paese. Complessivamente il 75,6% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno, rispetto alla media del 72,2% dell’intera Africa subsahariana.

Un rapporto del 2007 da parte della Commissione nazionale gestita dallo stato per le imprese del settore non organizzato (NCEUS) rilevò che il 25% degli indiani (236 milioni di persone) viveva ancora con meno di 50 centesimi di dollaro quotidiani, con la maggioranza degli impiegati in ambito lavorativo nei settori informali privi di qualsiasi forma di previdenza sociale e protezione legislativa.

Argentina. Morto Julio Cesar Strassera, il giudice che condannò i dittatori

Buenos Aires (Argentina), 28 febbraio 2015 – E’ morto all’età di 81 anni nella clinica San Camilo a Buenos Aires il giudice Julio Cesar Strassera, il procuratore capo che condannò i leader della dittatura militare argentina.
Strassera era ricoverato per gravi problemi respiratori.

Nato a Buenos Aires nel 1933, Strassera è ricordato in particolar modo per il suo ruolo nel processo e nella condanna nel 1985 di numerosi militari responsabili della repressione e della scomparsa di molte migliaia di persone (desaparecidos) durante il periodo della dittatura in Argentina.

[easy_ad_inject_1] Si ricorda l’arringa di Strassera contro i dittatori, considerato un documento storico nella difesa dei diritti umani. Il discorso si chiuse con questa frase:

Signor Giudice, chiedo espressamente di rinunciare a qualsiasi pretesa di originalità per chiudere questa accusa. Io uso una frase che non è mia, ma appartiene a tutto il popolo argentino. Signor Giudice: “Never again”.

Il 9 dicembre 1985 fu emessa la sentenza di condanna all’ergastolo per Jorge Rafael Videla e Massera Eduardo, Roberto Viola fu condannato a 17 anni di carcere, Armando Lambruschini a otto anni di carcere e Orlando Ramón Agosti a 4 anni di carcere.

Dopo il processo, Strassera fu rappresentante dell’Argentina alle organizzazioni per i diritti umani con sede a Ginevra, si ritirò dal servizio pubblico e si dedicò a esercitare l’attività di avvocato partecipando attivamente ai lavori della Assemblea permanente per i diritti umani (PAHR).

Incidente a Roma. Morto ragazzo ventenne travolto da un bus.

Roma, 28 febbraio 2015 – Un triste incidente a Roma in cui ha perso la vita un ragazzo di appena venti anni si è registrato oggi.
Secondo le prime notizie, il ragazzo sarebbe stato investito da un bus nella notte a piazza Venezia, nel centro della Capitale. Per il giovane non c’è stato niente da fare ed è morto in ospedale dove era stato trasportato già in condizioni critiche.

[easy_ad_inject_1] A quanto si apprende l’autista avrebbe continuato la corsa senza fermarsi fino a quanto è stato raggiunto dagli agenti della polizia ai quali avrebbe riferito di non essersi accorto di nulla.

Isis. Consiglio di sicurezza Onu condanna atti barbarici Isis

New York City (USA), 28 febbraio 2015 – Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, investito dall’UNESCO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha condannato “con forza” i “barbarici atti di terrorismo” attribuiti all’Isis che includono rapimenti e uccisioni.
Ha condannato inoltre la “deliberata distruzione” di “insostituibili manufatti religiosi e culturali del Museo di Mosul” e la messa al rogo di migliaia di libri e manoscritti rari dalla biblioteca di quella città.

[easy_ad_inject_1] Il chiaro riferimento è al video Isis diffuso de giorni fa che mostrava statue e bassorilievi antichi abbattuti da uomini barbuti che poi vi si accanivano con martelli pneumatici. L’umanità ha perso per colpa dello Stato islamico alcuni originali vecchi di secoli, come un lamassu, un toro alato con volto umano, messo tremila anni fa a difesa della porta di Negal, antica divinità del regno sotterraneo oltre all’incendio dei preziosi libri delle biblioteche e alla distruzione di una parte della cinta muraria di Ninive, l’antica capitale assira alla periferia dell’odierna Mosul.

Secondo l’Onu Isis e al Qaida si procurano profitti saccheggiando l’eredita culturale di siti in Iraq e Siria. La conclusione del Consiglio di Sicurezza è che “L’Isis deve essere sconfitto”.

Strage in Missouri. 9 morti. Il killer si è ucciso

Washington DC (USA), 28 febbraio 2015 – Il tragico bilancio della strage in Missouri è di nove morti. Uno dei cadaveri è il killer che si è suicidato.
Sono dunque nove i morti in sei scene del crimine diversi, tutti uccisi dal killer del Missouri nella tranquilla cittadina di Tyrone, appoggiata nella zona rurale del Missouri.
Le vittime del killer sarebbero otto persone, sette uccise con arma da fuoco e un’anziana donna che appare morta per cause naturali.

[easy_ad_inject_1] L’assassino, Joseph Jesse Aldridge, 36 anni era cugino di 4 delle vittime. Si tratta di Garold Dee Aldridge, 52 anni, sua moglie, Julie Ann Aldridge 47 anni, Harold Wayne Aldridge, 50 anni e la moglie quarantottenne Janell Arlisa Aldridge.

L’anziana donna, 74 anni, era sua madre e l’autopsia chiarirà le cause del decesso. Secondo i primi rilievi del coroner Tom Whittaker, la donna sembrava essere morta da almeno 24 ore.

La polizia indaga sul movente che ha spinto il killer a mettere in atto la strage che per ora non si conosce. Ciò che la polizia ha potuto ricostruire è che l’uomo è andato di casa in casa tra ieri e stamattina a cercare le vittime e ad ucciderle con la sua pistola calibro 45.

Secondo una prima ricostruzione la prima vittima sarebbe la madre, morta per cause naturali, evento che avrebbe sconvolto l’uomo tanto da mettere in atto il folle piano omicida-suicida.

Negoziati Usa-Cuba continuano ma ancora tanto da fare.

Washington DC (USA), 28 febbraio 2015 – Continuano i negoziati tra Stati Uniti e Cuba per il disgelo dei rapporti tra i due Paesi dopo 54 anni di conflitto diplomatico e politico.

Secondo quanto riferisce il capo della delegazione cubana, Josefina Vidal, nel secondo round di negoziati con gli Usa a Washington si sono registrati progressi ma non esisterebbe ancora una data per la definitiva normalizzazione delle relazioni ma le parti tengono comunque vivi i contatti e lei si dice ottimista sul fatto che ci saranno altri progressi nelle prossime settimane sulla questione che le sta più a cuore: togliere Cuba della lista terrorismo.

Tra i punti controversi, spiega Vidal, Cuba chiede di essere rimossa dalla black list americana dei Paesi sponsor del terrorismo ma gli Usa per ora non vogliono inserire questo punto tra gli argomenti da negoziare.

[easy_ad_inject_1] Cuba è stato aggiunto alla lista nera Usa degli sponsor terrorismo nel 1982, quando L’Avana appoggiò insurrezioni marxiste durante la Guerra Fredda.

Tra i passi positivi registrati la possibile prossima apertura di una sede diplomatica, un’ambasciata Usa all’Avana per il Vertice Americhe a Panama previsto per il prossimi 10 e 11 di aprile, ottima occasione per un annuncio distensivo da parte di Barack Omaba e Raul Castro insieme.

Il capo della delegazione degli Stati Uniti, Jacobson, dichiara che “restano serie divergenze” che ancora bisogna appianare prima di un completo disgelo.