Asma e BPCO: costi in aumento, in arrivo i nuovi farmaci.Appello ai politici

Verona, 28 gennaio 2015 – Si apre domani a Verona il 18° Congresso Nazionale sulle Malattie Respiratorie “Asma Bronchiale e BPCO: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie”, presso la Fondazione “G. Toniolo”. Si prevede la presenza di oltre 300 trecento specialisti provenienti da tutta Italia.
“Il Congresso, giunto ormai alla sua 18a edizione, diventa così maggiorenne e rappresenta ad oggi il Congresso monografico di maggior tradizione in Italia – spiega il Prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria con sede a Verona – e prevede anche la presenza prestigiosi specialisti del mondo della programamzione sanitaria. Temi fondamentali saranno: la gestione di Asma e BPCO, con particolare attenzione agli ingenti costi indotti da esse indotti; le nuove molecole; i nuovi erogatori per la terapia inalatoria; gli ultimi ed inediti indicatori di outcome di lungo periodo; nuovi sviluppi della ricerca di base sull’Asma grave”.

L’attenzione è alta anche perché, rispetto allo scorso anno, i costi della BPCO in Italia, già elevatissimi, sono ulteriormente aumentati. Rispetto ai 9 miliardi di euro precedentemente calcolati, oggi si stima un ulteriore aumento di oltre il 15% dei costi, arrivando a superare i 10 miliardi. Oltre il 75% del costo di questa malattia è legato ai costi dovuti ai ricoveri ospedalieri. “Indipendentemente dai localismi decisionali, è perfino troppo evidente che il prossimo futuro – spiega il Prof. Dal Negro – questa malattia dovrà essere gestita prevalentemente sul territorio, e riservando all’ospedalizzazione solo le situazioni più gravi o emergenziali. Una vera ed efficiente programmazione in tal senso non può prescindere da un qualitativo e quantitativo contributo della medicina generalistica. Per quanto l’Asma, i costi ad essa correlati superano 5 i miliardi di euro all’anno. Asma Bronchiale e BPCO assieme valgono più di 1 punto di PIL: è quindi giustificato lo sforzo organizzativo e programmatorio per tentare di governarne al meglio”.

In arrivo nuovi farmaci per asma e BPCO, a breve in farmacia. Fra questi, la prima combinazione fra un broncodilatatore beta adrenergico a lunga durata ed il primo cortisonico inalatorio con efficace di 24 ore, per la monosomministrazione giornaliera: si tratta di una importante evoluzione terapeutica sia per il mondo dell’asma che per quello della BPCO in quanto garantirà, oltre una maggiore efficacia, anche una maggiore aderenza al trattamento da parte del paziente e una migliore tollerabilità. Sono pertanto prevedibili vantaggi rilevanti in termini clinici, ma anche dal punto di vista farmaeconomico e gestionale. Da sottolineare inoltre il ruolo dei prossimi erogatori per la terapia inalatoria, molto più semplici da usare anche nelle situazioni più disagiate.

In Italia, la BPCO colpisce circa 3,5 milioni di persone e quasi 3 milioni l’Asma Bronchiale: la prima colpisce prevalentemente dai 50 anni in su, mentre l’asma interessa mediamente età più giovani. Per quanto riguarda il rapporto tra BPCO ed età, intorno ai 50 anni i malati sono circa il 7%, intorno ai 60 la percentuale sale sino a raggiungere l’11-12%, con numeri che raggiungono il 50-55% oltre i 70. In sintesi, più di una persona su dieci soffre di malattie respiratorie ostruttive cronico-persistenti. I fumatori sono i più a rischio: di questi, il 20-40% arriva alla BPCO conclamata. In questi soggetti l’incidenza della BPCO e delle complicanze cardiovascolari aumentano esponenzialmente.
Diessecom

Obesità e alimentazione: in Italia un bambino su quattro è sovrappeso, uno su dieci obeso

Roma, 28 gennaio 2015 – È stata presentata questa mattina a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione in piazza Mastai, 9, l’iniziativa “Mangia bene, cresci bene”, rivolta ai minori delle scuole elementari e medie e ai loro genitori. Il progetto è promosso dal Moige – movimento genitori, associazione accreditata presso il Ministero dell’Istruzione, realizzato con il patrocinio scientifico di SIPPS – Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia, in collaborazione con GUNA.

Oggi, a Roma nella conferenza stampa di lancio della campagna “Mangia bene, cresci bene”, è stata illustrata l’indagine “L’obesità infantile: un problema rilevante e di sanità pubblica” (2015), a cura dell’Osservatorio del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’università “Milano Bicocca”, che raccoglie le principali ricerche nazionali ed internazionali in materia di alimen tazione. Stando ai dati l’Italia è uno dei Paesi europei più colpiti dal fenomeno dell’obesità infantile: nel nostro paese la prevalenza di sovrappeso in età pediatrica supera di circa 3 punti percentuali la media Europea, con un tasso di crescita/annua dello 0,5-1%, pari a quello degli Stati Uniti.

Le indicazioni emerse dalla prima rilevazione del WHO COSI Program evidenziano che i bambini italiani più soggetti a disturbi alimentari hanno tra gli 8 e 9 anni: a quest’età, 1 bambino su 4 è obeso e 1 su 2 sovrappeso; tra le bambine le percentuali scendono rispettivamente al 16% e al 41%.

Diverse ricerche, riferite al contesto italiano, mostrano che, estendendo il campione tra i 6 e gli 11 anni, è sovrappeso 1 bambino su 4 (23,1%) mentre 1 su 10 (9,8%) è addirittura obeso. In ambito continentale obesità e sovrappeso prevalgono tra i minori dei paesi mediterranei (con percentuali che oscillano tra il 20 e il 36%), piuttosto che in quelli del nord Europa (tra il 10 e il 20%). Anche in Italia il fenomeno ricalca le stesse differenze geografiche, con percentuali che vanno dall’8,2% al Nord, al 9,3% del Centro fino al 15,2% del Sud. La regione più colpita dal fenomeno è la Campania, dove 1 bambino di terza elementare su 2 è obeso o in sovrappeso; seguono Puglia,Molise Abruzzo e Basilicata, che evidenziano percentuali superiori al 40%. Gli adolescenti italiani in sovra ppeso tendono a diminuire con l’aumentare dell’età, confermando la maggiore esposizione delle generazioni più giovani: a 11 anni ne soffre 1 ragazzo su 3 e 1 ragazza su 4; un dato che, raffrontato alle rilevazioni sui quindicenni, decresce, per ambo i sessi, di circa 10 punti percentuali.

I fattori che determinano l’obesità, oltre a quelli di natura genetica, sono principalmente legati al contesto socio-economico, familiare e agli stili di vita. Diverse indagini concordano nell’attribuire maggiore predisposizione a diventare obesi a soggetti che vivono in condizioni “disagiate”. Il dato più preoccupante riguarda però l’impatto dei genitori sull’alimentazione dei minori. Solo il 44,7% di loro conosce le regole della sana alimentazione (Censi). I dati dell’indagine “OKkio alla Salute” confermano una disinformazione diffusa da parte degli adulti in materia di dieta alimentare. Il 37% delle madri di figli in sovrappeso non ritiene “eccessiva” la quantità di cibo che i mangiano i bambini, mentre solo il 29% di esse afferma il contrario. Inoltre solo 4 mamme su 10 reputano insufficiente l’attività motoria svolta dal figlio. Sul versante delle abitudini alimentari è altrettanto importante la percentuale di coloro che adottano comportamenti scorretti: 1 bambino su 10 salta la prima colazione, mentre 3 su 10 la fanno in maniera sbilanciata (troppi carboidrati o proteine); 2 bambini su 3 fanno una merenda abbondante a metà mattina. I genitori dichiarano che 4 bambini su 10 consumano quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate e il 22% non mangia tutti i giorni frutta e verdura. Dall’indagine Zoom8 emerge inoltre che 1 intervistato su 2 non mangia “mai o quasi mai” legumi e solo 1 su 5 lo fa 2-3 volte a settimana, come raccomandato. 1 su 7 si alimenta con insaccati una o più volte al giorno. Il consumo giornaliero di cibi ipercalorici è un fenomeno largamente diffuso: 1 bambino su 3 mangia quotidianamente snack e 1 su 4 consuma bibite zuccherate. In alcune circostanze anche più volte al giorno (nel 3,5% dei casi per i primi, 17% per le seconde).

Anche uno stile di vita sedentario concorre all’obesità in età pediatrica, poiché strettamente correlato al consumo di questi cibi. 1 bambino su 6 dichiara di non aver fatto attività fisica nel giorno precedente all’indagine, o di fare sport un’ora alla settimana; 4 su 10 confessano di avere la tv in camera; 1 su 3 di restare incollato al televisore o ai videogames per più di 2 ore al giorno, mentre solo 1 su 4 dichiara di andare a scuola a piedi o in bicicletta.

“La sana alimentazione è un aspetto centrale nell’educazione dei nostri figli. Contenere il consumo di snack, promuovere corretti stili di vita e sport all’aria aperta, adottare una dieta varia ed equilibrata sono alcune accortezze per combattere l’obesità ed evitare rischi per la salute dei nostri ragazzi”. Così Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige – movimento genitori.
“Il nostro impegno spazia dalla corretta alimentazione del bambino nei primi 3 anni di vita al divezzamento e prevenzione dei rischi; dalla formazione delle famiglie, sull’opportunità di una dieta appropriata, al coinvolgimento degli adolescenti, con l’obiettivo di prepararli a gestire autonomamente il proprio stile alimentare”. Le parole di Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS – Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale
“AMIOT ha aderito e promuove con vigore l’iniziativa “Mangia bene, cresci bene” e non poteva essere altrimenti: l’omotossicologia ha tra i suoi campi applicativi di elezione la medicina preventiva. Agire sui più piccoli attraverso la prima medicina, il cibo, è il passaggio fondamentale per la salute delle future generazioni”. Il commento di Cesare Santi, presidente AMIOT – Associazione Medica Italiana di Omotossicologia.
“È una grande soddisfazione contribuire a questo progetto educativo, che vede la luce in un momento quanto mai opportuno e forse cruciale per il benessere delle future generazioni. Tanto più che lo scopo dell’iniziativa è perfettamente in linea con gli obiettivi fondanti di GUNA: diffondere il concetto di salute basato su stili di vita corretti e sulla prevenzione attraverso terapie naturali.” ha dichiarato Alessandro Pizzoccaro, presidente GUNA S.p.a.

Tra febbraio e maggio, “Mangia bene, cresci bene” attraverserà tutta Italia. Prenderanno parte al progetto 379 scuole, suddivise tra medie ed elementari, per un totale di circa 40.000 studenti e 75.000 genitori coinvolti. In ciascun istituto, i docenti e i medici di AMIOT terranno degli incontri formativi sulla sana alimentazione e distribuiranno un kit didattico a ragazzi e genitori. Agli studenti è inoltre riservato un concorso a premi: le illustrazioni più significative saranno affisse nelle farmacie e gli studi medici aderenti e daranno vita ad un calendario info-educativo dell’iniziativa distribuito nelle scuole che hanno partecipato all’iniziativa.

MOIGE

Finale AIBA Pro Boxing: Clemente Russo sul ring per assicurarsi un posto alle Olimpiadi di Rio 2016

Roma, 28 gennaio 2015 – La grande boxe internazionale raggiunge Catania dove venerdì 30 gennaio a partire dalle 20.45 si disputeranno le finali AIBA Pro Boxing, categoria 91 Kg. Lanciata nell’ottobre 2014, l’APB offre agli atleti, non solo la possibilità di migliorare il loro record in carriera, ma anche di assicurarsi le qualificazioni olimpiche in più occasioni (20 extra card offerte dall’AIBA).
Tra i cinque incontri in programma durante questa entusiasmante serata di boxe, spicca senza dubbio quello che vedrà impegnato Clemente Russo. Per il pugile azzurro, oro ai mondiali di Almaty 2013 e due volte argento alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012, questo appuntamento diventa infatti fondamentale per centrare l’accesso alle Olimpiadi di Rio, oltre che per raggiungere la finalissima AIBA che si terrà il prossimo settembre. “Tatanka”, celebre soprannome del pugile che Clemente ha interpretato nell’omonimo film del 2011, salirà sul ring alle 22.45 per combattere contro Aleksey Egorov, arcigno pugile russo. L’incontro sarà annunciato live da Dj Ringo, il Ring Announcer e Speaker della serata. In platea, come rappresentante e massima autorità dello sport italiano, sarà presente il Segretario Generale del CONI Roberto Fabbricini.
La conferenza stampa e le operazioni di peso avverranno il giorno precedente agli incontri, giovedì 29 gennaio, dalle 12.00 presso l’Hotel Nettuno, in viale Ruggero di Lauria 121 a Catania.
Pietro S.

Trapianti di fegato: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano primo Centro in Italia per risultati positivi

Milano, 28 gennaio 2015– L’Istituto Nazionale dei Tumori, unico ospedale oncologico autorizzato dal Ministero della Salute all’esecuzione di trapianti epatici, è primo nella classifica dei Centri italiani che effettuano questo intervento, sia in termini di percentuali di successo – ovvero di sopravvivenza dei pazienti sottoposti all’intervento (95.4% ad un anno di distanza e 84.4% a 5 anni di distanza dal trapianto) – sia dal punto di vista del funzionamento dell’organo post trapianto (che agli stessi intervalli di tempo è del 92.9% e dell’80%). I dati sono stati diffusi in questi giorni dal Sistema Informativo Trapianti – organo del Ministero della Salute, del Centro Nazionale Trapianti e della Rete Nazionale Trapianti – e prendono in esame l’attività di trapianto di fegato eseguita in Italia nell’arco di 13 anni, dal 2000 al 2012.

L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano eccelle anche nella percentuale di soddisfacimento delle lista di attesa, pari al 77.8%: un dato che spicca rispetto alla media nazionale e che conferma l’estrema attenzione dell’Istituto per l’utilizzo ottimale del patrimonio di organi donati e destinati ai pazienti colpiti da tumore.

Il trattamento del cancro del fegato, all’Istituto Nazionale dei Tumori è garantito dal team multidisciplinare di Epato-Oncologia, diretto dal dottor Vincenzo Mazzaferro, che ricopre anche la carica di Capo Dipartimento di Chirurgia. “Il nostro è l’unico Centro in cui una struttura ad alta specializzazione in oncologia opera anche nel campo dei trapianti – afferma il dottor Mazzaferro –. I recenti dati del Sistema Informativo Trapianti registrano le buone performance garantite da questa sinergia e rappresentano per noi un ulteriore incentivo all’eccellenza, considerato anche che attualmente, in Italia, la diagnosi di un tumore epatico è presente nel 40% dei pazienti sottoposti al trapianto di fegato. Il trapianto di fegato è infatti l’unico trapianto di un organo solido accettato nel mondo come strumento definitivo di cura di un tumore. Lo sviluppo di questa prospettiva di cura, in circa 20 anni ha fatto del tumore epatico la ragione prevalente di trapianto in tutti i Centri del mondo. I risultati ottenuti dal nostro Istituto, che per ciascuno degli ambiti presi in esame sono superiori di circa il 7% rispetto alla media nazionale, confermano l’efficacia del trapianto di fegato nella cura del tumore primitivo del fegato. Si tratta, del resto, di un metodo – conclude il dottor Mazzaferro – che si è diffuso nel mondo a partire da criteri di scelta, elaborati e per la prima volta applicati nel nostro Istituto e per questo noti come ‘Criteri di Milano’”.

I risultati ottenuti attraverso i trapianti si aggiungono a quelli raggiunti dall’Istituto Nazionale dei Tumori con le altre terapie contro i tumori primitivi e secondari del fegato offerte da questa Istituzione di eccellenza dell’Oncologia italiana, grazie all’utilizzo di nuovi farmaci, di nuovi interventi e di nuove tecnologie integrate. Inoltre, l’introduzione sul mercato dei nuovi farmaci contro l’epatite C potrà nel prossimo futuro ulteriormente migliorare questi risultati, e molto probabilmente offrire maggiori opportunità di trapianto e di resezione epatica ai pazienti con tumore.

“I risultati di eccellenza fatti registrare dall’Istituto Nazionale dei Tumori sono frutto di una competenza tecnico-scientifica indiscussa, in grado di integrare tutti gli approcci terapeutici disponibili per il trattamento delle diverse patologie neoplastiche, incluso il trapianto. In questo campo, in particolare, un riconoscimento importante deve essere tributato all’azione di programmazione e organizzazione portata avanti dal Coordinamento Trapianti di Regione Lombardia e dal Centro Inter-Regionale di Riferimento del Nord Italia Transplant”, sottolinea il Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Giuseppe de Leo.

L’elevato numero di trapianti effettuati da ciascun Centro in Regione Lombardia, la distribuzione e la complessità della casistica, la composizione delle liste di attesa e i criteri comuni di candidatura al trapianto, nonché di scelta del ricevente al momento dell’offerta di un organo, costituiscono infatti i cardini del risultato globale di eccellenza fatto registrare da tutti i Centri lombardi, che complessivamente garantiscono oltre un quarto (il 27%) di tutti i trapianti eseguiti in Italia.

Moschee, Squeri: regole non pregiudicano libertà di culto

Milano, 28 gennaio 2015 – “Chiedere regole chiare e valide per tutti per la costruzione di nuove moschee, non pregiudica la libertà di culto, ma tutela quella dei cittadini a vivere tranquilli i loro quartieri. Ci sorprendono le dichiarazioni ferocemente contrarie di molte associazioni islamiche rispetto alla richiesta di attenersi, per esempio, ai valori della nostra Costituzione. Da subito abbiamo espresso le nostre forti perplessità sul bando del Comune di Milano, chiedendo maggiori garanzie in particolare vista la fase di emergenza che stiamo vivendo. Grazie alla Legge regionale approvata ieri, in tutta la Lombardia ci saranno regole valide per tutti su una materia delicata che non può essere lasciata all’iniziativa dei singoli Comuni e sindaci”.
Lo dichiara il coordinatore provinciale di Milano di Forza Italia e deputato, Luca Squeri.

Hollie Cook in concerto alla Casa delle Arti di Conversano, sognando Bob Marley

Arriva da Londra il nuovo volto del reggae degli anni ’10: è l’incantevole Hollie Cook con il suo personalissimo mix di ritmi in levare, soul e tropical-pop. Già protagonista di un sorprendente concerto alla Focara di Novoli di qualche settimana fa, la giovanissima artista sarà ospite di una serata evento organizzata in occasione del 70esimo anniversario della nascita di Bob Marley il 7 febbraio alla Casa delle Arti di Conversano.

Figlia d’arte – suo padre è Paul Cook, batterista dei Sex Pistols, sua madre Jenny è stata la corista dei mitici Culture Club di Boy George – e cresciuta a pane e musica, Hollie Cook presenterà a Conversano i brani del suo secondo album in studio, “Twice”, accompagnata dalla General Roots Band.
Un disco edito dal noto produttore dub Prince Fatty che ha ricevuto il plauso della BBC, che lo ha definito “uno dei lavori più godibili del reggae del nuovo millennio” e che ha visto tra i collaboratori Dennis Bovell, Omar, George Dekker e Winston Francis. In questo secondo album Hollie ha aggiunto alle influenze reggae il suono dei ritmi percussivi sudamericani ed elementi elettronici in stile Giorgio Moroder.

La serata alla Casa delle Arti inizierà alle 20.00 con il reading “Ho sognato Bob Marley” con il giornalista musicale Alberto Castelli, ispirato al libro “Africa Unite – Il sogno di Bob Marley” scritto insieme a Maria Carla Gullotta e pubblicato da Arcana. Un viaggi tra parole, musica e immagini attraverso quelli che sono stati definiti “i giorni d’oro del reggae”.
In scena ormai da diversi anni, “Ho sognato Bob Marley” è diventata l’occasione ideale per raccontare una figura unica e un momento irripetibile nella vicenda della musica contemporanea e viene presentato nella location raccolta di Casa delle Arti, da sempre abituata a ospitare eventi crossmediali.
Il reading a Conversano inizierà alle 20.00 e sarà seguito da un aperitivo in attesa del concerto di Hollie Cook che inizierà alle 23.00. Prima e dopo il live selezione musicale a cura di Emiliano Rude Bwoy & Moveng Irie.

Fino a domenica 1 febbraio: Pronto Alzheimer a sostegno delle famiglie dei malati

Non lasciamo soli i malati di Alzheimer e le loro famiglie! È possibile sostenere il servizio di Pronto Alzheimer , la prima linea telefonica di aiuto e consulenza della Federazione Alzheimer Italia, inviando un SMS solidale (o chiamando da rete fissa) al numero 45599, dal 5 gennaio al 1° febbraio 2015, per donare 2 oppure 5 euro. I familiari dei malati potranno continuare a ricevere questo supporto fondamentale e sentirsi meno soli.

La linea telefonica di Pronto Alzheimer (02-809767) è attiva dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 (negli altri orari e durante il fine settimana risponde una segreteria telefonica) ed è gestita da una struttura dedicata composta da due operatori affiancati da volontari. Dalla nascita di Pronto Alzheimer sono state oltre 135mila le richieste di aiuto soddisfatte provenienti da tutta Italia.

Ai numerosi servizi di consulenza che offre Pronto Alzheimer, è stato di recente aggiunto quello di Terapia Occupazionale: consigli su come gestire un malato di Alzheimer in casa, consulenze specifiche sulle varie fasi della malattia, indicazioni di tipo pratico su come assistere il malato in ogni momento della vita quotidiana. Sono infatti queste le domande più frequenti che si pongono i familiari dei malati di Alzheimer che, davanti al comparire della malattia, si sentono spaesati e incapaci.
E sono queste quindi le richieste più frequenti a cui risponde Pronto Alzheimer, a cui si rivolgono da 21 anni i familiari dei malati per ricevere informazioni sulla malattia e la sua gestione, sulle strutture sanitarie e sociali sul territorio; per avere consulenze di tipo legale, previdenziale, psicologico e sociale; per sentirsi meno soli.

Pronto Alzheimer e la Federazione Alzheimer Italia operano dal 1993 per migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie. Si stima che in Italia siano 600mila i malati di Alzheimer, che rappresenta la più comune causa di demenza e che, colpendo progressivamente le cellule cerebrali, provoca il declino progressivo e globale delle funzioni cognitive e il deterioramento della personalità e della vita di relazione. Per questo motivo l’Alzheimer è da considerare uno dei principali problemi socio-sanitari della nostra epoca.
In particolare, registrando quotidianamente le difficoltà dei malati e di chi li assiste, la Federazione Alzheimer promuove da un anno con risultati positivi un servizio di Terapia Occupazionale.

La terapista occupazionale si reca anche a domicilio del malato con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita della famiglia fornendo strategie e consigli utili per ridurre lo stress e aumentare la sicurezza e l’accessibilità del domicilio.
Per questo, la Federazione Alzheimer ha creato un progetto i cui destinatari sono i neolaureati del corso di Terapia Occupazionale delle Università di tutta Italia, che hanno così l’opportunità di osservare e sperimentare le diverse fasi di intervento messi in atto dalla terapista responsabile, per poter acquisire competenze sull’approccio terapeutico globale e complesso, sia (e soprattutto) a domicilio sia in contesti diversi come RSA, CDI, CDA.
Il primo laureato che ha seguito il corso proviene dall’Università degli Studi di Modena.
Consulenza telefonica, incontri in sede, visite domiciliari, valutazioni sulle problematiche funzionali quotidiane, stesura del piano terapeutico e delle strategie: sono queste le modalità d’intervento osservate e poi messe in atto dagli studenti.
Promuovendo questo corso, la Federazione Alzheimer Italia forma dunque nuovi operatori tesi sempre più al miglioramento della qualità di vita dei malati e delle loro famiglie.
www.alzheimer.it

Giovanni Allevi, Love in vetta alle classifiche di musica classica

A pochi giorni dall’uscita, “LOVE” di Giovanni Allevi ha fatto innamorare il grande pubblico: l’album di inediti per pianoforte solo è infatti in vetta alle classifiche digitali tra i dischi più venduti. Disponibile in una doppia versione, in cd e in vinile, su IBS, Amazon, Feltrinelli e Mondadori e su tutte le piattaforme digitali, “LOVE” è attualmente il più richiesto nella sezione classica di iTunes, lo store mondiale per musica online.

Ispirato all’amore in tute le sue sfumature, “LOVE” sarà presentato in anteprima televisiva al festival di Sanremo, dove Giovanni parteciperà in qualità di super ospite, prima di partire per il tour europeo che inizierà il prossimo 27 febbraio dalla Cadogan Hall di LONDRA e approderà in Italia il 27 marzo a Roma, per poi proseguire nella penisola fino alla fine di aprile 2015.

A quattro anni dal Disco di Platino Alien e dopo l’esperienza sinfonica dell’album Sunrise, contenente il Concerto per Violino e Orchestra in Fa minore, “LOVE” è il nono album di studio dell’artista, uscito il 20 gennaio su etichetta Bizart/Sony Music.
www.giovanniallevi.com

High School Game 2015: successo per la prima tappa del 2015 all’ISIS Laeng di Osimo

Osimo, 28 gennaio 2015 – Formidabile la prima tappa di Ke Classe, la versione tv del Concorso Nazionale High School Game, che si è svolta mercoledì 28 gennaio all’ISIS M.Laeng di Osimo (AN). Gli studenti hanno partecipato al quiz interattivo con attenzione e grande spirito di squadra cercando di non farsi trovare impreparati davanti alle numerose domande che il nostro brillante conduttore Alvin Crescini ha rivolto loro. Senza indugio i ragazzi dell’ISIS osimano hanno dato vita ad una gara davvero serrata che ha visto trionfare su tutti i diplomandi della 5^Elettrici, seguiti dalla 5^Meccanici e dalle ragazze 5^Moda.
Il quiz è come sempre caratterizzato da domande a risposta multipla inerenti il proprio piano di studi alternate a domande di cultura generale, educazione civica e ambientale, conoscenza del territorio cui i ragazzi rispondo per mezzo di pulsantiere wireless. E’ un modo alternativo e divertente che oltre a testare le loro conoscenze, ha come scopo principale quello di creare momenti di confronto e rafforzare in loro lo spirito di collaborazione.
Anche l’edizione 2015 conferma la propria valenza di modello didattico innovativo, come confermato anche dai docenti dell’Istituto Laeng presenti al contest.
Come nelle precedenti attività, tutte le puntate di Ke Classe/High School Game saranno trasmesse in tv ma con uno vanto ulteriore per i produttori del format, ovvero la diffusione a carattere nazionale: sarà infatti 7Gold a trasmettere le date dell’edizione 2015.
Dopo Osimo “Ke Classe/High School Game” giovedì 29 gennaio sarà all’ IIS Merloni-Miliani di Fabriano.
High School Game

Risultati Cuore Sano: prevenzione, si comincia da bambini

Oggi in Campidoglio, alla presenza del Sindaco di Roma Ignazio Marino, il Prof. Massimo Santini, Direttore del Centro Studi Regionale per la Diagnosi e la Cura delle Aritmie Cardiache e fondatore della Onlus Il Cuore di Roma, ha presentato i risultati della campagna “Cuore Sano”, il primo screening cardiologico dedicato ai giovani. Uno studio sistematico in un’ampia popolazione in età scolare di oltre 25.000 adolescenti che non è mai stato effettuato prima in Italia e in Europa. Il Sindaco Ignazio Marino ha sottolineato l’importanza della ricerca, l’aiuto concreto dato dal volontariato alle Istituzioni e quanto sia fondamentale insegnare ai ragazzi a curare il proprio corpo in modo responsabile. Questo significa anche avere a cuore il proprio benessere futuro.

I dati della campagna, completamente gratuita, parlano chiaro: il 27% dei ragazzi esaminati presenta almeno un’anomalia nell’ ECG, mentre ben 14.577 (il 57%) sono portatori di fattori di rischio come familiarità, obesità, fumo e presentano già anomalie per le quali devono essere tenuti sotto controllo. Come questi fattori si traducano in rischio cardiovascolare a lungo termine è difficile dirlo, ma le proiezioni ad oggi possibili non sono favorevoli se non si interviene per indurre una modifica degli stili di vita e non si attiva un preventivo monitoraggio.

Le proiezioni possibili ci dicono che oltre 160 dei 25.000 ragazzi esaminati oggi potrebbe avere un infarto entro il 2050. Queste stime sono conservative perché non prendono in considerazione altri fattori di rischio come familiarità, altre co-morbidità, futura ipertensione, diabete. Sicuramente però l’associazione con pre-esistenti anomalie ECG (riscontrate in quasi un terzo dei soggetti) non migliorerà il quadro futuro.

Due casi importanti hanno particolarmente colpito il pubblico: durante lo screening nelle scuole infatti, si è scoperto che l’elettrocardiogramma di Marco e Luciana, due ragazzi di 15 e 16 anni apparentemente in ottima salute e forse solo un po’ sovrappeso, evidenziava una grave patologia elettrica del cuore della quale ignoravano l’esistenza. Entrambi presentavano un blocco atrio-ventricolare completo congenito, che riduceva i battiti cardiaci ad una frequenza tra 35 e 40 battiti per minuto in condizioni di riposo e ancor meno durante il sonno. I ragazzi correvano il rischio di morire improvvisamente. Dopo gli opportuni accertamenti, entrambi hanno ricevuto l’impianto di un pacemaker bicamerale che ha consentito nuovamente al loro cuore di salire in frequenza anche fino a 150 battiti al minuto in caso di attività fisica, impedendo al cuore di rallentare al di sotto di un certo numero di battiti prefissati.
Il lavoro della Onlus “Cuore di Roma” è stata un’occasione per Marco e Luciana per dire GRAZIE DI CUORE.

Per informazioni
www.ilcuorediroma.org