Gad Lerner, ultima puntata di Fischia il Vento: Corrotti e impuniti

In Italia non si fa in tempo a prendere le misure con uno scandalo che si aprono subito altre voragini di corruzione con il coinvolgimento di imprenditori, professionisti e amministratori pubblici in un sistema radicato e ramificato di favoritismi e tangenti: da Mafia Capitale a Mose, Expo e ricostruzioni post-terremoto. Ma che prezzo ha la legalità? E perché tra patteggiamenti e parziale restituzione del maltolto, la sensazione è che chi corrompe alla fine se la cavi con poco? Gad Lerner ne ragiona nell’ottava indagine di Fischia il Vento “CORROTTI E IMPUNITI”, in onda domani, mercoledì 4 febbraio alle 21.00 su laeffe e in contemporanea su Repubblica.it.

Il viaggio di Fischia il Vento parte da Roma, dall’inchiesta su Mafia Capitale, che ha svelato un intreccio ai limiti del romanzesco tra politica e malavita. Gad Lerner ne parla con Giancarlo De Cataldo, magistrato e autore di “Romanzo criminale”.

E Mafia Capitale è anche lo scandalo che ha travolto le cooperative romane mettendo in una drammatica condizione 1.300 lavoratori. La cooperativa “29 giugno” fondata da Salvatore Buzzi è diventata il simbolo della Cupola Romana ma sono i lavoratori a rischiare di pagare il prezzo più alto come racconta l’inchiesta di Carlo Bonini, inviato de La Repubblica. Che incontra anche il nuovo Assessore alla Legalità della giunta Marino, il magistrato antimafia Alfonso Sabella: il 100% degli appalti affidati dal comune senza gara pubblica, spiega Sabella, sono irregolari. Che fare però per i lavoratori spesso incolpevoli? Bonini ne parla con il neo Assessore alle Politiche Sociali del comune di Roma Francesca Danese.

In questa direzione è emblematico anche il caso Mose e in particolare quello dell’ex Ministro Galan, che a fronte di decine di milioni di tangenti intascate ha restituito poco più di 2 milioni e ha ricevuto una condanna da scontare agli arresti domiciliari. Il procuratore Carlo Nordio, titolare dell’inchiesta, difende però la bontà dei risultati ottenuti: con lo sfascio del nostro processo penale, spiega, era il massimo che si potesse fare anche perché il rischio prescrizione era in agguato. A Venezia però è imminente anche l’elezione di un nuovo sindaco dopo il coinvolgimento del precedente nell’inchiesta del Mose: come rompere quel sistema di corruzione che ha coinvolto praticamente ogni potere della città? Gad Lerner ne parla con i candidati alle primarie del centrosinistra del 15 marzo, il Senatore Pd Felice Casson e del giornalista Nicola Pellicani

Al presente comunque la corruzione in Italia ha “dimensioni intollerabili” come dichiara il Ministro della Giustizia Andrea Orlando a Gad Lerner. “Il tema vero è quello di ragionare sull’aggressione patrimoniale – continua il Ministro e la normativa anticorruzione è stata varata proprio per questo – il patteggiamento per i reati legati alla pubblica amministrazione è subordinato alla restituzione del maltolto”.
Da Venezia gli risponde però il procuratore Carlo Nordio: l’idea di inasprire le sanzioni non porterà a nulla, chi delinque non mette mai in conto la portata della pena.

Tarquinia, il Quartetto Guadagnini in concerto

Tarquinia, 3 febbraio 2015 – Si alza il sipario della 3ª edizione della rassegna “Il Quartetto d’archi” organizzata dalla Fondazione Etruria Mater, con la direzione artistica del maestro Leandro Piccioni. Domenica 8 febbraio, alle ore 17, nella loggia di Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale (piazza Cavour), a Tarquinia, torna la magia della musica con il concerto del Quartetto Guadagnini. Dal Quartetto op. 2 n. 6 G.164 di L. Boccherini al Quartetto KV 590 in fa maggiore di W. A. Mozart, fino al Quartetto op. 27 in sol minore di E. Grieg, l’ensemble saprà offrire al pubblico un’esperienza di ascolto di eccezionale valore artistico e tecnico.

Vincitore del premio “Piero Farulli” all’interno della XXXIII edizione del Premio “Franco Abbiati”, il Quartetto Guadagnini nasce nel 2012 dall’unione di quattro giovani musicisti, Fabrizio Zoffoli e Giacomo Coletti, violini, Margherita Di Giovanni, viola, e Alessandra Cefaliello, violoncello. La formazione si è aggiudicata i primi premi al V Concorso Musicale “Marco Dall’Aquila” e alla XVI edizione del Concorso Internazionale “Pietro Argento” di Gioia del Colle. A Cremona, ha suonato per lo “Stradivari Festival” in occasione della rassegna d’inaugurazione del nuovo Auditorium Arvedi del Museo del Violino. Recentemente si è esibita su Rai 5, in una trasmissione condotta da Sandro Cappelletto, mentre giovedì 5 febbraio suonerà al Teatro Argentina, a Roma, nell’ambito della manifestazione “Il Cerchio della Musica” promossa dall’Accademia Filarmonica Romana.

Per assistere al concerto (ingresso gratuito) è indispensabile la prenotazione, chiamando l’ufficio informazioni turistiche del Comune di Tarquinia allo 0766/849282. La rassegna ”Il Quartetto d’archi” è in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e il Comune di Tarquinia e ha il sostegno di Enel, Munus, Giove Gas, cooperativa Fuori C’Entro e Camping Village Tuscia Tirrenica.

Procreazione assistita all’estero, la Svizzera ancora meta preferita

Età media di 37 per lei e di 39 anni per lui, un diploma in tasca e un lavoro da impiegato o libero professionista. È l’identikit della coppia italiana che si rivolge ai centri di medicina della fertilità in Svizzera. Nonostante le recenti aperture della normativa italiana, sono ancora molte le coppie che scelgono di varcare i confini nazionali per cercare di avere un figlio. «Il flusso di pazienti ha risentito un calo di circa il 20% nel terzo trimestre dell’anno.

Calo che però è stato compensato dalla crescita registrata negli ultimi mesi del 2014», afferma Michael Jemec, specialista in medicina della riproduzione e tra i fondatori del centro per la fertilità ProCrea di Lugano. «Nel 2014 abbiamo avuto tra i nostri pazienti oltre 800 coppie italiane alla ricerca di un figlio, più della metà provenienti dalla regioni del nord Italia, una su tre è arrivata a ProCrea dopo aver avuto esperienze in altre cliniche per la fertilità».

Le terapie cui si sono sottoposte le coppie sono state le più tradizionali. «Sette coppie su 10 hanno fatto ricorso alle tecniche di fecondazione omologa. Le restanti, circa il 28 per cento, presentavano dei problemi di infertilità maschile gravi: per loro è stato necessario ricorrere alla fecondazione eterologa con seme di donatore», riferisce Jemec. «Visto che i paletti normativi non ci sono più, le coppie scelgono le strutture che maggiormente possono garantire assistenza e tasso di successo elevati».

Nel complesso le terapie hanno permesso negli ultimi dodici mesi la nascita di oltre 450 bambini, l’80% di nazionalità italiana. «I successi ottenuti sono di rilievo e confermano così il corretto approccio», prosegue lo specialista di ProCrea. «L’età della donna resta un fattore importante per ottenere una gravidanza: con un solo tentativo, al di sotto dei 30 anni le probabilità di successo registrate superano ampiamente il 55%, arrivano al 50% fino a 35 anni per poi scendere al di sotto del 16% oltre i 40 anni. Sorprendente il dato di successi ottenuti dopo tre tentativi: negli ultimi 5 anni di attività, considerando la fascia di età 30-37 la percentuale di donne che ha ottenuto una gravidanza supera il 60%». Non sono state registrate differenze tra cicli a fresco e ovociti fertilizzati crioconservati ottenuti nello stesso ciclo. Precisa Jemec: «L’esperienza acquisita nella crioconservazione e l’alto tasso di sopravvivenza dei pre embrioni fecondati scongelati – intorno al 90% – offre alle coppie la possibilità di eseguire più di un transfert embrionario senza doversi sottoporre ad un nuovo ciclo di prelievo ovocitario».

ProCrea utilizza un approccio graduale, andando a valutare le specifiche condizioni di fertilità e non solo, del singolo paziente e della coppia nel suo insieme. «Le analisi genetiche, che effettuiamo attraverso un laboratorio interno, ci permettono di arrivare ad avere un quadro clinico il più possibile completo in modo da individuare il percorso più appropriato e personalizzato da proporre alla coppia – conclude lo specialista -. Puntiamo non solamente ad individuare la strada migliore per arrivare ad una gravidanza, ma la coppia ha la possibilità di essere accompagnata in ogni fase anche con l’aiuto di una psicoterapeuta».
Eo Ipso

Epilessia, farmaci e gravidanza: la posizione LICE dopo novità regolatorie su valproato

Roma, 2 febbraio 2015 – Le recenti raccomandazioni EMA (Agenzia di Medicina Europea) e AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sono state emanate a seguito di importanti evidenze scientifiche che hanno documentato gravi rischi connessi all’utilizzo di farmaci contenenti valproato nelle donne in gravidanza, generando, in Europa come in Italia, preoccupazione tra le persone affette da epilessia, i loro caregivers e gli operatori sanitari. Tale preoccupazione è giustificata dall’impiego diffuso di questi medicinali per il trattamento di più tipologie di epilessia.
Se ne è discusso alla riunione policentrica annuale della LICE (Lega Italiana contro l’Epilessia) da poco conclusa alla Sapienza Università di Roma, nel corso della Tavola Rotonda “Utilizzo del valproato: recenti novità regolatorie ed alternative terapeutiche”.

La Società Scientifica LICE, che in Italia riunisce i maggiori esperti in Epilettologia, ha delineato alcune indicazioni, al termine dell’incontro, allo scopo di informare correttamente le persone con epilessia e gli epilettologi che le hanno in cura.
Anche se alcuni rischi del farmaco erano già conosciuti, i nuovi dati scientifici, che hanno condotto le autorità competenti all’aumento delle restrizioni per l’utilizzo del valproato, impongono ulteriori cautele per le donne con epilessia in età fertile e prefertile.
Si legge nella nota europea, infatti, che i bambini in età prescolare esposti a valproato durante la gravidanza hanno dal 30 al 40% di rischio per problemi di sviluppo, inclusi ritardi nel camminare e parlare, problemi di memoria, difficoltà col linguaggio e la lingua e minore abilità intellettuale. Inoltre, dato già noto, hanno un significativo maggior rischio per malformazioni alla nascita (come difetti del tubo neurale e palatoschisi) in confronto sia alla popolazione generale che ai figli di donne con epilessia che assumono altri farmaci. I dati disponibili suggeriscono anche che questi bambini hanno un rischio tre volte superiore per un disturbo dello spettro autistico.
Nel corso del dibattito si è sostanzialmente concordato con le ulteriori raccomandazioni EMA.

Sulla base di queste, la LICE raccomanda di osservare scrupolosamente quando scritto in scheda tecnica e le modifiche recentemente introdotte relativamente all’utilizzo del valproato in gravidanza, che indicano di:
· evitare la prescrizione come primo farmaco di valproato in donne in età fertile
· utilizzare il valproato solo dopo che altri farmaci alternativi si siano rivelati efficaci
· raccomandare l’uso di una efficace contraccezione in caso di utilizzo di valproato
· informare le donne che lo assumono, o lo dovranno assumere, dei rischi connessi all’utilizzo di valproato
· discutere, con le donne che già lo assumono, le problematiche recentemente emerse e prendere in considerazione trattamenti alternativi, se una donna in trattamento con valproato, dovesse pianificare una gravidanza o rimanere incinta
· utilizzare la più bassa dose efficace visto il legame tra il livello plasmatico e le problematiche emerse
Si raccomanda fortemente, comunque, di non smettere di assumere il farmaco senza aver prima consultato il proprio epilettologo di riferimento
In caso di gravidanza non programmata, bisognerà valutare attentamente i benefici del trattamento con valproato contro i possibili rischi per il nascituro.

Giuseppe Capovilla – Presidente LICE

OMS avverte Europa: 2015 termine ultimo per eliminare morbillo e rosolia, anche Italia in ritardo

Milano, 2 febbraio 2015 – Il 2015 è la data ultima fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per eliminare morbillo e rosolia nella Regione europea ma la situazione desta ancora preoccupazione: negli ultimi 4 anni sono stati registrati oltre 100 mila casi di morbillo e circa 90 mila di rosolia. A denunciarlo sono i vertici della Commissione OMS (WHO European Regional Verification Committee) riunita insieme al gruppo ETAGE (European Technical Advisory Group of Experts on Immunization) nei giorni scorsi a Copenhagen per fare il punto sullo stato attuale dei programmi di prevenzione di morbillo e rosolia in Europa.

“Grandi progressi nella ricerca scientifica sono stati ottenuti negli ultimi vent’anni eppure eliminare il morbillo non è certamente cosa semplice – osserva la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente della Commissione OMS per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita e Presidente WAidid ( www.waidid.org ) – è una malattia estremamente contagiosa e per interromperne la trasmissione sono necessarie coperture vaccinali molto elevate con due dosi di vaccino. Come emerso dallo scorso meeting di Copenhagen, il morbillo e la rosolia sono malattie ancora pericolose e nel nostro Paese vengono registrati ogni anno numerosi casi di malattia a causa delle coperture vaccinali inadeguate. Per raggiungere davvero gli obiettivi indicati dall’OMS è fondamentale il coinvolgimento della classe politica italiana e purtroppo ad oggi i dati definitivi del report italiano, nonostante ripetuti solleciti, non sono neanche stati inviati e quelli disponibili risultano incompleti”.

Secondo i dati dell’ISS, in Italia nel mese di ottobre 2014, sono stati segnalati 47 casi di morbillo, portando a 1620 i casi segnalati dall’inizio dell’anno con un’incidenza maggiore in Liguria con 12,4 casi per 100.000 abitanti, seguita dal Piemonte, dalla Sardegna e dall’Emilia-Romagna. Tra questi, più della metà (58,3%) aveva un’età compresa tra 15 e 39 anni: l’85,1% era non vaccinato e il 6,7% aveva effettuato una sola dose di vaccino. Un caso su quattro (25,7%), infine, ha riportato almeno una complicanza, tra cui 82 casi di polmonite. Per quanto riguarda la rosolia, nel mese di ottobre 2014 sono stati segnalati 2 casi, portando a 19 il totale delle segnalazioni dall’inizio dell’anno.

“Nel nostro Paese – prosegue Susanna Esposito – le coperture vaccinali sulla 1 dose si attestano intorno al 90% a fronte dell’obiettivo minimo del 95%, mentre quelle sulla seconda dose (introdotta nel 2005) non sono disponibili per tutto il Paese e nelle Regioni dove i dati sono stati raccolti risultano ben inferiori agli standard richiesti (meno dell’85% rispetto all’obiettivo del 95% anche per la seconda dose). In Italia, quindi, gli obiettivi di copertura vaccinale necessari per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita non sono stati ancora raggiunti”.

Ogni Paese che ha aderito al Piano di Prevenzione (53 Paesi, tra quelli all’interno dell’UE e nel resto del mondo) dovrà, infatti, dimostrare un livello di copertura vaccinale pari o maggiore del 95 per cento tenendo presente che morbillo e rosolia potranno considerarsi malattie debellate solo quando si constaterà la completa scomparsa di casi per almeno 36 mesi dall’ultimo caso conosciuto.
A livello europeo, i dati dell’ISS evidenziano che tra ottobre 2013 e settembre 2014, 30 Paesi dell’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (See) hanno segnalato 4735 casi di morbillo di cui il 70,3% proviene da: Italia (2060; 34,5 casi per milione di abitanti), Paesi Bassi (895; 53,3 casi/milione) e Germania (375; 4,6 casi/milione). La fascia di età con maggiore incidenza è rappresentata da bambini sotto un anno di vita (43,3 casi/milione), seguita da bambini tra 1 e 4 anni (33,4 casi/milione) e adolescenti tra 15 e 19 anni (21,4 casi/milione). Lo stato vaccinale è noto per il 92,2% dei casi; di questi l’85,1% dei casi si è verificato in persone non vaccinate e il 9,2% in persone vaccinate con una sola dose. È stato riportato 1 decesso e 5 casi complicati da encefalite acuta. Riguardo la rosolia, i dati raccolti in 28 Paesi dell’Ue e del See, indicano che tra ottobre 2013 e settembre 2014, sono stati segnalati 6996 casi, il 97,3% dei quali è stato notificato dalla Polonia (6805 casi, 176,6 casi/milione di abitanti).

WAidid

Comitato Provinciale Unicef Bari, solidarietà a ritmo di tango

Bari, 2 febbraio 2015 – La malattia da virus Ebola colpisce gli uomini attraverso una febbre emorragica con un tasso di letalità molto alto. L’infezione ha un decorso acuto e non è descritto lo stato di portatore. I soggetti affetti sono contagiosi fino a quando il virus è presente nel sangue e nelle secrezioni biologiche. Grave è stata l’epidemia di febbre emorragica in Africa Occidentale nel corso proprio del 2014. Con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare alla ricerca e alla lotta per contrastare questa malattia, mercoledì 11 febbraio, presso il Teatro Petruzzelli di Bari, il Comitato Provinciale UNICEF Bari e il Comitato Regionale UNICEF Puglia, proporranno “Fue un dia” di Gaetano Donatone, uno spettacolo di danza, recitazione e musica dal vivo.

L’opera mette in mostra un secolo di passione, di gelosia, di antagonismo e di entusiasmo, raccontato attraverso le sonorità del genere musicale originario della regione del Río de la Plata tra Argentina e Uruguay. Saranno proposte musiche che spazieranno dalle sonorità dei gauchos ai brani di Gardel, dalle canzoni di Piazzolla al tango contemporaneo. Sul palco varie figure si alterneranno durante lo spettacolo. Ci saranno gli attori Maestro Ramunni, Anna Garofalo, le cantanti Mariangela Aruanno e Maria Grazia Trentadue, i musicisti Gianni Quadrelli, Paolo D’ascanio, Rosa de Donato,Save L Violin, Umberto Calentini e venti ballerini.
L’Unicef, che grazie al suo impegno e al supporto di numerosi partner ha già distribuito migliaia di kit igienici, punta a fare ancora molto e con questo evento, il cui ricavato sarà totalmente devoluto al progetto Unicef #stopebola, spera di attirare un elevato numero di gente pronta a divertirsi e a far del bene ai meno fortunati.
I biglietti sono già disponibili presso il Comitato Provinciale Unicef di Bari in via Nicolai 9.
Comitato Provinciale UNICEF Bari

Tarquinia, maltempo: rimossi dalla Protezione Civile molti alberi caduti sulle strade

Tarquinia, 2 febbraio 2015 – Numerosi gli interventi del gruppo comunale della Protezione Civile per il maltempo che ha colpito il territorio di Tarquinia. I volontari hanno rimosso i molti alberi abbattuti dal forte vento sulla Litoranea, sull’ex provinciale Porto Clementino, in via Aldo Moro e via Pyrgi e sulla strada che porta al Borgo dell’Argento. In azione anche nella sede estiva, presso l’ex base Caale, per fronteggiare la mareggiata che ha colpito la costa il 30 gennaio. «Per questa settimana le condizioni meteo non saranno buone. – sottolinea la Protezione Civile – Per tale motivo l’attenzione rimarrà alta e i volontari sono stati allertati e tutti i mezzi sono a disposizione per affrontare eventuali criticità».

Fare Verde, prosegue Il mare d’Inverno: anche ieri mattina ripulite tre spiagge italiane

Seconda domenica per la manifestazione “Il mare d’Inverno”, la pulizia della spiaggia organizzata dall’associazione ambientalista Fare Verde, giunta alla XXIV edizione e che ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Infatti, proseguendo l’opera iniziata domenica 25 gennaio su ventidue arenili, ieri mattina, domenica 1 febbraio 2015, i volontari di Fare verde, sfidando freddo e pioggia si sono ritrovati su altre tre spiagge: Francavilla a Mare (Chieti); cala San Giorgio (Bari) e San Menaio (Foggia).

Sull’arenile di Cala San Giorgio (BA), i volontari di Fare Verde dei gruppi di Bari e di Bitonto hanno raccolto trenta sacchi di immondizia, in particolare bottiglie di plastica, polistirolo e lattine. Tra le cose curiose abbandonate sulla spiaggia spiccano una poltrona e una giacca a vento
A Francavilla al Mare (CH), sull’arenile di rotonda Michetti, i volontari di Fare Verde, affiancati da studenti con i loro genitori, numerosi cittadini e l’assessore comunale all’ambiente Gianluca Bellomo, hanno effettuato le operazioni di pulizia.
A vincere il premio di rifiuto più invadente è stata ancora una volta la plastica, di ogni forma e colore: dalle bottiglie alle reti, dalle gabbiette dei detergenti per il water ai flaconi di olio lubrificante. Tra i rifiuti più curiosi, centinaia di resti di cartucce da caccia, probabilmente portati al mare dai fiumi. Raccolti anche una sedia, un paio di ombrelloni, taniche di plastica, un secchio, scarpe e ciabatte, resti di contenitori in polistirolo e cassette di plastica.
A San Menaio (FG), il gruppo Fare Verde di San Severo ha raccolto 168 bottiglie di plastica, dieci bottiglie di vetro, due taniche grandi per carburante vuote e due pneumatici. Inoltre, è stata riscontrata la presenza di rifiuti indifferenziati e accumuli consistenti di detriti alluvionali dovuti all’evento calamitoso del settembre 2014.

A distanza di anni dalla legge voluta da Fare Verde che vieta la vendita sul territorio nazionale di cotton-fioc non biodegradabili, i volontari ambientalisti continuano a raccogliere sulle spiagge italiane le astine in plastica colorata, anche se in misura sensibilmente ridotta rispetto agli anni passati.

Associazione ambientalista Fare Verde

LA SIPPS plaude a diminuzione uso antibiotici fra gli italiani

Roma, 2 febbraio 2015 – Gli italiani, nel 2014, hanno diminuito sensibilmente l’uso di antibiotici. Lo ha reso noto nei giorni scorsi il “Rapporto Osmed” dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) relativo ai primi 9 mesi dello scorso anno. Il consumo di antibiotici ha registrato una riduzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del 4%, con 21,2 dosi giornaliere consumate ogni mille abitanti. Numeri salutati con grande piacere dalla SIPPS.

“I pazienti, nel nostro caso quelli più piccoli, i bambini – dichiara il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – non dovrebbero assumere antibiotici per curare l’influenza, infezioni virali o raffreddori non provocati da origine batterica. Dovrebbero invece ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione medica. Non solo: per non sminuirne gli effetti, la cura dovrebbe sempre essere seguita in maniera scrupolosa, rispettando dosi e tempi di somministrazione”.
“La SIPPS – aggiung il Dott. Di Mauro – è estremamente felice di quanto emerso dai dati dell’Aifa: da anni, infatti, ci battiamo per l’uso giudizioso degli antibiotici e registriamo con grande entusiasmo questa vera e propria inversione di tendenza. Inversione di tendenza alla quale abbiamo certamente contribuito coinvolgendo attivamente le famiglie con numerose iniziative sul territorio, prime fra tutte la creazione una Consensus Conference sull’impiego giudizioso della terapia antibiotica nelle infezioni delle vie aeree in età pediatrica.

“Quando si utilizza una terapia antibiotica – prosegue il Presidente SIPPS – non si devono mai dimenticare le eventuali reazioni avverse, così come l’incremento del fenomeno delle resistenze batteriche, associate proprio ad una eccessiva prescrizione di antibiotici, con un importante impatto sulla sanità pubblica”. “Gli antibiotici costituiscono un aiuto fondamentale nella lotta alle patologie infettive – sottolinea la Professoressa Elena Chiappini, Componente del Consiglio Direttivo Nazionale SIPPS – ed il loro uso in maniera appropriata è senza dubbio utile a ridurre la diffusione di germi resistenti, oltre a porre una barriera all’incremento di costi e reazioni avverse”.
La Consensus Conference fornisce alcune indicazioni importanti per un utilizzo giudizioso degli antibiotici in età pediatrica anche per le famiglie attraverso la creazione di poster e depliant diffusi presso gli ambulatori dei pediatri. All’interno dell’area genitori del sito www.sipps.it è stata inoltre creata una sezione interamente dedicata ai quesiti più frequenti che ogni genitore si pone in merito a questo argomento.
“L’impegno della SIPPS non si ferma qui – conclude il Dott. Di Mauro -. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale non intende infatti abbassare la guardia e manterrà alta l’attenzione, impegnandosi seriamente ed in maniera seria e continuativa per proseguire lungo la strada dell’uso razionale degli antibiotici nelle infezioni respiratorie in età evolutiva”.

Pa, calo assenze. Torluccio, Uil Fpl: I lavoratori hanno dimostrato serietà e professionalità, ora Governo rinnovi il contratto

Roma, 2 febbraio 2015 – Nonostante gli attacchi che i dipendenti pubblici stanno subendo da mesi, con definizioni che vanno da “fannulloni”, “svogliati”, “privilegiati” sino al blocco del rinnovo del contratto, hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con professionalità e serietà, cosi come dimostrato dall’abbattimento delle assenze nel 2014, con percentuali che variano dal – 7% al 24,8%. Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Uil Fpl Giovanni Torluccio.

Ma a fronte di questo non abbiamo ricevuto nessuna apertura dal Governo su questo tema. Sono mesi che nei settori pubblici, stiamo portando avanti iniziative unitarie che sono sfociate nella grande manifestazione nazionale di sabato 8 novembre in Piazza del Popolo, con la presenza di oltre 100.000 lavoratrici e lavoratori provenienti da tutta Italia per arrivare sino allo sciopero generale del 12 Dicembre 2014.

“I dipendenti pubblici – continua il segretario – non sono un costo, ma una risorsa . Mentre si continua nella falsa politica dell’innovazione e della modernizzazione del Paese, i dipendenti pubblici e le loro famiglie stanno scontando da anni l’incapacità e la mancata volontà della politica di tagliare sprechi e prebende, dai cui risparmi sarebbe possibile rinnovare i loro contratti: si continuano a tagliare soldi agli enti locali, i presidi politici più vicini ai cittadini, che erogano servizi essenziali, si fomentano battaglie ideologiche che in realtà non contribuiranno a rimettere in moto l’economia, si svuotano i fondi per la pensione integrativa, si fanno operazioni inutili di marketing politico che non investono sulla persona, sui lavoratori e sui servizi.

“Noi – conclude Torluccio – non abbiamo accettato inermi il blocco dei contratti del pubblico impiego, per questo abbiamo fatto ricorso in sede giurisdizionale contro la decisione del Governo ricordando che già in passato la Corte Costituzionale si è pronunciata dichiarando l’ammissibilità di tale tipo di misura solo in quanto circoscritta ad un periodo limitato di tempo. Stiamo assistendo, invece, ad un progressivo consolidamento di misure di carattere prettamente emergenziale che, in quanto tali, non possono essere suscettibili di prolungata applicazione. Attendiamo quindi con trepidazione la prima udienza fissata per il 28 Febbraio 2015, fiduciosi di ottenere giustizia”.
Pietro Bardoscia