Arrestata Valentina Pilato, la donna accusata di aver gettato neonata nel cassonetto a Palermo

Palermo, 13 aprile 2015 – Dopo cinque mesi i carabinieri hanno arrestato e tradotto in carcere la mamma che, secondo l’accusa, cinque mesi fa gettò il corpo della sua neonata nel cassonetto a Palermo.

Il giudice per le indagini preliminari Ettorina Contino, accogliendo la richiesta della Procura di Palermo, ha infatti disposto la custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato a danno degli altri due figli minorenni.

La donna, Valentina Pilato, attualmente residente a Gemona, piccolo italiano di 11.076 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia, insieme al marito e altri due figli, era andata a Palermo per partorire ed è in attesa di giudizio dopo che fu scoperta la morte della sua neonata.

[easy_ad_inject_1] La donna dovrà rispondere di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Attualmente la donna è trattenuta nella casa circondariale Pagliarelli di Palermo.

I fatti contestati si riferiscono al 24 novembre scorso quando l’occultamento del cadavere della piccolina fu scoperto casualmente da un clochard che frugò in una borsa abbandonata. All’interno l’uomo trovò il corpo senza vita della piccolina.

Intanto la sera seguente la mamma fu ricoverata nel reparto Ginecologia dell’ospedale Cervello di Palermo per una emorragia. I medici capirono subito che la donna aveva avuto un parto, e la mamma raccontò i fatti.

Secondo il Gip che ha disposto la custodia cautelare in carcere la Pilato ha avuto la “determinata e precisa volontà di uccidere la neonata”. “La donna” come spiega il giudice nell’ordinanza, “avrebbe posto in essere una serie di comportamenti lucidi finalizzati a sbarazzarsi della bambina: dall’alterazione del test di gravidanza – i familiari le avevano chiesto di farlo e lei ne aveva falsificato gli esiti -, all’occultamento della gravidanza stessa, taciuta, per mesi, ai genitori e al marito. La Pilato, inoltre, avrebbe pianificato nei particolari le sue azioni, attendendo che i familiari dormissero per partorire, uscire di casa e lasciare la neonata tra i rifiuti, e facendo, inoltre, sparire tutte le tracce della nascita della piccola.”

Il legale di Valentina Pilato, l’avvocato Enrico Tignini, ha annunciato ricorso contro la decisione del Giudice per le indagini preliminari davanti al Tribunale del Riesame.

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Autore: Donato Paolino

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