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Partono i saldi estivi in tutta Italia. Confcommercio:”si spenderanno 100 euro a persona”

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Milano, 4 luglio 2015 – Dopo Campania e Basilicata, dove sono iniziati il 2 luglio, partono da oggi i saldi estivi in tutto il resto d’Italia e la Confcommercio, come da tradizione, già fa le prime stime.

[easy_ad_inject_1]Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo circa 230 euro per un valore complessivo intorno ai 3,6 miliardi di euro.” è quanto si legge in una nota dell’associazione dei commercianti.

Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e vicepresidente di Confcommercio afferma che “Dopo l’ingorgo fiscale di giugno è finalmente stagione di saldi. Secondo le nostre stime, i consumatori italiani tenderanno sostanzialmente a confermare i budget dell’anno scorso, anche se con piccoli assestamenti al rialzo. Speriamo, però, che ai maggiori ordinativi effettuati da molti nostri operatori, soprattutto nelle città più turistiche in previsione dell’Esposizione Universale, possano corrispondere maggiori acquisti da parte della clientela straniera, amante del bello e del made in Italy, che – auspichiamo – raggiungerà l’Italia anche per vivere l’EXPO. I saldi – continua Borghi – continuano ad intercettare l’attenzione dei consumatori italiani e stranieri. E rappresentano un banco di prova anche per gli operatori commerciali che arrivano a questo appuntamento sfiancati da sette anni di contrazioni di fatturati e da marginalità sempre più risicate. Per favorire la migliore relazione con i turisti, Federazione Moda Italia–Confcommercio ha realizzato e messo a disposizione delle aziende lo Slang della Moda – www.slangdellamoda.it, un dizionario in formato cartaceo e on line con la traduzione in italiano, francese, inglese, russo e cinese dei termini tipici della moda”.

Ecco i consigli per i saldi estivi di Confcommercio:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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Vincent Dimaggio
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