Pasta. Creati superspaghetti ricchi in fibre e proteine che fanno bene al cuore

Granada (Spagna), 26 gennaio 2016 – Per gli amanti della pasta ecco una buona notizia. Un team di ricercatori, coordinato da Ana María Gómez Caravaca dell’Università di Granada, in Spagna, da Maria Caboni dell’Università di Bologna e dell’Università del Molise, ha creato un tipo di pasta che riduce il rischio cardiovascolare.

I ricercatori hanno realizzato i superspaghetti più ricchi in fibre, proteine e antiossidanti, rispetto a quelli attualmente prodotti dalle industrie alimentari, e sostengono che si tratta di una pasta “in grado di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari”.

La ricerca ha dimostrato come utilizzando le nuove tecnologie si possono ottenere farine funzionali, rispettando l’ambiente, utilizzando cereali integrali ed evitando la formazione di prodotti di scarto del processo di fresatura.

Ana María Gómez Caravaca, in un comunicato dell’Università di Granada, ha spiegato che il processo per la produzione di questi superspaghetti usa un metodo di separazione dei componenti del chicco stesso mediante l’aria, chiamato “air-classifing”, senza alterarne le proprietà.

In particolare, il metodo air classifing permette di dividere il chicco in diverse frazioni a seconda del loro spessore con un processo fisico che non ne altera le proprietà. In questo modo il chicco di cereale viene diviso in due parti, di cui una più grossa ricca in fibre e antiossidanti e la’altra più piccola che contiene un’elevata quantità di proteine.

I ricercatori per realizzare questo particolare tipo di super pasta hanno utilizzato entrambe le parti di frumento, ottenendo un prodotto finale, appunto il super spaghetto, che è risultato ricco di fibre e di sostanze antiossidanti, con proprietà che fanno bene al cuore.

“Confrontando il prodotto finale ottenuto con quelli disponibili sul mercato, abbiamo osservato che i nostri spaghetti sono particolarmente ricchi di beta-glucani. Ne possiedono una quantità tale da soddisfare i requisiti definiti dalla FDA per poter etichettare un alimento come buona fonte di fibre e potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre, una singola dose di questi prodotti (un piatto di pasta) permette di assumere il 70% della dose raccomandata giornaliera di beta-glucani, indicata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare”

spiega Gómez Caravaca.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Food Research International.

Autore: Vincent Dimaggio

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