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Pedopornografia online: 5 fermi e 16 denunce. Tra loro ingegneri, pensionati e nonni

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Arrestate 5 persone e denunciate altre sedici con l’accusa di pedopornografia su internet: gli indagati si scambiavano files pedopornografici su internet nel web sommerso, definito ‘dark net’ o ‘deep web’, a cui si accede da browser come Tor, in cui è garantito un totale anonimato delle connessioni, ma evidentemente tale anonimato non è bastato per evitare che la polizia postale e in particolare gli investigatori di Potenza coordinati dal sostituto procuratore Vincenzo Russo, per arrestare e denunciare 16 persone.

L’operazione, condotta dalla polizia postale della Basilicata coordinata dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online di Roma, su segnalazione dell’Europol e della polizia belga relativamente ad indagini iniziate nel 2015, ha portato all’arresto di 5 persone e alla denuncia per altre 16 persone tutte colpevoli di pedopornografia on line.

I provvedimenti di fermo sono stati eseguiti in Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Lazio. Tutti gli arrestati, quattro dei quali erano incensurati, sono stati sorpresi a detenere e condividere ingenti quantità di materiale pedopornografico inerente minori.

Per l’individuazione delle responsabilità sono state tracciate le connessioni ad internet e tramite il file di hash è stato tracciato il materiale pedopornografico scambiato e condiviso tra gli indagati. Il file di hash individua in maniera univoca la foto o il filmato condiviso o scambiato, e per questo paragonabile ad una impronta digitale.

Tra gli indagati figurano un perito elettronico, supervisore di una azienda farmaceutica, con precedenti specifici risalenti al 2002-2003; un operaio generico, tuttora in stato di detenzione, residente presso l’abitazione dei genitori, dove in una stanza chiusa a chiave, è stato rinvenuto il materiale informatico a sua disposizione; un ultrasettantenne, ex direttore di un ufficio postale a casa del quale sono stati rinvenuti 21.000 file (15.000 immagini e 6.000 video) riproducenti abusi su minori anche di tenera età, nonché fumetti pedopornografici salvati su supporti magnetici; un ingegnere elettronico, colto in flagranza, mentre era intento a condividere una cartella con 600 file su circuito peer-to-peer; un pensionato, ex operatore ecologico, nonno di due nipotini di 8 e 10 anni, il quale aveva l´abitudine di scaricare sul pc portatile e custodire il materiale pedopornografico su 47 pen drive.

Il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online istituito nel 2006 svolge l´attività di coordinamento in tema di contrasto e della prevenzione della pedopornografia in Rete e delle connesse forme di devianza e di rischio per i minorenni oltre ad attività sottocopertura.

Vincent Dimaggio
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