Riforma pensioni Inps 2015. Le ipotesi di Damiano-Baretta e Tito Boeri. Le vostre opininioni

Roma, 22 luglio 2015 – Torna il tema della flessibilità in uscita per superare la legge Fornero che non prevede meccanismi di gradualità.

[easy_ad_inject_2] Le ipotesi di queste ore si basano sulla proposta del presidente dell’Inps Tito Boeri che propone di introdurre il calcolo contributivo per consentire ad un lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni attualmente previsti, e su quella depositata alla Camera dal presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano e dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che prevede un meccanismo di penalizzazioni e incentivi a seconda degli anni che si intende lavorare in meno o in più.

Le simulazioni della Uil sembrano non premiare la proposta Boeri che penalizzerebbe maggiormente i pensionati pur non incidendo più di tanto sul debito previdenziale.

Al contrario il progetto Damiano-Baretta ha costi maggiori stimati proprio da Boeri in 10 miliardi di euro ma penalizza meno gli assegni dei pensionati.

Damiano e Baretta prevedono come requisito minimo 35 anni di contributi ed un assegno pari ad almeno 1,5 volte quello sociale. Per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni di età pensionabile si perde un 2% sino ad arrivare ad un taglio dell’8% per chi va in pensione a 62 con 35 anni di contributi. Se si hanno più anni di contributi la penalizzazione è più leggera.

Al contrario chi resta di più al lavoro ha degli incentivi e guadagna 2 punti percentuali ogni 12 mesi lavorati in più sino ad arrivare ad una maggiorazione che a 70 anni di età arriva all’8%.

In alternativa, sia uomini che donne, possono andare in pensione dopo aver maturato 41 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica e senza alcuna penalizzazione.

Boeri difende il suo piano “Le regole del sistema contributivo consentono una certa flessibilità in uscita. Spalmando un montante contributivo accumulato durante la vita lavorativa in pagamenti mensili, in base all’età e alla speranza di vita residua. Chi va in pensione prima deve spalmare questa cifra su molti più mesi di chi va in pensione più tardi. A parità di montante, ogni anno in meno di lavoro comporta una riduzione di questi pagamenti mensili, tenendo conto della demografia e dell’andamento dell’economia. Posto che le pensioni siano sufficienti a garantire una vita dignitosa, senza comportare l’intervento dell’assistenza sociale, questa è una flessibilità sostenibile, che non grava sulle generazioni future, in quanto non porta ad aumentare il debito pensionistico. Si può così permettere a chi ha in mente di dedicare meno tempo al lavoro verso la fine della propria carriera di farlo, senza per questo gravare sulle generazioni future. Questa flessibilità può essere anche molto utile durante le recessioni perché permette che parte dell’aggiustamento del mercato del lavoro agli shock macroeconomici avvenga attraverso riduzione dell’offerta di lavoro anziché generando disoccupazione come è avvenuto negli ultimi sette anni. Un principio simile può essere applicato anche a chi andrà in pensione nei prossimi anni con regimi diversi dal sistema contributivo”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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19 pensieri riguardo “Riforma pensioni Inps 2015. Le ipotesi di Damiano-Baretta e Tito Boeri. Le vostre opininioni”

  1. Non dimentichiamo che il reddito lordo di un dipendente – impiegato statale con la carriera al massimo del livello retributivo,(A2-F6) non arriva a 25.000,00 euro annuo LORDI. quindi i casi che avete trattato sono per gli impiegati di concetto…? chi li prende tutti quei soldi…non avete bene in chiaro il livello retributivo medio basso…e che succederebbe a quest’ultimo nel caso di calcolo interamente contributivo…? una pensione da fame dopo aver lavorato per più di quarant’anni..
    MA SIETE IMPAZZITI?… E tutto questo mentre si pensa di alzare a mille euro le pensioni minime…MA NON CI SIETE CON LA TESTA..? IL CALCOLO RETRIBUTIVO VA APPLICATO DOVE NON CREA TRAUMI ECONOMICI…DOVE SE LO SI FA’ NON SI ACCORGONO NEMMENO DI SUBIRLO,E…SONO IN TANTI. UN’IPOTESI DI PENSIONE DI 1.300,00/ 1.400,00 NETTI AL MESE COL SISTEMA MISTO NON ME LA PUOI RIDURRE A 1.000,00 EURO.

  2. Sono perfettamente d’accordo con Bernardo!
    Sarebbe una follia ed una presa in giro applicare il contributivo a pensioni medio-basse. Vorrebbe dire aver lavorato una vita intera per prendere una pensione che sarà di poco superiore a quelle minime (che mi auspico vengano alzate)
    Tagliate i privilegi ed eliminate tutti i vitalizi, abbassate le tantissime pensioni di gente che da anni, se non decenni usufruisce di pensioni ben oltre i tremila euro senza che ci siano i corrispondenti contributi versati.
    Altrimenti si rendono i poveri sempre più poveri e si ammazza la classe media…quella che dovrebbe rilanciare l’economia ed il mercato interno consumando di più, e che dovrebbe essere difesa dai partiti che si dicono di sinistra!

    1. e perchè i giovani non fanno una vera rivoluzione come la facemmo noi negli anni 70? Aspettano ancora mammà e papà? Intanto girano in auto hanno cellulari da 700 euro e riempono i locali la sera e partono in vacanza ogni anno con gli amici……….vedo che si interessano molto al loro problema……………..

  3. Se ogni ditta che manda operai in pensione assumesse pari numero di operai diminuisce la disoccupazione se ci fosse controllo da parte dell’bH inps

  4. Tagliamo i vitalizi, le pensioni superiori a 10.000 € al mese e i soldi si trovano.
    Il i discorso va fatto sui vitalizi regalati o rubati che dir si voglia e non su chi ha lavorato oltre 35/40 anni.
    Mancava uno “scienziato” a fare da spalla alla Monti/Fornero.
    Vergogna!

  5. BLA….BLA….BLA….BLA….BLA
    Come diceva una vecchia canzone di Mina: parole, parole, parole……..
    Tanto, tantissimo fumo ma poco arrosto!
    E’ ora di finirla di prenderci in giro tanto lo sappiamo benissimo che non si farà nessuna riforma della
    famigerata legge Fornero e quindi basta parole….state zitti che forse fate una figura migliore.
    Fan…..lo

    1. siete bravi ………bravissimi complimenti anziche’ diminuire aumentate gli anni si va in pensione a 66 anni e 7 mesi la classe 1953 continua a rincorrere la pensione senza lavoro e senza pensione ci prendete per i fondelli ma i nostri figli quando troveranno un lavoro la legge fornero piace a voi 2 vero signor ivano

  6. Dimenticavo: quando qualcuno parla dei vitalizi, mi viene solo da ridere perché quei “diritti” come del resto le famose pensioni baby o le false invalidità, non verranno mai messi in discussione e quindi tutto
    rimane e rimarrà come prima.
    Questo modo di governare (e non mi riferisco solo al PD ma a tutte le altre sigle) mi fa schifo e posso garantire che se mi si presentasse l’occasione non ci penserei un solo istante ad andarmene da questo Paese che di bello (a parte l’arte) non ha più nulla.
    CHE SCHIFO!!!!

  7. ma dove vivono questi signori della UIL in un altro pianeta? se nella pubblica amministrazione un DS 6 che è il massimo del comparto arriva a 36.000 e non sono che in media 100 0gni 4000 dipendenti , gli altri see si applicano questi parametri vanno da 900 euro a un massimo di 1300 euro al mese

  8. È tempo perso. La proposta di Damiano non viene presa in considerazione da nessuno. La Fornero è sempre viva? Aiutiamola ad arrivare in fondo al mese. Propongo l’apertura di un fondo di solidarietà.

  9. continuo a vergognarmi di essere italiano, questi signori politici ed economisti non sanno che pesci prendere, una mattina si alzano e dicono che bisogna fare così, poi un altro giorno dicono il contrario, io capisco che la situazione non è rosea ma dovrebbero fare come i buon padri di famiglia se ci devono essere dei sacrifici bisogna farli tutti, se i figli non hanno da mangiare il padre non va a donne o nei bar ad ubriacarsi facendo una vita dispendiosa ma si sacrifica con loro. invece i nostri politici incapaci e molti di loro corrotti si permettono tutti i lussi possibili e d alcune volte addirittura poiché poverini prendono poco si aumentano gli stipendi mentre a noi comuni mortali li hanno bloccati per anni.

  10. Basta non ne posso più di sentire e leggere certe dichiarazioni di sindacalisti e politici .una volta erano al servizio della gente e dei lavoratori ora pensano solo per loro .ci vorrebbe una bella rivoluzione “francese ” nel vero senso.

  11. Se fosse come dicono forse ci avrei fatto un pensierino ad optare per il contributivo visto che la legge Fornero mi è costata almeno tre anni di lavoro in più.
    Sono stata a farmi fare il conteggio retribuivo vs contributivo e andando via con due anni di anticipo (opzione donna) ci rimetto il 47% di pensione altro che 20 o 30%!!!!!!

  12. ho 59 anni e 38 di contributi versati sempre come dipendente (purtroppo) datemi indietro i soldi versati o la pensione perchè me ne voglio andare da quest’itala che da troppi anni non mi interessa più.

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