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Pensioni Inps. La brutta sorpresa nella busta arancione, le testimonianze di Roberta, Lapo, Rosario e Selene

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Sta arrivando a milioni di pensionandi italiani la celeberrima busta arancione, tanto voluta dal presidente Inps Tito Boeri, servizio che prende il nome dall’omologo svedese conosciuto anche come “La mia pensione”. Busta arancione dunque, arancione come il colore della divisa del medico dell’ambulanza sulla quale campeggia il numero 118 al quale per istinto avrebbero voluto telefonare molti congiunti vedendo quasi venire a mancare colui o colei che ha avuto l’onere di aprire quella busta e di leggerne quella che in molti casi è un’amara sentenza.

Il cittadino che riceve la busta ha la possibilità di rendersi conto, grazie alla simulazione in essa contenuta, di quella che sarà presumibilmente la pensione che si riceverà al termine della propria attività lavorativa.

Il calcolo della pensione tiene conto della normativa attualmente in vigore e si basa su tre fondamentali elementi: l’età, la storia lavorativa e la retribuzione/reddito.

Ebbene mentre l’Inps si trova a fare i conti con un bilancio ancor più rosso, per i cittadini che sono presi dal colore arancione non mancano brutte sorprese e molte reazioni sono state pubblicate sui giornali e sui social come quella della signora Roberta Ciofi, 53 anni, operaia di terzo livello della Balducci di Montecatini, che intervistata dal Corriere dichiara “Mi è arrivata il giorno del compleanno del mio figliolo. A lui non ho detto nulla, non gli volevo rovinare la festa. Ma a me la giornata l’ha guastata. Eccome se l’ha guastata”.

Peggio della altrettanto famigerata “cartolina del militare” di antica memoria, la busta arancione è diventata indigesta per molti cittadini come Roberta che rivela sconsolata “Mio marito si è deciso a vendere la macchina. Altrimenti non ce la si fa. E già avevamo tagliato il riscaldamento a casa, passando al pellet per risparmiare un po’. Poi dici che l’economia non gira”.

L’economia forse non gira ma sui social non mancano esperienze simili come quella di Lapo Cantini, 46 anni appena compiuti, di San Miniato di Pisa, il primo a postare su Facebook e Twitter la sua busta, esempio che probabilmente sarà seguito da tanti altri, e che all’Ansa racconta “Per prima cosa l’occhio cade sulla data della pensione, e dopo si guarda l’importo. Ci vado nel 2039… C’ho tempo sì per prepararmi!”. Insomma “Un colpo al cuore, nel 2039! a 69 anni, ho ancora parecchio da galoppare”.

All’esperienza di Roberta e Lapo si aggiunge anche quella di Rosario, riportata da AdnKronos, che su facebook scrive: “Raggiunta oggi la veneranda età di 34 anni, ho ricevuto per regalo e monito la fantomatica busta arancione dell’Inps. Sarò o morto o povero”. scrive Rosario da Siena sul suo profilo Facebook appena scoperto che andrà in pensione a 70 anni nel 2052. “Non me l’aspettavo, l’hanno fatto apposta?”C’è scritto che andrò in pensione con quella di vecchiaia nel 2052 a 70 anni: tasso di sostituzione lordo del 77,2% e netto dell’87,7%. La pensione anticipata nel 2049 con tasso di sostituzione lordo del 64,5% e 76,5% netto. Il mio stipendio? Da contratto circa 1160 euro”.

Il Tirreno pubblica l’esperienza con la busta arancione di Selene Bertolini, 31 anni, che la prende con ironia “Ecco, nel 2055. Mi è venuto da ridere”, dice Selene, barista al Drago in Corso Italia. Lo Stato “ti comunica una cosa assurda e neanche se ne accorge. Ma come si fa? A 70 anni, pari pari. Lavoro da quando ne avevo 20. Quanto fa? Ah, ecco, 50 anni di contributi”.

E in attesa di vedere come sarà il 2039 o il 2052 e se sarà ancora in vigore la legge Fornero, non resta che godere del momento perché non c’è alcuna garanzia che la normativa Inps in questo tempo che resta non cambi ulteriormente e retroattivamente a svantaggio di quanto risulti in questa busta arancione.

Del resto già anticamente un altro toscano, Lorenzo De Medici, pur non potendo ancora sapere cosa fosse l’acronimo “Inps” scriveva “Quant’è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza”.

Ai pensionandi non resta dunque che consolarsi con la teoria unitaria di Bohm secondo la quale il passato, il presente ed il futuro si fondono in un unico eterno istante, anche se, purtroppo, il fisico e filosofo statiunitense non aveva previsto che in quell’eterno istante ci fosse anche l’apertura di una busta arancione.

Ma i giovani la vedranno mai la pensione? Secondo il Movimento 5 Stelle no. “l’Inps di Boeri invierà nei prossimi mesi 7 milioni di buste arancioni agli italiani. Nelle buste saranno indicati i contributi versati e la pensione futura. – scrivono i parlamentari 5 stelle sul blog di Beppe Grillo – “C’è un solo problema: la stima dei futuri assegni è costruita a partire dall’ipotesi di una crescita media del Pil dell’1,5% nei prossimi decenni. Con le manovre liberiste degli ultimi Governi, questo incluso, è un’ipotesi del tutto inverosimile. Si tratta quindi dell’ennesima menzogna per tranquillizzare giovani precari e anziani lavoratori, facendo loro annusare una pensione che non riceveranno mai. O si cambia direzione, o delle nostre pensioni rimarranno sono le briciole.” concludono.

Vincent Dimaggio
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