Pensioni Inps. Pensioni di reversibilità. Salvini: “Il Governo le vuole tagliare”. Poletti:”polemica infondata”

Roma, 15 gennaio 2016 – E’ polemica sul nuovo disegno di legge (ddl) che riordina le prestazioni di natura assistenziale e previdenziale nella direzione di contrastare la povertà con misure legate al reddito e al patrimonio.

Tra le misure previste nel provvedimento anche quella di rivedere le pensioni di reversibilità, ovvero le pensioni erogate agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che muore avendo maturato i requisiti per l’assegno.

Matteo Salvini, leader della Lega ha dichiarato: “il governo vuole tagliare le pensioni di reversibilità. In Commissione Lavoro alla Camera è arrivata la proposta renziana di legare all’Isee le pensioni di reversibilità, fregando così migliaia di persone, soprattutto donne rimaste vedove. Rubando contributi effettivamente versati, per anni. Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo”.

Il governo ha replicato: “se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del governo dà non toglie”, stanziando per la prima volta un miliardo di euro strutturale su una misura unica di lotta alla povertà e predisponendosi a convogliare risorse europee su quello stesso strumento e sulla rete di servizi per la presa in carico offerti da comuni e terzo settore. Inoltre, viene ricordato, qualsiasi intervento varrà solo sulle prestazioni future e non su quelle in essere, che quindi non verranno toccate.

Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera ed esponente della minoranza Pd spiega che il provvedimento è “in sé positivo, ma prevede la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità. Per noi questo non è accettabile: si tratterebbe dell’ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del Governo Monti”. “La previdenza – aggiunge – non può essere considerata la mucca da mungere”.

Inoltre Damiano spinge perché il Governo metta mano a tutto “il tema delle pensioni” per tre motivi: “il primo è che Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al Premier Renzi e al ministro Poletti per chiedere un incontro per affrontare il tema della flessibilità insieme agli altri e numerosi problemi aperti (esodati, ricongiunzioni, precoci, usuranti). Il secondo motivo, è che in Commissione lavoro della Camera è incardinata e in discussione la proposta di legge sulla flessibilità insieme a quelle di tutti gli altri partiti: si dovrebbe arrivare a un testo unificato”. Il terzo motivo è appunto l’approdo alla Camera della delega del Governo sul tema del sostegno alla povertà”.

Sul caso interviene anche il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti: “La polemica sulle pensioni di reversibilità è totalmente infondata” e assicura che la proposta di legge delega del governo
“lascia esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere”. E per il futuro non è allo studio nessun intervento”. La delega punta solo al “superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale”.

“Evidentemente – afferma Poletti – c’è chi cerca facile visibilità e si diletta ad inventare un problema che non c’è per poi poter dire di averlo risolto”.

Autore: Donato Paolino

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