Pensioni Inps: Quasi 2 milioni di persone non arrivano a 500 euro. Il piano Boeri in 5 punti

Roma, 9 luglio 2015 – Nella sala della Regina a Montecitorio, il presidente Inps, Tito Boeri, ha presentato il rapporto annuale dell’Istituto Nazionale di Previdenza. Alla presentazione è intervenuto il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, presente anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

[easy_ad_inject_1] Dalla relazione emerge che quasi 2 milioni di pensionati italiani non arrivano a 500 euro al mese e ben il 42,5%, circa 6,6 milioni di persone, riceve meno di 1.000 euro lordi mensili.

Sono invece 700.000 pensionati con assegni da oltre 3.000 euro al mese, quelle che si possono definire pensioni d’oro.

Tra i 2.000 e i 3.000 euro lordi si colloca il 12,2% dei pensionati (quasi 1,9 milioni di persone) cui va il 21,7% della spesa lorda complessiva per un totale di oltre 58 miliardi di euro

Il reddito pensionistico medio (la somma di tutti i redditi da pensione, sia di natura previdenziale che assistenziale) ammonta al 31 dicembre 2013 a 1.323 euro lordi mensili.

Il 72,5% dei pensionati percepisce una sola pensione per un valore medio mensile di 1.240 euro lordi (risultanti dalla media di 916 euro per le donne e 1.536 euro per gli uomini). Il restante 27,5% cumula due o più pensioni raggiungendo in media 1.541 euro lordi al mese (1.443 euro le donne e 1.759 euro gli uomini).
Tra i beneficiari di una sola pensione gli uomini sono il 52,3%, mentre i beneficiari di due o più pensioni sono in maggioranza donne (69,1%). Nella ripartizione dei redditi pensionistici per classe di importo, si rileva che il 42,5% dei soggetti (pari a oltre 6,6 milioni) assorbe circa il 18,9% della spesa annua complessiva per un totale di oltre 50 miliardi di euro, ricevendo una o più prestazioni inferiori, in media, a 700 euro lordi mensili. Tra questi il 12,1%, pari a 1,9 milioni, è al di sotto dei 300 euro.
Circa 3,6 milioni di pensionati, pari a circa il 23,5% del totale, ricevono una prestazione compresa tra 1.000 e 1.500 euro e assorbono circa il 22% della spesa pensionistica annua (59 miliardi), mentre un ulteriore 17,2% di beneficiari (circa 2,7 milioni di pensionati) percepisce redditi compresi tra
1.500 e 2.000 euro mensili, pari al 22,2% della spesa totale .
Circa il 12,2% (pari a 1,9 milioni) dei beneficiari percepisce un trattamento tra i 2.000 e i 3.000 euro lordi assorbendo il 21,7% della spesa lorda complessiva,per un totale di oltre 58 miliardi di euro.
Infine, sono 724.250 soggetti, pari al 4,6% del totale dei pensionati Inps, a percepire pensioni oltre 3.000 euro mensili, per una media mensile di 4.336 euro lordi. Queste prestazioni hanno un costo pari a 41 miliardi l’anno e assorbono il 15,2% della spesa totale.

L’Inps eroga ogni mese quasi 21 milioni di pensioni previdenziali e prestazioni di natura assistenziale a favore di oltre 15,5 milioni di beneficiari per una spesa lorda complessiva pari nel 2014 a circa 269,6 miliardi di euro, con un incremento dello 0,9% rispetto a 267,1 miliardi del 2013.

La spesa pensionistica, finanziata in via principale dai contributi versati dai lavoratori e dai datori di lavoro, incide sul Pil per il 15,3% nel 2014 e per il 16,1% ove si comprenda anche la spesa erogata per conto dello Stato, con esclusione delle erogazioni relative alle indennita’ di accompagnamento a favore degli invalidi civili.

L’Istituto ha chiuso il 2014 con un rosso da 12,7 miliardi e un disavanzo di 7,87 miliardi ma “la sostenibilità dell’intero sistema di sicurezza sociale non e’ a rischio” ha dichiarato Boeri.

Tito Boeri ha inoltre presentato il suo piano di riforma dell’Inps riassumibile in cinque punti:
1) assegno universale per le persone al di sopra dei 55 anni; 2) flessibilità in uscita tramite il conteggio degli assegni effettuato con il metodo contributivo; 3) cancellazione delle differenze dei trattamenti pensionistici tra le varie categorie di lavoratori; 4) unificazione delle posizioni assicurative; 5) eliminazione delle ricongiunzioni onerose.

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Autore: Vincent Dimaggio

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