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Pensioni. Inps, Tito Boeri: in arrivo le buste arancioni a 7 milioni di lavoratori

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Roma, 17 marzo 2016 – “La digitalizzazione può aumentare la consapevolezza finanziaria e previdenziale. L’utilizzo di SPID – il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale inaugurato lo scorso 15 marzo – e la collaborazione tra Inps e AgId (Agenzia per l’Italia digitale), che si estende anche all’invio delle buste arancioni, va in questa direzione” ha dichiarato Tito Boeri, Presidente dell’Inps, presentando insieme ad Antonio Samaritani, Direttore generale di AgId, il “nuovo cittadino digitale”.

Nell’abito degli accordi raggiunti per avviare la digitalizzazione del cittadino nell’accesso ai servizi online con SPID, è prevista anche la collaborazione tra “l’Istituto e l’Agenzia per l’invio di 7 milioni di buste arancioni che saranno spedite a partire dai primi giorni di aprile. Nelle buste arancioni i cittadini troveranno la propria posizione contributiva, una simulazione della propria pensione futura e l’invito a richiedere il codice SPID per poter accedere ai servizi online Inps (e non solo) e avere altre informazioni di dettaglio sul proprio futuro previdenziale”.

“Il progetto permetterà di raggiungere chi non è digitalizzato invitando queste stesse persone a munirsi di spid”, il pin unico per accedere ai servizi on line”, ha spiegato Boeri nel corso della conferenza stampa, augurandosi che si possa iniziare già prima della metà di aprile, informando da principio i dipendenti privati. Una simulazione della pensione futura arriverà anche ai dipendenti pubblici ma per loro, a differenza dei privati, le informazioni arriveranno insieme al cedolino, per posta, in base ad accordi con le pubbliche amministrazioni.

Tito Boeri precisa che si tratta di raggiungere circa 1 milione e mezzo di lavoratori pubblici ancora non digitalizzati. L’obiettivo dell’Inps è di portare a termine le intese con le diverse amministrazioni pubbliche entro il 2016.

Nel corso della conferenza stampa, il presidente dell’Inps, in merito agli interventi sul sistema pensionistico per introdurre la flessibilità in uscita, ha anche sottolineato che a suo parere andrebbero fatti adesso e non tra tre anni.

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