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Pesaro. La dinamica della tragedia della gelosia che ha portato alla morte Ismaele Lulli

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Sant’Angelo in Vado (Pesaro), 22 luglio 2015 – Sembrano le pagine di un romanzo tragico scritte da un fantasioso autore, eppure, quello che si apprende da Sant’Angelo in Vado, piccolo comune di 4.138 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche, paesino notoriamente di gente semplice e tranquilla, diventa ora dopo ora la conferma di una realtà tragica che ha spezzato la vita del diciassettenne Ismaele Lulli.

[easy_ad_inject_1]A spiegare come è stato ucciso Ismaele,la cui esecuzione si è consumata nelle campagne di San Martino in Selva Nera è il colonnello Antonio Sommese, dei carabinieri di Pesaro, durante la conferenza stampa tenuta dopo il fermo di due amici albanesi della vittima, di 19 e 20 anni.

Una tragedia della gelosia è quella che emerge dal racconto dei due ragazzi. Ismaele, descritto da tutti come un ragazzo semplice e bravo, aveva l’unica colpa di essere amico di una ragazza, findanzata di uno dei due albanesi.

La gelosia diventa tragedia con la decisione dei due ragazzi, Igli Meta e Marjo Mema di farla pagare a Ismaele, toglierlo di mezzo, farne bersaglio del violento desiderio omicida in modo che quella amicizia con la ragazza potesse cancellarsi con la sua fine.

Uccidere una persona, si può andare in galera, avranno pensato i due giovani. No fuggiamo in Albania, avrebbe pensato uno di loro fermato dai carabinieri mentre era nell’auto della madre, in possesso di una cospicua somma di denaro.

La trappola – Igli e Marjo erano amici di Ismaele e di loro si fidava, li frequentava, mai poteva pensare che potevano essere dei killer. I due albanesi lo invitano. Ismaele stava giocando a casa al videogioco. “Andiamo a fare un bagno nel fiume” gli dicono. Fa caldo e ad Ismaele l’idea di andare nel fiume con gli “amici” piace tanto che lascia il videogioco acceso. “Continuerò a giocare dopo quando torno” avrà pensato Ismaele.

Verso il fiume, Marjo e Igli, quest’ultimo accecato da una gelosia ingiustificata, lo tramortiscono ai piedi di una croce di metallo circondata dai cipressi. E’ un luogo ideale, non si sente nessuno, non si vede nessuno e nessuno passa da quelle parti.

L’esecuzione – Un primo colpo poi un calcio in testa ha fatto cadere Ismaele a terra i due l’hanno legato con del nastro adesivo in modo che non potesse reagire.

Igli estrae un coltello e ha colpito Ismaele alla gola. Il coltello ha attraversato profondamente la giovane carne di Ismaele, il sangue sgorgava copioso.
Per Ismaele non c’era speranza. L’emorragia inarrestabile non gli dava alcuna possibilità.

Ismaele Lulli è morto dissanguato perché era solo amico di una ragazza, la ragazza di Igli.

Eliminare le prove – Igli e Marjo si preoccupano di nascondere le tracce: fanno il bagno, raccolgono una scarpa della vittima, gettano in una sterpaglia poco lontana gli abiti insanguinati, gettano via il coltello, l’arma del delitto, ancora oggi non trovata dai carabinieri.

Ma non sono killer professionisti e lascino tante, troppe tracce, che serviranno ai Carabinieri ad arrivare a loro in poche ore. il coltello è stato gettato in una zona impervia ed è difficile da ritrovare.

Ismaele Lulli era una ragazzo bravo e semplice ed è stato ucciso solo perché era amico di una ragazza.
La tragedia della gelosia, questa tragedia della gelosia in particolare, sembra non avere alcun senso e questo fa male di più nei cuori dei cittadini di Sant’Angelo in Vado.

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Vincent Dimaggio
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