Piano B: scoperta la regione del cervello che escogita la soluzione alternativa

Milano, 24 aprile 2015 – I ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, hanno scoperto la regione del cervello che elabora la soluzione alternativa, il cosiddetto “piano B“, mentre siamo ancora concentrati sulla strategia attuale. La regione interessata è la corteccia prefrontale mediale che, da quanto emerge dalla ricerca tutta italiana, inizia ad elaborare la scelta alternativa già diversi minuti prima che il cambio di piano avvenga concretamente. Lo studio ha esplorato il processo mediante il quale le persone, durante l’esecuzione di un compito, decidono autonomamente e senza suggerimenti esterni di cambiare la strategia di esecuzione del compito stesso.

[easy_ad_inject_1]Molti comportamenti quotidiani, spiegano gli autori, guidati dal ricercatore Carlo Reverberi del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, ci impongono di concentrarci attivamente sul compito che stiamo svolgendo e di ignorare tutte le altre distrazioni. Eppure, ignorare tutto il resto potrebbe essere di ostacolo alla capacità di scoprire nuovi modi per raggiungere lo stesso obiettivo. Questo studio ha analizzato i meccanismi neurali che sollecitano il cambiamento spontaneo verso strategie migliori nel corso dell’esecuzione di una strategia consolidata.

L’obiettivo dei ricercatori era quello di comprendere cosa accade nel nostro cervello nelle fasi precedenti e successive all’elaborazione di una nuova strategia. Per questo hanno coinvolto 36 volontari che sono stati invitati a partecipare ad un “gioco”, mentre la loro attività cerebrale veniva monitorata con risonanza magnetica funzionale.
I risultati hanno dimostrato che prima del cambiamento spontaneo di una strategia alternativa, la corteccia prefrontale mediale teneva traccia di informazioni codificate irrilevanti per la strategia attuale, ma necessarie per la strategia successiva.

“Nel corso del test – spiegano i ricercatori in una nota stampa – i volontari dovevano determinare in modo rapido la posizione di una nuvola di quadratini colorati che compariva su uno schermo. Dovevano poi comunicare la posizione della nuvola premendo il pulsante di sinistra se questa era più vicina agli angoli superiore destro o inferiore sinistro dello schermo, mentre dovevano premere il pulsante di destra se la nuvola compariva in uno degli altri due angoli. Dopo circa dieci minuti dall’inizio del compito e all’insaputa dei volontari, i ricercatori inserivano una semplice associazione tra il colore della nuvola e la risposta corretta: se la nuvola era rossa, andava premuto il pulsante destro; se era verde il pulsante sinistro. Questa nuova associazione, se notata, poteva permettere ai partecipanti di cambiare strategia sfruttando il colore al posto della posizione. Questo permetteva di risolvere il gioco in modo più semplice”.

Dopo un’ora di gioco, solo il 31% dei partecipanti è riuscito ad individuare e a sfruttare la soluzione alternativa, cioè l’associazione fra colore e risposta. Dalla risonanza magnetica è emerso che la corteccia prefrontale mediale teneva traccia del colore dello stimolo, e la cosa ancora più sorprendente è stata che già alcuni minuti prima che i volontari concretamente cambiassero strategia quella precisa regione del cervello già stava elaborando il piano B.

“Questi risultati sono importanti per comprendere meglio il ruolo della corteccia prefrontale mediale nella cascata di eventi che portano a un cambio di strategia e, più in generale, a comprendere meglio il ruolo della corteccia prefrontale nel pensiero umano. I nostri risultati suggeriscono che questa regione ‘simuli’ in background la strategia alternativa per valutarne l’appropriatezza, mentre il comportamento visibile è ancora determinato dalla strategia corrente”

ha dichiarato Carlo Reverberi.

I risultati della ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, condotta insieme ad un team di studiosi della Princeton University, dell’Humboldt University e del Bernstein Center for Computational Neuroscience di Berlino, sono stati pubblicati sulla rivista Neuron.
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Autore: Donato Paolino

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