Povertà in Italia. Boeri (Inps): “In 10 anni raddoppiata”

Che nel terzo millennio si parli ancora di povertà è grave. Che si stia cercando da anni di fare qualcosa da più fronti è certo e chi è deputato a risolvere il problema forse non ci sta riuscendo. Del resto non è facile togliere i soldi ai ricchi e ridistribuirli alla società che intanto diventa sempre più povera.

Sempre più povertà in Italia come emerge dalle parole del Presidente Inps, Tito Boeri, durante l’audizione alla Commissione Lavoro del Senato sul ddl che, per l’appunto, porta il titolo “contrasto alla povertà”.

“In 10 anni – ha detto Boeri dall’alto del suo importantissimo osservatorio – dal 2005 al 2015, la quota di famiglie in povertà assoluta è raddoppiata e non tende a diminuire: bisogna agire in fretta”. Ed ha spiegato che L’incremento si è registrato esclusivamente in famiglie il cui capofamiglia ha meno di 65 anni”. “L’estensione a tutto il territorio della carta acquisti (Sia) -ha aggiunto il numero uno dell’Istituto di Previdenza Sociale – ha lasciato fuori molte famiglie bisognose”. “Il riordino delle prestazioni assistenziali è premessa per evitare poveri di serie A e B”.

Intanto l’analisi di Boeri non fa altro che confermare ciò che già l’Istat rilevava nel suo report annuale del luglio scorso dal titolo “La povertà in Italia”, con il dato di oltre 4 milioni di persone, il 7,6% della intera popolazione nel nostro Paese che vive una condizione di povertà assoluta.

E l’Eurostat, solo qualche mese prima (aprile 2016) rilevava l’attenzione sui dati sconcertanti sulla povertà in Europa nel 2015 e in Italia risultante incidere maggiormente fra tutti gli altri paesi europei: quasi 7 milioni gli italiani ridotti in povertà, precisamente 6,982 milioni, il doppio della Germania (3,974 mln e il triplo della Francia (2,824 mln).

Infine sembra passato un secolo da quando nel 2000 i 193 Paesi aderenti all’ONU sottoscrissero gli obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goals o MDG, o più semplicemente “Obiettivi del Millennio“) da raggiungere proprio per l’anno 2015 (il periodo considerato da Tito Boeri nella sua audizione). La Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, firmata nel settembre del 2000, impegnava gli stati, tra l’altro, a sradicare la povertà estrema e la fame nel mondo.

I dati di Boeri sembrano andare nella direzione opposta.

Non solo dunque pochi ricchi che diventano più ricchi ma anche (e non potrebbe essere diversamente) più poveri. E’ bene che (finalmente) ci sia un ddl per il “contrasto alla povertà”. Cosa prevederà e se sarà efficace si vedrà soltanto vivendo, o morendo poveri.

Autore: Donato Paolino

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