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Prato. Anziani maltrattati in casa di riposo: 17 indagati tra infermieri e operatori. Asl:”Chiediamo scusa ai familiari”

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Prato, 11 luglio 2015 – Lasciano davvero senza parole le orribili immagini catturate dalle telecamere nascoste installate dalla polizia in una casa di riposo di Prato, dove gli anziani ospitati subivano maltrattamenti fisici e morali. Gli anziani, affetti anche da gravi patologie e non autosufficienti, non avevano nemmeno la forza di reagire ai maltrattamenti di infermieri e operatori della casa di riposo degli orrori.

[easy_ad_inject_1]L’inchiesta della squadra mobile di Prato ha portato all’esecuzione di misure cautelari della sospensione dal pubblico servizio nei confronti di nove persone, tra infermieri e operatori socio sanitari della struttura. Indagati anche altri otto dipendenti.

Come si è potuto vedere dalle immagini trasmesse su molti tg nazionali, gli anziani ricoverati subivano anche furti di denaro da parte di alcuni degli indagati.

Le ipotesi di reato di cui gli indagati dovranno rispondere sono appunto di maltrattamenti fisici e morali e lesioni nei confronti di anziani degenti, anche affetti da gravi patologie e non autosufficienti.

L’attività degli investigatori, svolta con l’ausilio della direzione Sanitaria dell’Azienda Sanitaria USL 4 di Prato, ha fatto emergere “una situazione grave, di umiliazione continua degli anziani, anche in momenti delicati della loro vita, e un contesto generalizzato di tali condotte. Quotidiani erano i maltrattamenti fisici e morali nei confronti dei degenti, sottoposti, senza alcun motivo, a strattonamenti e a condotte lesive della loro integrità fisica. Altrettanto quotidiani erano le condotte di dileggio e ingiuria verso gli ospiti della residenza, che denotano una costante volontà vessatoria nei confronti dei malati”, spiegano in una nota gli inquirenti.

“Sono costernata e profondamente toccata dalla incresciosa vicenda avvenuta nella struttura di Narnali, mi scuso personalmente ed a nome di tutta l’Azienda con gli ospiti della struttura ed i loro familiari ai quali garantisco il pieno impegno nell’adottare tutti i provvedimenti necessari per la loro tutela. Fin dall’inizio delle indagini avviate dall’Autorità inquirente abbiamo collaborato fattivamente. Ci sono operatori che lavorano nella struttura con dedizione, passione ed amore ma ritengo doveroso ed opportuno, sia per il personale non coinvolto nella vicenda che per i pazienti e loro familiari di provvedere alla sostituzione di tutto il personale infermieristico e sociale in servizio presso la RSA. Incrementeremo il numero di unità di personale e garantiremo le funzioni di coordinamento e controllo con figure professionali apicali”

ha commentato la dottoressa Simona Carli, Vicecommissario dell’Azienda Sanitaria USL 4 di Prato.

L’Azienda sanitaria USL 4 di Prato fa sapere, in un comunicato stampa, che a seguito della notifica dell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari interdittive ( sospensione della funzione di pubblico servizio) ricevuta dall’ASL 4, dalla quale risultano 17 indagati di cui 3 dipendenti dell’Azienda Sanitaria pratese e 14 dipendenti della Cooperativa che gestiva i servizi, si è provveduto all’immediata sospensione dal servizio dei tre dipendenti dell’Azienda riservandosi successivamente ulteriori valutazioni. L’ASL 4 ha inoltre provveduto alla risoluzione immediata della convenzione con la Cooperativa che operava nella struttura con 31 unità di personale addetto all’assistenza di base. Il servizio sarà tempestivamente garantito attraverso un nuovo affidamento ad altro soggetto.

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