Processo Escort: Silvio Berlusconi testimone non risponde. D’Addario:”Berlusconi mi chieda scusa”

Bari, 11 luglio 2015 – Silvio Berlusconi, a Bari come testimone davanti alla seconda sezione del Tribunale penale per rispondere alle parti civili (Massimiliano Verdoscia e Letizia Filippi) nel processo “escort” si è avvalso della facoltà di non rispondere.

[easy_ad_inject_1] Dopo aver fornito le proprie generalità Berlusconi ha detto: “Preferirei avvalermi della facoltà di non rispondere”.

Tale facoltà gli è concessa in quanto è imputato in un altro procedimento connesso nel quale è accusato di induzione a mentire in concorso con l’ex direttore de L’Avanti, Valter Lavitola, ipotesi accusatoria secondo la quale l’ex premier avrebbe pagato l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini affinché rendesse dichiarazioni mendaci ai pm che indagavano sulle escort portate nelle sue residenze estive tra il 2008 e il 2009.

Berlusconi è stato citato come testimone (non è imputato in questo processo) il 26 giugno scorso con disposizione di accompagnamento coatto nonostante i pm abbiano più volte affermato di ritenere superflua la sua presenza in udienza, accompagnamento imposto dal fatto che l’ex premier per tre volte non si era presentato per impegni istituzionali

Nel processo “escort” in corso a Bari gli imputati sono sette compreso Gianpaolo Tarantini, accusati di associazione a delinquere per sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione nelle residenze del Cavaliere.

Patrizia D’Addario: Berlusconi mi chieda scusa e dica la verità.“Sono arrivata tardi apposta – ha detto Patrizia D’Addario ai giornalisti appena arrivata al Tribunale di Bari dove si celebra il processo “escort” – perché non volevo incontrarlo”. “La mia vita – ha aggiunto la donna – è stata rovinata e questo messaggio glielo invierò in una lettera”. “Io ho solo raccontato la verità rispondendo alle domande di magistrati e invece mi dipingono come la escort che lo ha inguaiato. Ne vogliono fare un santo con l’aureola. Questo non è giusto. Io sono l’unica ad aver subito in tutti questi anni”

Poi D’Addario ha affidato ai giornalisti una lunga lettera rivolta a Silvio Berlusconi, che termina così: “Lei ha distrutto la mia vita, ora deve chiedermi scusa e dire la verità sulla nostra storia”.

Il processo Escort: Secondo il procuratore aggiunto di Bari Pasquale Drago, il leader di Forza Italia avrebbe pagato Giampaolo Tarantini, tramite Lavitola, perché nascondesse dinanzi ai magistrati baresi la verità sulle escort portate alle feste organizzate nelle abitazioni dell’ex premier. In particolare, Berlusconi avrebbe indotto Tarantini a tacere parte delle informazioni di cui era a conoscenza e a mentire nel corso degli interrogatori cui è stato sottoposto dai magistrati baresi tra luglio e novembre 2009.

Secondo l’accusa, Tarantini avrebbe mentito, tra l’altro, negando che Berlusconi fosse a conoscenza che le donne che reclutava per le sue feste fossero pagate. L’udienza preliminare è stata fissata il 14 novembre 2014.

Non presentatosi per la terza volta in aula, il 26 giugno 2015 la seconda sezione del Tribunale penale barese ha disposto per il 10 luglio seguente l’accompagnamento coatto di Berlusconi Berlusconi si avvarrà della facoltà di non rispondere essendo imputato sempre a Bari, assieme a Valter Lavitola, nel procedimento connesso in cui risponde di aver istigato Tarantini a mentire ai pm sul presunto giro di prostituzione.

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Autore: Donato Paolino

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