Nuovo sciopero dei medici il 17 e 18 marzo per 48 ore. Sindacati:”Mobilitazione finché non saremo ascoltati”

Costantino Troise (Anaao-Assomed):”costretti allo sciopero dal silenzio del Governo”. Massimo Cossa (Fp-Cgil):”La nostra mobilitazione prosegue perché non siamo stati ascoltati”

Roma, 22 gennaio 2016 – Dopo lo sciopero del 16 dicembre scorso con un’adesione vicina all’80%, i medici tornano ad incrociare le braccia proclamando un nuovo sciopero generale del settore di 48 ore di sciopero generale per il 17 e 18 marzo.

Non è bastato il primo sciopero dunque per smuovere le acque e accogliere le richieste della categoria che non ha intenzione di indietreggiare al “silenzio del Governo Renzi” e fino a quando questi “non darà risposte concrete assumendosi le proprie responsabilità”.

I medici dicono basta ai tagli alla sanità a difesa del sevizio sanitario nazionale e del diritto di cure adeguate per tutti i cittadini. Il contratto dei medici è fermo, inoltre, da sette lunghissimi anni.

Costantino Troise, segretario del maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l’Anaao-Assomed fa sapere che “sono rimaste tutte sul tappeto e non vi è stata alcuna interlocuzione con il governo, nè riguardo la sostenibilità economica della Sanità pubblica, nè sul ruolo professionale nè, tanto meno, in merito alla garanzia del diritto di cura per i cittadini”. Questioni “essenziali – aggiunge – che non possono essere omesse dall’agenda della politica». Per questo, annuncia,”«abbiamo anche in programma una serie di manifestazioni interregionali, e partiremo dal Sud, da Napoli, a fine febbraio, oltre alle 48 ore di sciopero nazionale”.

I medici sono “costretti allo sciopero dal silenzio del Governo. Non abbiamo avuto nessuna risposta, nessun segnale dopo la manifestazione unitaria di novembre e lo sciopero di tutti i professionisti, dipendenti e convenzionati, di dicembre” . “Noi vediamo chiaramente i rischi che corre la sanità pubblica. E la possibilità, o meglio la certezza, che un crollo del Servizio sanitario nazionale travolga i cittadini e i medici che sono garanti della loro salute. Poniamo, ancora una volta, la questione di un urgente confronto con il Governo che ci spieghi qual è il modello di sanità che propone”.

Ci sono ‘sintomi’ chiari di pericolo per la sanità italiana, avverte Troise, come indica “il rapporto tra spesa sanitaria e Pil che si allontana sempre più dai livelli dell’Europa occidentale e si avvicina sempre più ai livelli dell’Europa orientale”. Il malessere dei medici, inoltre, è aggravato da “un attacco concentrico al loro ruolo professionale e alla riduzione delle possibilità di rendere esigibile il diritto alla salute del cittadini”. I camici bianchi, poi, “si pongono il problema della sostenibilità del Ssn, perché avvertiamo con chiarezza che il sistema è sempre meno nazionale e sempre meno pubblico”, aggiunge Troise che sottolinea come tutte queste questioni siano di interesse pubblico. “Siamo costretti – continua Troise – ad assistere all’attacco e al crollo di un patrimonio comune fondamentale. Un patrimonio che si mantiene in vita proprio grazie ai medici. E non si capisce tutto questo quale posto occupi nell’agenda del Governo. Vediamo solo una politica tesa a ridurre il finanziamento e comprimere l’offerta”.

Manifestazioni sono previste inoltre da aprile, anche a Milano e Firenze.

Massimo Cozza, segretario della Fp-Cgil medici spiega all’Adnkronos Salute : “La nostra mobilitazione prosegue perché non siamo stati ascoltati e non abbiamo ricevuto risposte concrete alle richieste mosse con la manifestazione e lo sciopero dello scorso dicembre”. “Continuiamo la mobilitazione – prosegue – non solo come denuncia di una sanità a pezzi, ma anche per ricostruire un sistema sanitario pubblico che sia in grado di tutelare la salute dei cittadini senza che siano costretti a rivolgersi al privato o a non curarsi a causa di barriere all’accesso al Ssn come ticket e liste d’attesa”.

I medici tornano a chiedere “migliori condizioni di lavoro, che significa riqualificare la rete ospedaliera – aggiunge Cozza – e costruire reali risposte sul territorio ai bisogni dei cittadini. Servono risorse certe, per esempio, per garantire il giusto orario di lavoro. All’annuncio delle 6 mila assunzioni, infatti, non è seguita alcuna certezza né risorse aggiuntive per realizzarle”.

 

Autore: Vincent Dimaggio

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