Pronto soccorso al collasso, Simeu lancia allarme: necessario Piano gestione sovraffollamento

Torino, 13 maggio 2015 – E’ una situazione non più sostenibile quella dei Pronto Soccorso italiani che sono ormai al collasso. Si registra un accesso ai PS quasi ogni secondo, in un anno gli accessi dei pazienti ai Pronto Soccorso sono circa 24 milioni, ed è diventato quasi impossibile gestire i periodi in cui si verificano epidemie, come quelle influenzali, specie quella del 2015 che si è rivelata la più pesante degli ultimi dieci anni, proprio per il gran numero di soggetti coinvolti.

Questo sarà uno dei temi principali che saranno affrontati nel corso della Settimana nazionale del Pronto soccorso organizzata dalla Simeu, giunta alla sua seconda edizione, che si svolgerà dal 16 al 24 maggio 2015, nelle principali città italiane, dove “medici e infermieri della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza, organizzeranno incontri con i cittadini e simulazioni di attività cliniche in pubblico per spiegare meglio le dinamiche dell’emergenza sanitaria e ascoltare le esigenze dei pazienti”.

[easy_ad_inject_1]I pronto soccorso presenti sul territorio nazionale sono 844 e i 12.000 medici e 25.000 infermieri non bastano a fronteggiare la situazione, è chiaro che il sistema sta vivendo uno stato di grave difficoltà strutturale, visto che aumentano sempre di più le situazioni in cui i sanitari sono costretti a ricoverare i pazienti sulle barelle in attesa di un posto letto, per non parlare delle stesse attese ai pronto soccorso i cui tempi diventano sempre più lunghi.

I motivi di tutto questo? Ovviamente questa situazione insostenibile non può che dipendere da carenza di personale e mancanza di risorse, oltre che dalle continue chiusure di ospedali e punti di pronto soccorso chiusi negli ultimi tempi dai vari governi che si sono succeduti, giustificati dai “necessari” interventi per il rientro delle Regioni dal disavanzo della spesa sanitaria.

Occorre dunque intervenire e presto perché i nostri pronto soccorso, in tutta il nostro paese sono ormai al collasso e questa situazione non può continuare ad essere ignorata. “E’ urgente fare squadra” come dice lo slogan della Settimana nazionale del Pronto Soccorso.

“Ovunque in Italia, da nord a sud, si sono ripetute le stesse situazioni: pazienti in barella che affollavano i corridoi, attese di ore o giorni per un posto letto di ricovero in ospedale, personale medico e infermieristico sottoposto a un carico orario, professionale ed emotivo, insostenibile. Dall’analisi di quella situazione, e soprattutto in seguito alla constatazione del tipo di risposta, spesso tardiva, data dagli amministratori di diverse aziende sanitarie per tamponare una situazione fuori controllo, emerge la necessità di introdurre negli ospedali italiani, un Piano di gestione del sovraffollamento”

dichiara la Simeu in una nota stampa.

“Ogni ospedale italiano dispone di un PEIMAF (Piano di Emergenza Interno per Massiccio Afflusso di Feriti), quasi nessuno di un PGS (Piano di Gestione del Sovraffollamento)eppure il massiccio afflusso di feriti è un evento raro e non prevedibile, mentre il sovraffollamento dei PS si ripete regolarmente tutti gli inverni, con aumento significativo dei rischi per i pazienti. E’ necessaria un’organizzazione preventiva e non solo reattiva, per ottenere un sistema più efficace ed efficiente e più rispettoso della dignità delle persone. Alcune regioni, come la Lombardia e il Piemonte, hanno prodotto delibere e linee guida, che vincolano o invitano le aziende sanitarie ad elaborare i PGS, ma è necessario passare dalle indicazioni alle risposte concrete coinvolgendo professionisti sanitari, medici e infermieri”

ha dichiarato Gian Alfonso Cibinel, presidente nazionale Simeu.

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Autore: Donato Paolino

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