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Pronto Soccorso sovraffollati, allarme dei medici: “pazienti costretti in barella per più di 24 ore”

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Roma, 5 novembre 2015 – La situazione nei pronto soccorso italiani diventa sempre più grave, la mancanza di posti letto e il sovraffollamento comporta una permanenza del paziente in barella per più di 24 ore contro una media di 6 ore di altri Paesi come Regno Unito, l’Australia, la Nuova Zelanda e il Canada. A lanciare l’allarme Gian Alfonso Cibinel, presidente nazionale Simeu (Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza).

[easy_ad_inject_1]Di questo e di altri temi critici della sanità italiana si discuterà oggi 5 e domani 6 novembre nel corso del Simposio nazionale “Il pronto soccorso e la folla. Analisi del sistema e proposte per un pronto soccorso accogliente, efficace e sostenibile” che si sta svolgendo a Roma nell’ambito del VII congresso regionale Simeu lazio “Overview in emergency medicine”.

 

“Da circa un mese nei pronto soccorso si è accentuato il problema cronico del sovraffollamento, conseguente all’impossibilità di ricoverare i pazienti in ospedale per mancanza di posti letto. La permanenza media in barella è di oltre 24 ore in molti ospedali. Infermieri e medici si vergognano che il sistema paese scarichi sui pronto soccorso molti problemi sanitari e sociali che dovrebbero essere presi in carico altrove. Si vergognano di dover trattenere in barella per ore e per giorni molti pazienti, in particolare i più anziani e fragili, in pronto soccorso sovraffollati dove non è possibile garantire al meglio sicurezza, efficacia, tempestività, equità e rispetto della dignità personale”

afferma Alfonso Cibinel.

Oltre all’infinita attesa dei pazienti, i medici della Simeu lamentano anche la carenza di spazi fisici in cui poter operare in tutta professionalità, di una tecnologia spesso mal funzionante e di un sistema che ha ridotto e in certi casi bloccato il turnover nel settore dell’emergenza.

E’ una situazione non più sostenibile quella dei Pronto Soccorso italiani che sono ormai al collasso. Si registra un accesso ai Pronto Soccorso quasi ogni secondo, in un anno gli accessi dei pazienti ai Pronto Soccorso sono circa 24 milioni, ed è diventato quasi impossibile gestire i periodi in cui si verificano epidemie, come quelle influenzali, specie quella del 2015 che si è rivelata la più pesante degli ultimi dieci anni, proprio per il gran numero di soggetti coinvolti.

I motivi di tutto questo? Ovviamente questa situazione insostenibile non può che dipendere da carenza di personale e mancanza di risorse, oltre che dalle continue chiusure di ospedali e punti di pronto soccorso chiusi negli ultimi tempi dai vari governi che si sono succeduti, giustificati dai “necessari” interventi per il rientro delle Regioni dal disavanzo della spesa sanitaria.

La SIMEU Lazio è da anni impegnata nell’ambito formativo dei professionisti dell’emergenza e di quanti siano interessati agli argomenti, attraverso eventi formativi come congressi, corsi, studi clinici, gruppi di esperti.

Anche nel 2015 il Congresso SIMEU Lazio sarà caratterizzato da un approccio multidisciplinare e da una visione olistica al paziente, attraverso la discussione dei percorsi di diagnosi e cura per le più importanti patologie, quelle più emergenti, alla luce delle evidenze scientifiche più attuali, e nel contempo anche quelle più difficili da diagnosticare, spesso con esordio insidioso.

“Al di là delle polemiche l’obiettivo dei sistemi di emergenza territoriale è di assicurare alla popolazione la migliore risposta possibile nelle urgenze ed emergenze, impiegando tutte le risorse disponibili, professionali (medici e infermieri) e non professionali (tecnici, volontari del soccorso e semplici cittadini), nell’ambito di un’organizzazione coerente integrata con la rete dei PS e degli ospedali. Il Simposio sarà un’occasione per condividere e proporre soluzioni adeguate alle criticità del sovraffollamento dei pronto soccorso. Proprio per questo abbiamo invitato alla partecipazione le istituzioni nazionali e locali, che speriamo rispondano con una presenza attenta e attiva. Il convegno si concluderà con la discussione e l’approvazione di un documento ufficiale della Simeu, con contenuti tecnici e di etica socio-sanitaria, che sarà condiviso con le associazioni dei cittadini e proposto al ministero e alle regioni”

conclude il presidente della Simeu.

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Vincent Dimaggio
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