Realizzata la prima gamba artificiale che comunica sensazioni reali. Rangger: non ho più dolore

Realizzata la prima gamba artificiale del mondo in grado di simulare le sensazioni di un vero e proprio arto e abbattere il dolore causato dall’amputazione.
Vienna (Austria), 12 giugno 2015 – Un team di ricercatori austriaci, dell’Università di Linz, ha realizzato, per la prima volta al mondo, una protesi della gamba che riesce a comunicare sensazioni reali alla persona che la indossa. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel campo della ricerca delle protesi.

[easy_ad_inject_1]La particolarità dell’innovativa gamba artificiale sta tutta in dei sensori posti alla base della suola che stimolano i nervi del moncherino. I risultati dello studio sono molto incoraggianti e la prima sperimentazione sull’uomo è stata davvero entusiasmante, in quanto la protesi sensoriale è risultata in grado di aumentare notevolmente la sicurezza quando è in movimento.

Il primo ad indossare la protesi alla gamba e a provare di nuovo la sensazione reale del movimento è stato Wolfgang Rangger, ex insegnante che aveva subito l’amputazione della gamba destra nel 2007, dopo un coagulo di sangue causato da un ictus, che ha testato il dispositivo per sei mesi, sia in laboratorio che a casa.

“I vantaggi di questo nuovo dispositivo sono estremamente impressionanti. Grazie all’interfaccia neurale il paziente ha la sensazione sulla pianta del piede protesico e quindi riesce molto meglio a riconoscere la natura del terreno dove sta camminando. C’è anche una maggiore consapevolezza degli ostacoli, che riduce notevolmente il rischio di cadere. Il trasferimento ristabilito delle informazioni contribuisce anche un’integrazione più naturale della protesi al corpo del paziente e, in questo caso, ha portato alla scomparsa completa di precedenti dolori”

ha spiegato il dottor Hubert Egger, coordinatore del progetto, esperto di protesi e professore presso la FH Alta Austria, l’Università di Scienze Applicate.

Prima di procedere al montaggio della protesi, il paziente ha subito un intervento chirurgico, un trasferimento selettivo delle terminazioni nervose del moncone, per farle aderire alla superficie della pelle, eseguito dal dottor Eva-Maria Baur e dal dottor Thomas Bauer presso la clinica universitaria di Plastica Ricostruttiva ed Estetica, a Innsbruck.

Nel corso della procedura sono stati posizionati dei sensori sotto la suola del piede artificiale che rilevano la pressione del tallone, dell’alluce e del movimento del piede. I sensori producono dei segnali trasmessi ad un micro regolatore che li invia a stimolatori dentro l’asse centrale della gamba artificiale. Questi stimolatori producono una vibrazione che stimola la terminazione nervosa del moncone e trasmette i relativi segnali direttamente al cervello, restituendo così una vera e propria sensazione di camminare di nuovo sulle proprie gambe.

“I risultati dello studio mostrano che gli amputati e le loro vite possono trarre grandi vantaggi da tutto questo. Il metodo di Reinnervazione mirata sensoriale sarà utilizzato anche in futuro su pazienti presso la clinica universitaria di Innsbruck per porre, potenzialmente, fine ai loro dolori fantasma, consentendo all’arto artificiale di assomigliare all’originale più da vicino e in modo naturale”

ha detto Hubert Egger.

“E’ come una seconda vita, come essere rinato. E’ come se avessi di nuovo un piede. Riesco a sentire se cammino sulla ghiaia, sul cemento, sull’erba o sulla sabbia. Posso anche sentire piccole pietre”

ha detto Wolfgang Rangger, 54 anni, che ora corre, va in bici e fa persino arrampicate perché oggi, grazie alla nuova protesi alla gamba, ogni volta che fa un passo o applica una pressione, i piccoli sensori inviano segnali al cervello che gli permettono di sentire realmente dove sta camminando.

“Con le protesi tradizionali sono stato a malapena in grado di camminare, non riuscivo a dormire per più di due ore a notte e avevo bisogno di morfina per poter indossare la protesi e camminare tutto il giorno. Ma pochi giorni dopo l’intervento lo scorso ottobre, e grazie alla nuova gamba artificiale sensoriale, il dolore è scomparso

ha raccontato Wolfgang Rangger.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine.

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