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Reato di tortura, ok della Camera con 244 voti favorevoli. Ddl passa in senato

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Roma, 10 aprile 2015 – La Camera ha dat l’ok al ddl che prevede e introduce nel nostro ordinamento il reato di tortura, con 244 voti favorevoli,14 i contrari e 50 astenuti. Ora il disegno di legge passa all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.

[easy_ad_inject_1] Soddisfazione è espressa da Donatella Ferranti, Presidente della Commissione Giustizia della Camera:

“Un buon testo, equilibrato e al contempo rigoroso. Un testo che non ha alcun intento punitivo nei confronti delle forze dell’ordine, ma che è giustamente severo nei riguardi di un reato odioso e grave come quello di tortura”

Secondo quanto si apprende il disegno di legge introduce pene severi per chi dovesse essere giudicato responsabile del reato di tortura: è prevista infatti la reclusione che va dai 4 ai 10 anni per” chiunque, con violenza o minaccia o violando i propri obblighi di protezione cura o assistenza, intenzionalmente cagiona a una persona a lui affidata o sottoposta alla sua autorità sofferenze fisiche o psichiche al fine di ottenere dichiarazioni o informazioni o infliggere una punizione o vincere una resistenza o ancora in ragione dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose.”

La norma prevede anche le aggravanti nel caso di lesioni gravi o morte, e nel caso che ad eseguire la tortura  è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio con abuso di poteri o in violazione dei suoi doveri. In tal caso la pena è aggravata dai 5 ai 15 anni.

Si prevede inoltre l’ istigazione specifica che vale solo per pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio. Il nuovo reato prevede il carcere fino a 6 anni se l’istigazione non è accolta o comunque non c’è stata tortura.

I termini di prescrizione raddoppiano, dunque il reato di tortura se prima non interviene il processo, si estinguerà in 20 anni. Divieto assoluto di espulsione o respingimento verso paesi che praticano la tortura o dove la violazione dei diritti umani sia grave e sistematica. Qualsiasi dichiarazione o informazione estorta sotto tortura non è utilizzabile in un processo. Valgono però come prova contro gli imputati di tortura.

Inoltre nessuna immunità è prevista per i cittadini stranieri imputati o condannati per tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale:se richiesto, saranno estradati.

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Vincent Dimaggio
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