Record spaziale. Samantha Cristoforetti batte record di permanenza e vede le nubi nottilucenti

Roma, 8 giugno 2015 – Samantha Cristoforetti ha postato ieri sera sulla sua pagina Facebook l’annuncio che dopo 195 giorni di missione ha visto finalmente per la prima volta le “nubi nottilucenti“: “Ieri, il giorno di volo 195, ho finalmente visto le nubi nottilucenti per la prima volta!” ha scritto AstroSamantha.

[easy_ad_inject_1]E’ come se anche il pianeta Terra avesse voluto a suo modo festeggiare il nuovo record raggiunto dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti che oltre ad essere la prima donna italiana nello spazio, entra di fatto nei libri di storia dell’esplorazione spaziale anche con il nuovo record di essere la donna con maggiore permanenza consecutiva nello spazio.

Le nubi nottilucenti (in inglese NoctiLucent Clouds, sigla NLC), sono un fenomeno atmosferico nuvoloso visibile durante il crepuscolo inoltrato. Si possono osservare con maggiore frequenza nei mesi estivi a latitudini tra i 50° e il 70°, sia a nord che a sud dell’equatore. Le nubi nottilucenti sono correlate con i Minimi solari, ossia il loro numero aumenta quando diminuiscono le macchie solari e viceversa.

Ed oltre le nubi nottilucenti c’è una stella tutta italiana: la Cristoforetti ha superato nelle scorse ore il primato che era stabilmente detenuto da nove anni dell’astronauta statunitense Sunita Williams, che tra 2006 e 2007 era rimasta in orbita per 195 giorni. Proprio ieri l’astronauta italiana ha battuto la collega della Nasa e con il rientro già programmato per il prossimo giovedì 11 giugno la nostra astronauta collezionerà una permanenza continua di ben 199 giorni e diverse ore.

Inoltre la Cristoforetti sarà anche l’astronauta italiana in assoluto ad avere la maggior permanenza nello spazio migliorando il precedente record del suo collega Paolo Nespoli che aveva maturato 175 giorni di missione oltre l’atmosfera terrestre.

Un primato che certamente Astrosamantha non si aspettava all’inizio della missione che, secondo programma, doveva concludersi con il suo ritorno a casa il 14 maggio, rientro spostato di quasi un mese a causa del mancato attracco del cargo Progress M-27M, disintegratosi nell’atmosfera e precipitato nelle acque del Pacifico ai primi di maggio che ha necessariamente determinato il prolungamento della missione spaziale.

Missione che si concluderà giovedì con l’atterraggio, nella steppa del Kazakistan, della navicella Soyuz TMA-15M con a bordo non solo la Cristoforetti, ma anche il russo Anton Shkaplerov e lo statunitense Terry Virts.

Lodi, lodi, lodi.
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Autore: Donato Paolino

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