Referendum riforme costituzionali, Renzi dice Sì, Brunetta e Berlusconi dicono No

“Le ragioni del sì sono fortissime e l’Italia che dice sì al futuro,al cambiamento, al coraggio,ci porterà a vincere”. Lo ha ribadito il premier Matteo Renzi nella sua e-news.

Il lancio della campagna per il Sì a Firenze – Chi ha tempo non aspetti tempo dicevano i vecchi saggi ed ecco che il premier Matteo Renzi in prima persona lancia dalla sua Firenze la campagna per il “Sì” al referendum. E’ presto penseranno molti italiani… c’è tempo.

Scriveva Albert Einstein che “Quando un uomo siede vicino ad una ragazza carina per un’ora, sembra che sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa accesa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività”.

Nel Teatro Niccolini di Firenze la stufa era bene accesa e volendo dare ragione ai sondaggi pubblicati da Renato Brunetta sul referendum costituzionale (vedi sotto) si capisce perché Renzi si è dato qualche mese di vantaggio: “Il lavoro di questi 2 anni ha prodotto un cambiamento radicale, ma la vera sfida inizia ora. Se partono investimenti l’Italia riparte, tutto quello che è stato fatto è enorme ma non basta”. Poi l’appello: “Ho bisogno di vincere con voi la partita più grande, vale a dire sostenere che c’è un’Italia che dice sì” ha detto Renzi.

«Il punto chiave è che dopo che per trenta anni si è discusso delle riforme e nessuno faceva nulla, dopo sei letture, noi scegliamo di andare a vedere da che parte stanno gli italiani». Se è vero dunque che il « lavoro di questi due anni ha prodotto un cambiamento radicale, la sfida più grande inizia adesso» ha spiegato il presidente del consiglio, che incalza: “Io non sarei mai arrivato a Palazzo Chigi se non avessi avuto una straordinaria esperienza di popolo. Ora c’è una partita che da solo potrei anche vincere ma non basterebbe. Nel referendum la domanda è molto semplice: sì o no. Ma lì dentro c’è molto di più: c’è la riforma istituzionale, che non è contro chi ha combattuto per la libertà”.

Dunque si tratta solo dell’inizio della campagna che durerà per tutti i mesi avvenire, casa per casa: “Faremo una campagna porta a porta, casa per casa, io ho bisogno di voi ho bisogno di 10mila comitati. Il punto chiave è che dopo che per 30 anni si è discusso delle riforme e nessuno faceva nulla, dopo sei letture, noi scegliamo di andare a vedere da che parte stanno gli italiani” ha detto Renzi.

Poi va nel merito di uno dei punti più importanti della riforma: “I senatori hanno deciso di abolire il Senato: i senatori Pd fanno come i tacchini nel giorno del Ringraziamento. Il senatore Esposito mi ha dato questa spilla: ‘Tacchino e felice di esserlo’. Ora aspetto i sindacati, gli imprenditori. La politica ha indicato la strada: ora fatelo anche voi”.

A tutti, insomma, è chiesto il “Sì”, anche ai tanti italiani che attendono da anni una legge sulle Unioni Civili, per i quali Renzi ha promesso una data certa: “L’11-12 maggio, con fiducia a naso, noi voteremo legge sulle unioni civili alla Camera”.

Un referendum importante per Renzi che promette di andare a casa se non dovesse passare “Io non mi risparmio, non siamo noi a vincere questa sfida. La rottamazione non vale solo quando si voleva noi… Se non vinco vado a casa”.

Ma non fatevi illusioni cari lettori, Renzi è convinto, più che convinto, di avere i numeri nel popolo italiano come li ha in parlamento: “Noi vinceremo il referendum, io ne sono certo. Però quello che è più importante di vincere il referendum è coinvolgere gli italiani. Io sono in prima fila perché si capisca che da questa sfida dipende il futuro delle nostre istituzioni”.

L’economia va meglio e gli italiani risparmiano: “Finalmente la classe media ha iniziato a risparmiare, non pagherete l’Imu. Imprenditori, vi dico fate investimenti e si rimette in moto l’economia”

Sulla scuola: “Se non smettiamo di parlare male della scuola italiana non siamo seri. All’estero dicono che l’educazione italiana è la migliore”.

Sul lavoro: “Con Job Act lavorano 398mila persone in più” “Giusto preoccuparsi delle aziende in crisi, Sulcis, Guess – ha detto Renzi -. Grazie al Job act 398 mila persone in più che lavorano. Non basta ma ieri quasi 400mila persone hanno potuto festeggiare la giornata del lavoro”.

L’Agenda di Renzi: restituire all’Italia l’orgoglio – “Il punto fondamentale è che ancora non siamo riusciti a restituire all’Italia quel sentimento di orgoglio, di appartenenza, di passione, fondamentale per una grande impresa. A Firenze è cambiato tutto quando ho pedonalizzato piazza Duomo: non ci credeva nessuno. Molto più importante del Pil e dell’Irap: quello che sta nell’agenda è restituire agli italiani l’orgoglio di appartenere a qualcosa di grande”.

Ma c’è anche chi dice no – La lettera agli eletti e ai militati del presidente Silvio Berlusconi “è il primo passo ufficiale di mobilitazione per dire ‘no’ a questa ‘schiforma’ e mandare a casa un premier mai eletto dal popolo sovrano”.

E’ quanto emerge da una dichiarazione all’Ansa di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

Per Brunetta la Riforma elettorale è una ‘schiforma’ che il presidente Berlusconi, così come tutta Forza Italia, giudica ‘sbagliata’ e ‘illiberale’, soprattutto perché ‘limita gli spazi di democrazia senza rendere il sistema istituzionale né più efficiente né meno costoso'”.

Brunetta poi ha pubblicato su Facebook e Twitter un sondaggio di Euromedia datato 2 maggio, in merito al voto che gli italiani esprimeranno al referendum costituzionale del prossimo ottobre.
“Il rilevamento, effettuato lo scorso 29 aprile, dice che alla consultazione popolare sulla riforma della Costituzione il ‘no’ è in vantaggio rispetto al ‘sì’: 52% contro 48%.” fa sapere.

“Tutti i sondaggi fotografano una realtà che si sta stabilizzando con il passar delle settimane. Il fronte del ‘no’ alle ‘schiforme’ di Renzi continua a crescere, mentre i ‘sì’ al premier diminuiscono di giorno in giorno. Un trend inequivocabile. A ottobre un bel ‘no’ per mandare a casa un premier mai eletto dal popolo e per ripristinare la democrazia nel nostro Paese”. ha concluso.

Ma Renzi sa che c’è tempo e i sondaggi possono cambiare. C’è tempo.

Matteo Salvini è ufficialmente per il no ma esterna i suoi dubbi: Forza Italia sarebbe pronta a fare campagna elettorale sottotraccia per far passare la riforma.

Il Movimento 5 Stelle non si è ancora apertamente schierata.
Al tempo dell’approvazione in parlamento la posizione del movimento fu critica: “Alla Camera sono arrivate infatti al capolinea le riforme costituzionali tanto volute da Renzi e da Maria Etruria Boschi, riforme decise da una maggioranza illegittima e formata da inquisiti, lobbisti e amici degli amici al centro dello scandalo Trivellopoli. I portavoce M5S sono usciti dall’aula per non avallare neppure con la loro presenza un tale scempio, e Luigi Di Maio, Michele Dall’Orco e Nunzia Catalfo hanno spiegato la nostra mozione di sfiducia ad un governo che deve solo andare a casa il prima possibile, altro che toccare la Costituzione.”

La sinistra dem per ora non si esprime
anche se i più sono pronti a scommettere in un appoggio critico ma pieno a Matteo Renzi.

Autore: Vincent Dimaggio

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