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Regione Lazio. Errori medici: in cartella clinica scrivere in stampatello ricette e terapie

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Roma, 1 luglio 2015 – Scrivere ricette mediche e terapie in corsivo può comportare errori nell’interpretazione della calligrafia. Scrivere in stampatello eviterebbe l’84% degli errori che vengono registrati ogni anno in Italia. Stando ai dati, infatti, su un totale di otto milioni di ricoveri vengono commessi circa 320 errori nelle cartelle cliniche a causa della scrittura, che il più delle volte risulta illeggibile.

[easy_ad_inject_1]A questo proposito, la Regione Lazio, in occasione del convegno “Paziente sicuro in ospedale” che si è tenuto a Roma, ha lanciato un appello a tutti i medici affinché utilizzino la scrittura in stampatello. Dai dati rilevati è emerso che un paziente su due teme per la propria salute nel momento in cui entra in ospedale.

Chi ha avuto modo di esaminare una cartella clinica ha dovuto spesso fare i conti con delle calligrafie a dir poco illeggibili, i medici da sempre si sono fatti distinguere per il loro modo di scrivere che in pochi riescono ad interpretare nel modo corretto. Si rende quindi necessario, a salvaguardia della salute del paziente, l’adozione di un metodo di scrittura, appunto quello in stampatello, che permetterebbe di eliminare o comunque diminuire errori e conseguenze evitabili. Questo è anche uno dei punti principali delle nuove Linee Guida della Regione Lazio per la gestione del rischio clinico in ospedale di cui si è parlato nel corso del convegno.

“Il collega o l’infermiere non comprende la scrittura del medico che ha indicato la cura e questa viene modificata. Basterebbe scrivere sempre in stampatello sulle cartelle cliniche per prevenire moltissimi guai, visto che proprio gli errori di prescrizione sono responsabili in un caso su due degli incidenti durante i trattamenti, mentre gli errori di somministrazione sono il 26% e quelli di distribuzione il 14%”

ha dichiarato Alessandro Boccanelli, presidente dell’Associazione Salute e Società Onlus e co-presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica, la SICGE.

Stefano Pompili, direttore Sanitario dell’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma commenta che tra le evenienze che più spesso mettono a rischio i ricoverati per colpa di errori evitabili ci sono le infezioni ospedaliere, “contratte dal 5% dei pazienti, soprattutto a livello delle vie urinarie o della ferita chirurgica, per un totale di circa 450 mila casi ogni anno. Due su tre sono inevitabili perché connesse alla malattia del paziente, a difese immunitarie compromesse e a proliferazione di microrganismi resistenti agli antibiotici. Ma circa un terzo, ovvero 135 mila – sottolinea – potrebbe essere evitate semplicemente migliorando l’organizzazione dei nostri ospedali”.

Il Seminario “Paziente sicuro in Ospedale” è nato con l’obiettivo di passare in rassegna e discutere gli aspetti critici che condizionano la sicurezza del paziente ricoverato in Ospedale e proporre soluzioni a queste criticità.
Viene chiarito, in maniera semplice ma completa, in cosa consista il Clinical Risk Management, quali scopi abbia, attraverso quali strumenti si possa realizzare.
Vengono toccati aspetti particolari come la cartella clinica, il carrello delle emergenze, il foglio di terapia, le consegne, l’addestramento del personale, la condivisione dei percorsi.

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One thought on “Regione Lazio. Errori medici: in cartella clinica scrivere in stampatello ricette e terapie

  1. Io credo che basterebbe invece iniziare a informatizzare anche le cartelle mediche….ci sarebbe anche un minor uso di carta che attualmente sembra sia un costo importante per ogni ASL….

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