Renzi: Azzollini? “Parlamento non è passacarte della Procura”. Michele Emiliano:”Errore del governo”

Roma, 2 agosto 2015 – Il premier Matteo Renzi si è espresso sul caso Antonio Azzollini il senatore ncd per cui Palazzo Madama ha negato l’autorizzazione a procedere.

[easy_ad_inject_1] Renzi Caso Azzollini: “Parlamento non è passacarte Procura” – Renzi ha dichiarato “Il Parlamento non è il passacarte della procura di Trani. Sono convinto che il Pd abbia agito in buona fede”. “Chi ha letto le carte ha ritenuto in larga maggioranza, di votare contro l’ipotesi di arresto. Io credo alla buona fede e all’intelligenza dei senatori e dei deputati. Se vedendo le carte hanno ritenuto sussistere il fumus persecutionis, evidentemente si assumono le proprie responsabilità” ha aggiunto.

Michele Emiliano attuale governatore della Puglia commenta così la frase di Renzi a La Gazzetta del Mezzogiorno: “Temo che la frase sia stata enfatizzata. Secondo me, Renzo voleva dire che il Senato ha un ruolo, valutare se nella richiesta di arresto c’è persecuzione nei confronti del parlamentare e se questo è il senso della sua frase è stato corretto, anche se lascia spazio al malinteso. La gente può pensare che il Parlamento rivendichi per i suoi rappresentanti un privilegio, in materia di arresto, perquisizioni e intercettazioni, che ai comuni cittadini non viene riconosciuto”.

Sul voto del Senato Emiliano dichiara: “Non giudico il diritto dei singoli senatori di votare no alla richiesta di arresto del senatore Azzollini, ma il Pd ha sbagliato a non prendere posizione. Innanzittutto c’è da premettere che non possono fare valutazioni probatorie sulla vicenda del senatore Azzollini che, come tutti i cittadini, fino a sentenza definitiva è da considerare innocente. Quello che giudico sbagliato è l’atteggiamento del Pd: se avesse avuto qualche elemento per pensare che i magistrati tranesi, anche involontariamente, avessero perseguitato Azzollini, avrebbe dovuto esplicitarlo in aula negli interventi dei suoi senatori. Invece, in commissione hanno dato indicazione di voto favorevole alla richiesta di arresto e in aula, con il voto segreto, hanno dato vita a un voto di coscienza che un partito non si può permettere. Secondo me, il presidente del gruppo Zanda ha sbagliato a non dare un’indicazione” ha aggiunto.

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Autore: Vincent Dimaggio

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