Renzi e i risultati delle elezioni comunali 2016: “Non siamo contenti ma non è debacle”. Cuperlo: “preoccupa distacco elettori Pd”

Non è un voto al governo aveva detto il premier Renzi nei giorni scorsi e lo ha sottolineato anche oggi nella sua consueta enews ma certo fa pensare la difficoltà del PD nelle maggiori città capoluogo italiane. A Napoli la Valente, vincitrice in passato di una sfida interna con Antonio Bassolino, non è andata al ballottaggio surclassata da De Magistris e Lettieri.

A Roma Giachetti è superato da una cittadina 5 stelle, Virginia Raggi che molto probabilmente diventerà il primo sindaco donna di Roma. Da aggiungere che il PD che in passato fu di Ignazio Marino è stato doppiato dal Movimento 5 Stelle.

A Milano Sala dovrà vedersela al ballottaggio con Parisi che promette battaglia.

Insomma in molti c’è la sensazione che per Matteo Renzi, premier e condottiero segretario del Partito Democratico non sia stata una bella giornata quella di ieri.
Ed ecco che in conferenza stampa Matteo Renzi chiarisce e mette i puntini sulle lettere “Pi e Di”.

“Non siamo contenti” ha detto Renzi “Io sono affamato di vittorie e in molti comuni il Pd sta sopra al 40 per cento, per questo dico che il risultato non è di debacle ma che a noi non basta perché vogliamo di più”. “Non sono ancora chiusi i seggi – ha continuato il premier ex sindaco di Firenze – e si torna al vecchio teatrino da prima Repubblica: hanno vinto tutti. Noi, che siamo abituati a vincere, non siamo tra quelli che dicono abbiamo vinto”. I dati delle amministrative, ha aggiunto tuttavia, danno il Pd “intorno al 35% e in molte realtà ben oltre il 40, nessuno ha la diffusione nazionale come noi. Chi brinda contro di noi, pecca di superficialità”.

“Il Pd su 1300 sindaci ne porta a casa quasi 1000”, ha fatto notare. Sui 5 stelle Renzi ha detto: “Vanno al ballottaggio in 3 città, in molte faticano ad arrivare alla doppia cifra e dicono di essere pronti a rivoluzionare il Paese… Contenti loro ma così diventano come tutti gli altri leaderini della vecchia politica”.

“Il Movimento 5 stelle ha avuto un risultato buono a Roma e a Torino, va al ballottaggio a Carbonia, ma poi fallisce la prova a Milano, Bologna, Trieste e in molte altre città”, ha osservato, aggiungendo: “Chi è di sinistra e non vuole votare Pd, vota 5 stelle e non i movimenti a sinistra del Pd. Questo mi sembra evidente”.

PD Napoli sarà commissariato – Per quanto riguarda la situazione di Napoli: “Il risultato peggiore per il Pd a Napoli. da anni non riusciamo a esprimerci al meglio a Napoli”, ha detto Renzi. “Dopo i ballottaggi faremo una direzione del Pd sul tema di Napoli. Farò una proposta su Napoli, è responsabilità del segretario farlo. Un commissariamento per ripartire da zero. Non si può far finta di nulla”. “Dove si è cercato di fare delle alleanze come a Napoli, queste non hanno funzionato minimamente, questo è un elemento di grande chiarezza”, ha aggiunto.

A Roma la partita è ancora aperta – “Giachetti ha fatto un mezzo miracolo, onore al merito. C’è, è in campo, si gioca la partita al ballottaggio”, ha sottolineato. “A Roma se Giachetti fa Giachetti sarà un ballottaggio divertente, la partita è aperta. Si riparte da zero a zero”.

A Milano Sala può farcela – “Sala è un ottimo candidato, il ballottaggio sarà bello ma Sala ha tutte le condizioni per farcela, è al 41,9, uno dei risultati migliori. Non sono per niente deluso”.

Il voto delle elezioni amministrative non influisce sul referendum costituzionale – Il voto alle amministrative è un campanello d’allarme per il referendum? “No. Sono cose profondamente diverse”, ha precisato. “I cittadini hanno votato per i sindaci” e per questo “non c’è un risultato nazionale” ha detto Renzi. “Continuare a dare una lettura politica uniforme nazionale è opera di fantasia: è impossibile dare un giudizio politico nazionale uniforme su risultati che dipendono da dinamiche totalmente locali”.

Sull’Italicum: “Confermo su tutta la linea, il premio va alla lista”, ha detto Renzi.

E sulle alleanze ha aggiunto: “Il Pd è partito a vocazione maggioritaria”.

Sempre Renzi torna a parlare di elezioni nella consueta enews: “Onore ai sindaci eletti al primo turno – scrive – in bocca al lupo a chi corre per il secondo giro e un caloroso abbraccio a chi continua a urlare ‘Ho vinto!’ anche quando la realtà dice un’altra cosa. Ma proprio perché non sono come gli altri a me la scenetta di dire che ‘abbiamo non perso’ non è mai riuscita e non riuscirà mai. Possiamo e vogliamo fare meglio, lo faremo. Punto”.

I ballottaggi si giocheranno su “temi amministrativi” e “non di politica nazionale. Che non sia un dato nazionale, del resto, si vede chiaramente dalla geografia: zone anche limitrofe vedono risultati molto diversi. È ovvio. Gli italiani sanno votare, sono liberi, scelgono di volta in volta. Fanno zapping in cabina elettorale perché non è più tempo di indicazioni dall’alto dei partiti. E quindi può accadere di tutto, come in realtà è accaduto a questo primo giro”, conclude il segretario del Pd.

A Renzi risponde Matteo Salvini (Lega) da Radio Padania: “Renzi esce stra-indebolito dal voto” “Adesso vinciamo i ballottaggi, poi parte la battaglia per il referendum per cacciare Renzi. Mentre il risultato dei 5 Stelle merita rispetto e andrà analizzato perché loro sono anti-sistema e contro la cricca europea”.

Non tarda la replica di Luigi Di Maio (M5S) che su facebook ha scritto:
“Non ho mai visto il presidente del Consiglio dei Ministri così imbarazzato come oggi in conferenza stampa. I cittadini gli hanno restituito il ‘ciaone’ e lui finge di nulla”. “Invece di cambiare registro e iniziare a spiegare agli italiani che ha sbagliato, oggi passa il tempo a vantarsi per i risultati ottenuti nelle uniche città dove il M5s non si è presentato. Contento lui…Matteo, ritorna sulla terra. La tua propaganda non funziona più”.

Sulle elezioni si esprime anche Gianni Cuperlo,
della minoranza dem, che su Facebook scrive: “Nel voto si è espresso un distacco preoccupante tra una parte ampia degli elettori della sinistra e il principale partito che vorrebbe e dovrebbe rappresentarli”. Sono “destinati al fallimento l’alleanza con Verdini o il tentativo d’inglobare pezzi orfani della destra”,aggiunge Cuperlo.

Critica la scelta di concentrarsi sulla battaglia del referendum per le riforme costituzionali di ottobre: “Mi auguro si capisca quale sia il rischio di usare la scheda di ottobre come una sciabola per dividere il Paese”.

Autore: Vincent Dimaggio

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