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Riacquista il senso del tatto grazie a dito artificiale: prima volta al mondo

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Pisa, 8 marzo 2016 – Per la prima volta al mondo un paziente amputato ha potuto riacquistare il senso del tatto, riconoscendo in tempo reale una superficie rugosa o liscia, grazie all’impianto di un dito artificiale che ha inviato al cervello una percezione del tutto simile a quella delle persone non amputate.

A sperimentare il cosiddetto “tatto bionico” un gruppo di scienziati dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, in Svizzera. Gli ottimi risultati ottenuti confermano che le nuove protesi bioniche si stanno rivelando sempre più capaci di ridare il senso del tatto in tempo reale al paziente amputato.

Dennis Aabo Sørensen, danese, primo paziente al mondo a sperimentare il “tatto bionico”, ha riconosciuto la texture utilizzando un dito bionico connesso ad elettrodi che gli sono stati impiantati chirurgicamente sul braccio, sopra il moncone. Dennis è riuscito a distinguere le seuperfici ruvide rispetto a quelle lisce nel 96% delle prove sperimentali.

“Questo studio unisce scienze di base e ingegneria applicata e fornisce evidenze aggiuntive dei contributi che la ricerca in neuroprotesica può dare al dibattito neuroscientifico, specificamente sui meccanismi neuronali del senso del tatto umano. Dalle protesi bioniche sarà anche traslato ad altre applicazioni come il tatto artificiale nella robotica per la chirurgia, per il soccorso e per il settore manifatturiero” ha detto Calogero Oddo dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e primo autore della pubblicazione.

“Percepivo la stimolazione quasi come quella che avrei potuto sentire con la mia mano e ancora sento la mia mano mancante, è come se avessi il pugno chiuso. Con il dito artificiale ho sentito le sensazioni sulla punta del dito indice della mia mano fantasma”, ha dichiarato Dennis Aabo Sørensen.

Svolgendo test anche con soggetti non amputati, i ricercatori hanno potuto verificare che la percezione tattile della texture che proviene dal dito bionico, è davvero simile alla sensazione di tatto percepita da un dito reale. Le analisi effettuate tramite elettroencefalografia dei soggetti non-amputati, generate sia dal dito artificiale sia dal dito naturale, hanno rilevato che le regioni attivate nel cervello erano analoghe.

“È entusiasmante aver dimostrato che possiamo restituire la sensazione della rugosità stimolando i nervi del braccio, in sistemi nervosi sia lesionati che intatti. Laricerca sta finalmente spostando l’attenzione principale dal solo interrogarsi su quali elettrodi impiegare verso il loro utilizzo in modo ottimale, per ottenere sensazioni naturali tramite le protesi, commenta Stanisa Raspopovic ricercatore dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne e della Scuola Superiore Sant’Anna e co-primo autore dello studio.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica eLife, diretta dal premio Nobel Randy Schekman.

Hanno collaborato alla ricerca: Università di Pisa, IRCSS San Raffaele Pisana, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Campus Bio-Medico di Roma.
La tecnologia per inviare l’informazione tattile è stata sviluppata dal professor Silvestro Micera e dal suo gruppo di ricerca presso École Polytechnique Fédérale de Lausanne, in Svizzera, e presso l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con il ricercatore Calogero Oddo e il suo team.

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