Chiusura discoteca Cocoricò. Ricorso al Tar. Moige:”chiudere i locali che non garantiscono sano divertimento”

Riccione, 4 agosto 2015 – Ci sono novità sulla morte di Lamberto Lucaccioni, il ragazzo di 16 anni di Città di Castello (Perugia), morto dopo essersi sentito male per aver assunto ecstasy alla discoteca Cocoricò a Riccione, comune turistico della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna.

[easy_ad_inject_1] Il questore di Rimini ha disposto la chiusura della discoteca Cocoricò per per 120 giorni. Il provvedimento di chiusura dell’attività è stato notificato dagli uomini della divisione di polizia amministrativa e sociale della questura.

Genitori di Lamberto Lucaccioni: bene il provvedimento di chiusura – il provvedimento del questore è stato accolto dalla famiglia “molto bene” e consiste in un “messaggio forte”. E’ quanto rivela l’avvocato Roberto Bianchi, legale della famiglia che aggiunge: “Sono distrutti, hanno tanta rabbia dentro che rivolgono quasi più verso il locale che nei confronti dello spacciatore”.

Cocoricò: Annunciato ricorso a Tar contro il provvedimento Contro la chiusura Fabrizio De Meis, uno degli azionisti del locale, ha annunciato un ricorso al Tar: il fatturato dell’ultimo anno si è aggirato tra i 3,5 e i quattro milioni di euro e quindi “la chiusura di quattro mesi comporterà una perdita di utili per 1,5-2 milioni”.

“Duecento famiglie si ritroveranno senza lavoro e tutti noi continueremo a non avere mezzi utili per battere la logica dello sballo” ha dichiarato l’azionista della discoteca aggiungendo che “poco tempo fa abbiamo proposto, anche nel corso di un’iniziativa parlamentare, di approvare una normativa che prevedesse l’applicazione di un Daspo per chi avesse spacciato o usato droghe e l’utilizzo di un tampone all’ingresso dei locali per verificare che gli avventori non avessero già assunto droghe”.

De Meis si dice dispiaciuto “che un ragazzo, come è successo tempo fa sia risultato mediaticamente meno grave rispetto ad uno stesso caso occorso al Cocoricò. Io voglio ribadire che appena sarà possibile riaprire il Cocoricò mi adopererò per lanciare un messaggio e azioni concrete contro la droga”.

Moige: chiudere i locali che non garantiscono un sano divertimento – Sul caso della chiusura della discoteca riminese interviene con una nota anche il Movimento Italiano Genitori (Moige): “Il provvedimento del Questore sul Cocoricò è esemplare e dovrebbe essere applicato per tutti i locali che non rispettano le basilari norme di sicurezza, mettendo a rischio la vita dei nostri figli. Lo smercio di droghe all’interno che avviene in tanti locali notturni è grave ed inaccettabile.” recita la nota. “La presenza di minorenni che accedono a droga, spettacoli erotici under 18, ed altre attività per un pubblico di adulti -aggiunge il Moige -rende ancora più pesante le responsabilità dei gestori che accettando un minore nel locale, di fatto dovrebbero eticamente impegnarsi verso la famiglia a offrire un divertimento sicuro per i minorenni, cosa sempre più infrequente. Auspichiamo quanto prima un provvedimento normativo che metta le discoteche riservate solo ai maggiorenni, visto l’impossibilità di garantire ad un minorenne un divertimento sicuro. I nostri figli minorenni non possono rischiare le loro giovani vite in luoghi dove spesso scorre alcol e pasticche.”

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Autore: Donato Paolino

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