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La nuova ricetta elettronica è in vigore. Ecco cosa cambia

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Roma, 2 marzo 2016 – La normativa sulla ricetta elettronica è entrata a regime su tutto il territorio nazionale dal 1° marzo, termine entro il quale le farmacie si sono attrezzate per calcolare il ticket e il regime di esenzione della Regione di provenienza del cittadino come previsto nel DPCM 14 novembre 2015 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 dicembre, che attua il DL 179/2012 e regola le modalità di compensazione tra Regioni del rimborso della ricetta farmaceutica dematerializzata.

Per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collega ad un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista. I medicinali prescritti su ricetta elettronica possono essere ritirati presso qualsiasi farmacia pubblica e privata convenzionata con il Ssn del territorio nazionale.

Le nuove norme intendono, appunto, facilitare i cittadini che si spostano per studio o per lavoro, consentendo loro di ritirare in qualunque farmacia i medicinali prescritti dal proprio medico.

Periodo di transizione: come in casi simili dal primo marzo vi è un periodo di transizione nel quale insieme alla nuova ricetta elettronica convive comunque anche la vecchia ricetta “rossa” che, fino alla fine del 2017, sarà ancora necessaria per la prescrizione di farmaci come stupefacenti, ossigeno e prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale.
La Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), precisa che nel primo periodo riceveremo dal dottore un piccolo promemoria da consegnare al bancone della farmacia, che permetterà di recuperare la nostra prescrizione anche in caso di malfunzionamenti del sistema o assenza di linea Internet.

Quando il sistema andrà definitivamente a regime anche questo foglietto sparirà.

E allora senza foglietto come si fa a ritirare i farmaci in farmacia? Il sistema, spiega la Fimmg è semplice: i medici di base compilano la ricetta direttamente sul computer. Un Nre (numero ricetta elettronica) sarà associato al nostro codice fiscale, aggiungendo in automatico anche eventuali esenzioni.
Per ora vi sarà dato ancora il promemoria cartaceo e attraverso i codici a barre stampati sul piccolo foglio A5, il farmacista recupera la prescrizione direttamente on-line e ci consegna la medicina di cui abbiamo bisogno.

Il promemoria è ancora necessario per attaccarci sopra le fustelle dei medicinati (quelli che si mettevano nei riquadri rossi) in quanto, scrive la Fimmg, “non è stato possibile determinare un meccanismo che annulli il valore della fustella rispetto alla necessità di identificare e distinguere i farmaci erogati a carico del SSN da quelli che anche se erogabili vengono invece pagati direttamente dal cittadino”.

Inoltre nei prossimi mesi il sistema si diffonderà anche per la prescrizioni di esami e visite specialistiche, visto che la ricetta elettronica sarà accettata anche da cliniche, ambulatori e ospedali.

Quando anche il promemoria sparirà basterà semplicemente andare in farmacia, mostrare la tessera sanitaria o fornire il codice fiscale e sul terminale del farmacista usciranno le medicine prescritte dal nostro medico in automatico. Ciò anche se la farmacia dovesse essere fuori regione perché per esempio stiamo nel frattempo in vacanza.


Quali i vantaggi?
Innanzitutto si risparmia su stampa e distribuzione dei vecchi ricettari (in realtà per un certo periodo la carta sarà ancora presente in forma di promemoria). L’amministrazione può effettuare controlli efficaci su falsificazioni e abusi. Per i cittadini un vantaggio importante è il fatto che la ricetta elettronica sarà valida in tutte le farmacie del territorio nazionale, sia pubbliche che convenzionate. Un cittadino residente a Roma che si trova a Milano può comprare i farmaci in una farmacia sul posto senza dover essere costretto a pagare i medicinali per intero.

Svantaggi? Il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, riporta AdnKronos, ha dichiarato: “qualcuno ha confuso gli studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici, codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant’altro dovremo verificare”. Il timore dunque che il medico si trasformi sempre più da professionista a burocrate. In più spiega il segretario, “il medico non potrà più contare sul supporto dell’assistente di studio nella velocizzazione delle procedure di ricettazione, e ci saranno complicazioni anche nelle procedure di coinvolgimento del sostituto medico che per il momento salvo eccezioni (Campania) dovrà continuare ad utilizzare la ricetta rossa”. Conseguentemente, il rischio, chiude Milillo, è che gli oneri ricadano sul titolare, “con un aggravio di lavoro che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per gli assistiti”, per cui si rende necessaria “una semplificazione delle procedure, ancora possibile”.

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