Riforma PA: ok del Senato alla delega. Renzi: “un abbraccio ai gufi”

Roma, 5 agosto 2015 – Dopo il passaggio alla Camera dei Deputati a metà luglio, è stata approvata definitivamente anche in Senato la legge delega della riforma della Pubblica Amministrazione tanto voluta dal Governo ed in particolare dal Ministro Madia.
L’aula del Senato ha approvato la delega sulla P.A. con 145 voti a favore. I contrari sono invece stati 97 e nessun astenuto.

Renzi: un abbraccio ai gufi – Come ormai da tradizione il premier Matteo Renzi festeggia l’approvazione della riforma della Pubblica Amministrazione con un commento su twitter: “Un altro tassello: approvata la riforma della P.A.#la voltabuona, un abbraccio agli amici gufi“.

[easy_ad_inject_1]Le novità della riforma PA- Riduzione delle società partecipate. La delega parla esplicitamente di una loro riduzione e, per quelle che gestiscono servizi pubblici di interesse generale, di un numero massimo di esercizi in rosso dopo cui scatta la liquidazione. La parte variabile del compenso degli amministratori dipenderà dai risultati economici. Per quelle ‘indisciplinate’ è previsto un taglio dei trasferimenti.
Riordino forze di polizia e assorbimento della Guardia Forestale. Il ddl pone le basi per l’accorpamento della Forestale in un’altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri). Si tratterebbe di un trasferimento in blocco, anche se si concedono spazi a quanti preferiscono non essere, come si dice da più parti, ‘militarizzati’.
112 Numero unico delle emergenze. Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L’idea e’ quella di realizzare centrali in ambito regionale. Scompaiono tutti gli altri numeri (come 113, 115 e 118).
Monitoraggio delle code nella sanità. Niente più ombre sui tempi medi di attesa per visite specialistiche, analisi o referti. Ciascuna struttura dovrà pubblicare i dati sulla durata tipo.
Limitazione del precariato. Obiettivo della delega è regolare le forme di lavoro flessibile, limitandole a tassative fattispecie.
Tutto anche al fine di prevenire il precariato.
Concorsi pubblici: agenzia unica e inglese. Viene sancita l’importanza dell’inglese e di altre lingue straniere. Si va poi verso un polo unico per le selezioni, una sorta di agenzia ad hoc con il compito di gestire le prove.
Valutazione e licenziamento dirigenti. I manager potranno essere mandati via dalla P.A. dopo essere stati valutati negativamente. Per non essere licenziato il dirigente pubblico potrà chiedere di essere ‘demansionato’ a funzionario.
Incarichi pubblici a pensionati – Si allentano i vincoli per il conferimento di incarichi pubblici a pensionati.
Salta infatti il tetto di un anno come durata massima, purché non si tratti di posizioni direttive o dirigenziali, per cui resta il limite di 12 mesi. Per tutti la condizione è però ‘costo zero’ (gli incarichi devono essere gratuiti).
Accesso agli atti della Pubblica Amministrazione – Tutti avranno il diritto di accedere, anche via web, a documenti e dati della P.A. Lo scopo è quello di spalancare gli archivi pubblici, così da rendere possibile un controllo a 360 gradi anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
Banca dati unica veicoli e libretto unico – Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero Infrastrutture e Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione. Si va infatti verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto.
Burocrazia e riduzione delle pratiche. Un ‘taglia burocrazia’, al fine di semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale o di interventi con effetti positivi sull’occupazione.
Wi-fi negli uffici pubblici – Diventano obbligatori, dalle scuole alle biblioteche, fino agli sportelli aperti al pubblico. E dopo la chiusura degli uffici le reti wifi diventano hotspot al servizio dei cittadini.
Carta di identità digitale – Ogni cittadino avrà una sua identità digitale per comunicare con lo Stato.
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Autore: Vincent Dimaggio

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