Pensioni. Flessibilità in uscita, prestito e reddito minimo over 55 in legge di stabilità

Roma, 25 agosto 2015 – La legge di stabilità si avvicina e Matteo Renzi di ritorno dalle vacanze troverà sulla su scrivania le proposte dei tecnici dalle quali dovrà decidere su quale riforma pensioni offrire ai tanti lavoratori italiani.

[easy_ad_inject_1] La parola d’ordine è certamente la maggiore flessibilità in uscita ma con i limiti di bilancio imposti dall’Unione Europea e che permetta di risparmiare come fu nel caso della legge Fornero: tradotto in soldoni, a quanto si apprende dai quotidiani economici specializzati, l’investimento del governo non dovrebbe superare il miliardo di euro di maggior spesa previdenziale da recuperare poi negli anni successivi, necessità che sembra essere rispettata da un mix tra assegno ridotto e prestito pensionistico per consentire il pensionamento con assegno ridotto a 63 anni di età.

La riduzione dell’assegno per ogni anno di pensionamento anticipato potrebbe essere del 3% integrabile con il prestito ipotizzato dall’ ex ministro Enrico Giovannini.

Tito Boeri, presidente dell’Inps propone di spalmare il montante contributivo accumulato nel corso di tutta la vita lavorativa in relazione all’età di uscita e alla speranza di vita residua. In questo modo si potrebbe ridurre l’assegno per i pensionati che vanno in pensione anticipatamente con un taglio di circa il 3% per ogni anno di mancata contribuzione, ipotesi che garantisce ai conti pubblici sostenibilità anche se poi penalizzerebbe troppo proprio i pensionati.

La penalizzazione sarebbe controbilanciata da un prestito previdenziale a cui si potrebbe aggiungere anche la proposta di Boeri del reddito minimo garantito agli over 55.
Queste le proposte che i tecnici a settembre potrebbero presentare sulla scrivania di Renzi e Padoan e si parla anche della possibilità di inserire un contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, magari sopra i 3.000-3.500 euro netti al mese.

In tutti i casi vanno fatti quadrare i conti e non si sa quanto possa incidere sul tema della riforma delle pensioni la promessa del premier Renzi sull’abolizione dell’Imu prima casa che da sola potrebbe costare 5 miliardi di euro, quanto basta per rendere la “coperta previdenziale” ancor più stretta.

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Autore: Vincent Dimaggio

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4 pensieri riguardo “Pensioni. Flessibilità in uscita, prestito e reddito minimo over 55 in legge di stabilità”

  1. L’errore più grande che si continua a fare è quello di ragionare sulla riforma pensioni partendo dal “modello riforma Fornero” che è stata sbagliata e socialmente disastrosa. Assodato ciò, si inizi a discutere di riforma pensioni partendo dalla situazione esistente fino al 2011, prima che Monti-Fornero varassero questo grande pasticcio. Che il calcolo col sistema retributivo fosse troppo “generoso” è chiaro a tutti, ma che si possano oggi pretendere sacrifici enormi dagli ultrasessantenni costretti ancora a lavorare dopo 40-41 anni di contributi e con la prospettiva di vedersi ridurre in maniera sostanziosa l’assegno pensionistico, a parità di anni di contributi, rispetto ai loro colleghi andati in pensione prima del 2012 è veramente iniquo. Quelli che dovrebbero decidere, Renzi in testa, sono troppo giovani e lontani dalla pensione per poter capire cosa significa lavorare ancora dopo 40-41 anni e vedere il traguardo della pensione progressivamente sempre più lontano. Inaccettabili e censurabili sono poi i pareri di quegli “esperti”, già pensionati col le vecchie più favorevoli regole, che propongono oggi riforme assurde e penalizzanti. Per concludere, ricordiamo sempre che i lavori non sono tutti uguali e che è indegno per uno stato democratico fare cassa sulla pelle degli anziani, trascurando altre fonti di introiti per le casse statali, come lotta agli sprechi, alla corruzione, all’evasione e ai tanti privilegi dei politici e dei loro cortigiani.

    1. Carissimo ‘cuore pensante’ hai perfettamente ragione. Solo chi ha fatto 41 anni come il sottoscritto, sa quanto è penoso fare il 42esimo ed il 43esimo. Tradito da uno stato(con la ‘s’ minuscola) che ha spostato l’asticella in corsa! Vigliaccamente e in modo da provocare una strage atroce e silenziosa. Per questo motivo ritengo opportuno che venga temporaneamente sospesa la legge fornero in attesa di una (assai complessa e laboriosa)revisione di tutto il sistema previdenziale.

  2. Accettare il 3% di penalizzazione sulle pensioni anticipate per ogni anno mancante si può , a patto che non si applichi anche il ricalcolo contributivo!!!

  3. Ma tutto questo gran parlare sulle pensioni anticipate è una strategia per prendere tempo e tirare in giro i pensionandi ? A voi giornalisti il dovere di smascherare i “signori” politici!!!

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