Pensioni. Settima salvaguardia ed esodati. Le proposte del PD e Lega

Roma, 30 luglio 2015 – Si ritorna a lavorare sulla riforma delle pensioni e in Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati si lavora sulla settima salvaguardia tanto chiesta dagli esodati.

[easy_ad_inject_1] All’esame della commissione ci sono tre disegni di legge depositati dal PD (ddl 2958) e dalla Lega Nord (ddl 3002 e ddl 2514) per tamponare le criticità rilevate dalla Legge Fornero del 2011 ma non si parla ancora di un provvedimento definitivo.

La proposta del Partito Democratico “intende proseguire il percorso di salvaguardia finora praticato con diversi provvedimenti legislativi, con l’obiettivo di ridurre il danno della manovra Fornero, in particolare per lavoratori prossimi al pensionamento con i previgenti requisiti o che avevano firmato accordi di esodo o di mobilità, licenziati, autorizzati alla prosecuzione volontaria o in congedo per assistenza di familiari disabili, entro il mese di dicembre 2011.

Con l’articolo 1, comma 1, lettera a), sostituendo la lettera a) del comma 14 dell’articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011, si salvaguardano i lavoratori inseriti in mobilità a seguito di procedure concorsuali, che non possono presentare un accordo sindacale, nonché i lavoratori licenziati da aziende del settore edile a seguito di accordi stipulati ante 31 dicembre 2011, a tutt’oggi esclusi dalla salvaguardia solo perché fruitori del trattamento speciale edile anziché dell’indennità di mobilità. Si prevede, altresì, per tale tipologia di lavoratori in mobilità, la non applicazione dell’aspettativa di vita, ai fini del raggiungimento del previgente requisito pensionistico, così come già previsto per i cosiddetti quarantisti, ma che vede tuttora esclusi lavoratori in mobilità in
quanto prossimi al pensionamento attraverso il sistema delle quote o la pensione di vecchiaia.

Si ripropone inoltre la modifica che pone fine all’annosa vicenda del personale della scuola (quota 96) e si pone rimedio al più volte riconosciuto errore formale relativo al testo del comma 18 dell’articolo 24, inserendo nel processo di armonizzazione gli operatori addetti all’esercizio ferroviario.

Con l’articolo 2, tenendo conto delle informazioni fornite dall’INPS in risposta al citato atto di sindacato ispettivo, si prevede un ulteriore provvedimento di salvaguardia per le varie tipologie di soggetti, che riguarda nello specifico i lavoratori in mobilità superando il limite della cessazione del rapporto di lavoro fissata al 30 settembre 2012, e tutte le altre tipologie previste da precedenti salvaguardie, per le quali viene spostata di un ulteriore anno la data entro la quale si deve raggiungere la maturazione del trattamento pensionistico (6 gennaio 2017).

Piu’ ampia invece la proposta della Lega che mira piuttosto a concedere una salvaguardia definitiva, cioè non ancorata a vincoli temporali. I potenziali interessati sarebbero in questo caso il doppio di quelli previsti dal Pd (circa 50mila) e non a caso questa proposta è particolarmente apprezzata dai Comitati degli esodati che da tempo premono per una misura onnicomprensiva.

All’articolo 2, comma 1, lettera e), si aggiungono ai lavoratori a tempo determinato cessati dal lavoro, anche i lavoratori agricoli a tempo determinato e i lavoratori in somministrazione con contratto a tempo determinato, tuttora esclusi da qualsiasi tipologia di salvaguardia.

Con l’articolo 3 si prevede il riesame delle pensioni già liquidate, ma con penalizzazioni, perché il titolare ha un’età anagrafica inferiore a 62 anni, visto che la legge di stabilità ha previsto l’eliminazione delle penalizzazioni per le pensioni di anzianità anticipata solo con decorrenza dal 2015

La proposta della Lega riguarda anche alcuni lavoratori “dimenticati” dal progetto Pd in cui ci sono i quindicenni, gli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007 (articolo 1, comma 8 della legge 243/04), i lavoratori collocati in mobilità ordinaria in data antecedente al 31 dicembre 2007. Da segnalare che la Lega chiede anche l’estensione della pensione a 64 anni ai lavoratori del pubblico impiego che abbiano maturato la quota 96 entro il 2012 (togliendo peraltro il vincolo della necessità di trovarsi in attività lavorativa al 28 dicembre 2011 imposto con il messaggio inps 219/2013), la soluzione della questione sull’opzione donna e l’adozione di requisiti per il pensionamento diversi da quelli vigenti nell’AGO per i macchinisti ferrovieri e per gli addetti del settore di coperta della categoria dei marittimi.

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Autore: Vincent Dimaggio

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