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Riforma pensioni 2016. Anticipo pensione dal 1 maggio 2017

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Si è tenuto stamattina a Palazzo Chigi l’incontro tra il sottosegretario Nannicini e i sindacati confederali sugli interventi in materia previdenziale da inserire nella legge di bilancio.

Oggetto della importante riunione gli aumenti sulla 14esima delle pensioni fino a mille euro e le detrazioni tra il 4,5% e il 5% per ogni anno di pensione anticipata.
A fine incontro tecnico il segretario confederale Uil, Proietti, ha fatto sapere che “L’anticipo pensionistico entrerà in vigore dal 1 maggio 2017”.

“Concludiamo oggi un percorso, avviato nel maggio scorso, che ci ha portato a convenire un pacchetto di interventi urgenti sul sistema previdenziale da inserire nella prossima legge di bilancio. Grazie alle intese raggiunte, abbiamo rappresentato l’intenzione del Governo di stanziare 6 miliardi nel prossimo triennio per finanziare questi interventi volti a favorire l’equità sociale, la flessibilità delle scelte individuali, l’eliminazione degli ostacoli alla mobilità lavorativa e a sostenere i redditi da pensione più bassi”. È quanto ha dichiarato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, al termine dell’incontro con i sindacati. “L’aspetto che considero più importante di questo accordo – ha aggiunto – è che, per la prima volta, si tenta di dare risposte che tengono conto contemporaneamente delle esigenze dei giovani, dei pensionandi e dei pensionati: esattamente il contrario di quello che si è sempre fatto i passato. Con Ape e Ape social – ha spiegato il Ministro – abbiamo affermato, per la prima volta, che i lavori e le condizioni familiari non sono uguali.

Il verbale – spiega una nota del Ministero del Lavoro – sottoscritto con le Organizzazioni sindacali prevede due fasi: la prima contiene interventi che saranno varati subito, con la prossima legge di bilancio, appena saranno definite le platee destinatarie degli interventi per Ape agevolato e lavoratori precoci; la seconda che riguarda interventi strutturali più complessi, rispetto ai quali il confronto con le parti sociali dovrà proseguire per i necessari approfondimenti.

Questi i punti da realizzare nella FASE 1

– Riduzione delle imposte sulle persone fisiche per i redditi da pensione
Completando il percorso avviato con la scorsa Legge di Stabilità partendo dai pensionati con più di 74 anni, si prevede l’aumento della detrazione d’imposta (riconosciuta fino a 55.000 euro) per tutti i pensionati al fine di uniformare la loro no tax area a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro).

– Aumento dei trattamenti pensionistici di importo basso
Si prevede un intervento sulla somma aggiuntiva (la cosiddetta “quattordicesima mensilità”) teso sia ad aumentare gli importi corrisposti, sia ad estendere la platea dei beneficiari di circa 1,2 milioni di pensionati.

– Cumulo gratuito dei periodi contributivi
Si conviene sull’obiettivo di consentire la possibilità di cumulare senza oneri tutti i contributi previdenziali non coincidenti maturati in gestioni pensionistiche diverse, ivi inclusi i periodi di riscatto della laurea, ai fini sia delle pensioni di vecchiaia sia di quelle anticipate.

– Lavoratori precoci
Si concorda sull’obiettivo di favorire le carriere lavorative lunghe e iniziate in età molto giovane dai cosiddetti lavoratori precoci. In particolare, si prevede un intervento diretto a eliminare le penalizzazioni sul trattamento pensionistico in caso di accesso al pensionamento anticipato prima di 62 anni d’età e consentire l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi per disoccupati senza ammortizzatori sociali, persone in condizioni di salute che determinano una disabilità e lavoratori occupati in alcune attività particolarmente gravose.

– Lavori usuranti
Si conviene sull’obiettivo di introdurre nuove e migliori condizioni di accesso al pensionamento per le lavoratrici e i lavoratori occupati in mansioni usuranti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.

– Nuova forma di sostegno all’uscita flessibile dal mercato del lavoro – APE
Le lavoratrici e i lavoratori con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo (certificato dall’INPS) non inferiore a un certo limite potranno accedere su base volontaria a un nuovo strumento finanziario, denominato Anticipo Pensionistico (APE). L’APE rappresenta un “flusso finanziario ponte” di ammontare commisurato alla pensione di vecchiaia attesa al raggiungimento dei requisiti anagrafici e certificata dall’INPS; flusso erogato fino alla maturazione degli ordinari requisiti pensionistici di età per la pensione di vecchiaia. Particolari agevolazioni Sono previste per alcune categorie di lavoratori ritenuti in condizioni di maggior bisogno (APE agevolato).

– Uscite anticipate e flessibilità della previdenza complementare – RITA
Il Governo si impegna a realizzare un cambiamento normativo e fiscale della previdenza complementare per accrescere la flessibilità di utilizzo di tale strumento, al fine di adeguare le prestazioni della previdenza complementare anche alle necessità della gestione flessibile dell’uscita dal mercato del lavoro. Il Governo si impegna anche a definire strumenti di incentivazione fiscale finalizzati ad agevolare l’utilizzo volontario del TFR accantonato presso l’impresa o di contributi aggiuntivi per accedere alle prestazione anticipate di previdenza complementare.

Critica la CGIL sul requisito contributivo di 36 anni per i lavori gravosi e di 30 per le altre tipologie per accedere all’Ape agevolata. Apprezzato, invece,”il recupero del lavoro di cura come requisito della platea” dei beneficiari.
Susanna Camusso ha spiegato: “Se penso alle donne che hanno grande discontinuità contributiva, se penso al Mezzogiorno”, l’introduzione di questi requisiti “è stato inventato per escludere le persone”.

Vincent Dimaggio
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