Riforma pensioni 2016. Le novità: Ape su misura e aumento pensioni minime

inps pensioni

In attesa del vertice con i sindacati previsto per martedì le ultime novità sulla riforma delle pensioni che, si spera, arrivi già con la prossima legge di stabilità, parlano di flessibilità su misura.

La famosa APE, il meccanismo di anticipo pensioni che i tecnici del governo stanno mettendo a punto, dovrebbe permettere la possibilità di andare in pensione a 63 anni (fino a 3 anni e 7 mesi prima dei requisiti attuali) e l’anticipo sarà modulabile a richiesta.

In sostanza ciascuno potrà scegliere quanto farsi anticipare del proprio assegno pensionistico potendo optare tra il 100 per cento, la metà, un terzo. Basterà andare all’Inps, chiedere una specie di preventivo su quanto sarà la rata da restituire in futuro per l’anticipo pensionistico richiesto e accedere dunque al prestito pensionistico desiderato. Inoltre il governo potrebbe prevedere detrazioni in misura fissa in grado di azzerare la rata alle categorie più deboli e con redditi bassi.

Il problema di dover sopportare una rata ventennale di restituzione dell’anticipo pensionistico sarà meglio risolto da chi è esodato perché in questo caso l’Ape la paga lo Stato, e per chi è in esubero in quanto l’Ape la paga l’azienda. Chi invece sta meglio economicamente non dovrebbe accedere ad alcuna detrazione o beneficio anche se non dovrebbe soffrire di un perdita di oltre il 5% della pensione lorda, non più del 6-7% di quella netta.

L’altra idea è quella di aumentare le pensioni minime e per questo dovrebbe servire almeno un miliardo di euro, ma sarebbe un provvedimento davvero importante per tanti pensionati che a stento riescono ad arrivare a fine mese.

Importante sarà capire quale sarà la posizione dei sindacati nella riunione di domani e il confronto con le parti sociali in particolare tra governo e Cgil, Cisl e Uil che si preavvisa duro potrebbe anche vedere aperture importanti dell’esecutivo che potrebbero far giungere ad un accordo. In ballo nel vertice di domani con le parti sociali un capitale da 2 miliardi (un miliardo per i pensionandi e un miliardo per i pensionati) con le quali si devono pagare i costi di Ape, l’estensione o il rafforzamento della quattordicesima per i pensionati, gli interventi per consentire l’uscita anticipata dal lavoro ai cosiddetti lavoratori precoci e a coloro che sono impegnati in attività usuranti, la cancellazione delle penalizzazioni a carico di chi prima dei 62 anni può già ora, con più di 40 anni di versamenti, lasciare l’attività; la no tax area per i pensionati; la ricongiunzione gratuita, infine, dei contributi versati in fondi distinti.

Autore: Vincent Dimaggio

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