Ultime notizie riforma pensioni Inps. Attesa per incontro governo sindacati. Boeri attende

Governo e sindacati con i tavoli tecnici continuano a lavorare sulla riforma delle pensioni e sui vari singoli punti tra i quali l’Ape, esodati, “bonus” contributivo, di 4 o 6 mesi, per ogni anno di lavoro tra i 14 ed i 18 anni per consentire ai lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi, quattordicesima ad altri due milioni di pensionati.

La roadmap prevede entro fine luglio o al massimo all’inizio di agosto un incontro tra il ministero del Lavoro, Giuliano Poletti, il Sottosegretario alla presidenza, Tommaso Nannicini e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo che avrà il compito di fare il punto sui tavoli tecnici sin ora tenuti dai relativi esperti. Ad annunciare il prossimo incontro è stato il sottosegretario Nannicini che precisa “il vero punto di caduta sarà da qui a settembre” in prossimità della presentazione della legge di stabilità”.

Tito Boeri attende: come annunciato durante l’audizione al Senato, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, attenderà quale sarà il pacchetto di misure che concretamente uscirà dal confronto e dal lavoro dei tecnici per poi dare un suo giudizio, augurandosi comunque che i provvedimenti che probabilmente saranno già presentati con la prossima legge di stabilità non siano “misure estemporanee e parziali”.

I temi in campo – Non solo flessibilità in uscita ai lavoratori precoci ma anche esodati, no tax area e previdenza complementare i temi che saranno affrontati per un superamento, sperano i sindacati, dell’attuale legge Fornero che tante insoddisfazioni suscita.

Le coperture – Dall’altro canto il governo dovrà decidere cosa coprire e con quanto, valutare in sostanza quali novità normative portare in dote già nella prossima legge di stabilità di ottobre. Tra i contenuti anticipati dall’esecutivo si parla di “bonus” contributivo, di 4 o 6 mesi, per ogni anno di lavoro tra i 14 ed i 18 anni per consentire ai lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi. Si parla inoltre di “rallentamento” a partire dal 2019 dell’adeguamento automatico all’aumento dell’aspettativa di vita. Altri punti: le ricongiunzioni gratuite per tutti i lavoratori con contribuzioni in diverse gestioni alla riduzione strutturale della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione, collegati ad un investimento nell’economia reale e la famosa Ape, il prestito pensionistico per l’uscita anticipata dal lavoro con oneri differenziati in funzione del motivo per cui si accede alla flessibilità.

A proposito dell’APE: Acronimo di Anticipo pensioni, per ora si pensa ad pensionamento anticipato attraverso un prestito in banca, ammortizzabile in vent’anni, i cui oneri però sarebbero caricati su soggetti diversi: lavoratori, imprese e Stato riconoscendo apposite detrazioni fiscali per ridurne l’impatto fino ad azzerarlo, in funzione del motivo per il quale si accedere alla flessibilità.

L’impresa dovrà sostenere gli oneri dell’Ape nel caso di ristrutturazione aziendale che preveda l’uscita di dipendenti; invece in caso di dimissioni volontarie sarà chiesto al lavoratore di contribuire agli oneri compensati poi con una detrazione fiscale modulata in base al reddito; in caso di persone rimaste inoccupate, a poco dalla pensione, l’onere dell’anticipo potrebbe essere caricato sullo Stato.

Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, in un’intervista a Radio Radicale, ha dichiarato che alcune categorie di lavoratori potrebbero subire penalizzazioni alle pensioni con il meccanismo dell’APE. Si tratta di disoccupati, lavoratori precoci con 41 anni di contributi versati, lavoratori con mansioni usuranti, portatori di handicap e chi ha una pensione fino a 2000 euro lordi al mese. Damiano si augura che il Governo preveda detrazioni fiscali capaci di assorbire tali penalizzazioni conseguenti ala richiesta di prestito pensionistico.

Damiano ricorda che è anche necessario provvedere a varare l’ottava salvaguardia degli esodati su cui ha presentato una proposta di legge e di fare in modo che le ricongiunzioni contributive non siano onerose.

Estendere la quattordicesima ad altri 2 milioni di pensionati: Una ulteriore ipotesi avanzata sul Corriere, consiste nell’estendere l’assegno della quattordicesima ad altri due milioni di pensionati a basso reddito. Attualmente la quattordicesima viene percepita da più di due milioni di persone con almeno 64 anni d’età e un reddito inferiore ai 10 mila euro lordi l’anno, per la precisione 9.786 euro e 86 centesimi.

Nell’ipotesi del governo ci sarebbe alzare il limite di reddito fino a 13 mila euro lordi l’anno per estendere la quattordicesima ad altri due milioni di pensionati.
Per i contribuenti il costo viene stimato in circa 800 milioni di euro l’anno.

Incontro governo sindacati – L’obiettivo dell’incontro a livello politico tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti da una parte e i segretari di Cgil, Cisl e Uil dall’altra, resta quello di “trovare un quadro complessivo più o meno condiviso”. “Il confronto sta procedendo bene perché stiamo entrando sui contenuti e quando il dialogo si sviluppa sul dettaglio degli interventi, è sempre uno scambio proficuo”, ha dichiarato Nannicini.

CGIL “siamo lontani dalla risposta fondamentale che vorremmo”, dice il leader Susanna Camusso guardando alla modifica della legge Fornero sulle pensioni che il governo ha già escluso in partenza. Comunque bene la convocazione: “i confronti non possono essere infiniti e indefiniti” dice Susanna Camusso che però sulla valutazione complessiva della trattativa frena: “siamo lontani dalla risposta fondamentale che vorremmo, che è quella di una modifica strutturale della legge pensionistica e di un sistema che permetta di introdurre la flessibilità”.

UIL: “Era quello che avevamo richiesto per una valutazione politica delle soluzioni individuate al tavolo tecnico così che, alla ripresa, sapremo la direzione che sta prendendo il confronto”, commenta il segretario generale, Carmelo Barbagallo che sulla trattativa nel suo complesso aggiunge: “ci sono una serie di spunti positivi da approfondire; ormai non siamo più ai titoli ma ai sottotitoli e noi siamo moderatamente soddisfatti. C’è la volontà positiva di affrontare tematiche complesse per cui mi pare che il confronto possa continuare positivamente”.

Autore: Donato Paolino

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