Pensioni. Pensione anticipata: è boom di richieste con la Legge Fornero

Roma, 24 luglio 2015 – E’ un vero e proprio boom di richieste di pensioni anticipate quelle registrate dall’Inps nel primo semestre 2015 in regime di Legge Fornero, segno che molte persone evidentemente non vogliono aspettare vedere se nella prossima Riforma delle Pensioni prevarrà l’ipotesi del presidente Inps Tito Boeri che propone di introdurre il calcolo contributivo per consentire ad un lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni attualmente previsti o l’ipotesi del presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano e dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che prevede un meccanismo di penalizzazioni e incentivi a seconda degli anni che si intende lavorare in meno o in più.

Del resto le simulazioni Uil sulla pensione anticipata sulle ipotesi Boeri e Damiano sembrano premiare la seconda più che quella del presidente Inps, quest’ultima ritenuta meno allo Stato ma che inciderebbe maggiormente in modo negativo sugli assegni dei pensionati.

Intanto il report Inps sul Monitoraggio dei flussi di pensionamento indica un boom di pensioni anticipate nel primo semestre 2015 per tutte le categorie di lavoratori, con numeri particolarmente consistenti relativi ad artigiani con richieste praticamente triplicate rispetto al primo semestre 2014.

Tale andamento delle pensioni anticipate 2015 -spiega l’Inps – dipende principalmente dalle regole imposte dalla Riforma Fornero (legge 214/2011) “che ha introdotto la pensione anticipata in luogo della pensione di anzianità, la quale fino al 2011 veniva liquidata o con 40 anni di contributi o con il sistema delle quote: tale nuovo trattamento a partire dal 2012 richiede una anzianità decisamente superiore rispetto ai 35 minimi richiesti nelle quote. In particolare coloro i quali nel 2011 non sono riusciti ad agganciare il requisito delle quote anche in presenza di anzianità elevata (inferiore comunque a 40), poiché con età inferiore al requisito minimo richiesto (60 anni per i dipendenti – 61 per gli autonomi), hanno cominciato quest’anno a raggiungere in misura consistente i 42 anni e 6 mesi di anzianità richiesti dal trattamento anticipato. Tali considerazioni non valgono ovviamente per i cosiddetti salvaguardati, per i quali sono stati conservati in generale i requisiti per il pensionamento vigenti prima del 2012. che, spiega l’istituto di previdenza, “ha causato un blocco dei pensionamenti di anzianità incrementando notevolmente i requisiti contributivi per il diritto alla pensione anticipata, e in seguito alla quale, pertanto, solo ora un numero consistente di soggetti ha potuto raggiungere la maggiore anzianità richiesta per questo tipo di trattamento”.

Secondo i dati rilevati il 2 luglio scorso, nel 2014 sono state liquidate 256.580 pensioni a mentre nei primi due trimestri 2015 le pensioni sono 104.106. Il complesso delle gestioni dei lavoratori autonomi ha liquidato 164.309 pensioni con decorrenza 2014 e 86.716 con decorrenza 2015.

Con riferimento alla categoria “pensioni di anzianità/anticipate” si registra un aumento sia fra i dipendenti (il 34% nel primo semestre 2015 e il 22% nel 2014) sia fra gli autonomi (dove la quota passa dal 17 al 25%). La maggiore impennata si registra tra gli artigiani con pensioni anticipate triplicate rispetto all’analogo periodo 2014, mentre è raddoppio di richieste di dipendenti e commercianti. Nell’appendice normativa del report Inps, dopo i riferimenti alla principale normativa di riferimento costituita dal decreto-legge 201/2011 (cd. Decreto Salva-Italia) convertito con modificazioni nella Legge 214 del 22 dicembre 2011.  si legge:

 “Come si può desumere dall’analisi del prospetto il 2014 è stato un anno di innalzamento consistente del requisito di età per la pensione di vecchiaia delle donne (18 mesi per le lavoratrici dipendenti e 1 anno per le autonome), mentre per le pensioni anticipate il requisito di anzianità si è incrementato per tutti di un mese. Il 2015 invece è un anno di staticità di tutti i requisiti rispetto all’anno precedente.
E’ utile inoltre accennare anche alla possibilità fornita alle donne in via sperimentale fino al 31/12/2015 di potersi pensionare con l’opzione di calcolo contributivo con 35 anni di anzianità e 57 anni e 3 mesi di età per le lavoratrici dipendenti o 58 e 3 mesi per le autonome. La pensione di anzianità liquidata in seguito a tale scelta viene erogata con una finestra mobile di attesa di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome.”

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Autore: Vincent Dimaggio

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