Pensioni. Simulazioni Uil e flessibilità su ipotesi Cesare Damiano e Tito Boeri

Roma, 27 luglio 2015 – Si ritorna sul tema delle diverse ipotesi sulla Riforma delle Pensione 2015 per superare la Legge Fornero e la Uil ha eseguito diverse simulazioni sulle due proposte in campo. Il segretario della Uil Barbagallo ha dichiarato di attendere ancora la convocazione da parte del Ministro Giuliano Poletti per cambiare la Legge Fornero.

[easy_ad_inject_2] La proposta di Tito Boeri: il presidente inps propone di introdurre il calcolo contributivo per consentire ad un lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni attualmente previsti. Tale proposta penalizzerebbe maggiormente i pensionati pur non incidendo più di tanto sul debito previdenziale.

La proposta di Cesare Damiano e dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta prevede un meccanismo di penalizzazioni e incentivi a seconda degli anni che si intende lavorare in meno o in più. In sostanza il requisito minimo è di 35 anni di contributi ed l’assegno sarebbe pari ad almeno 1,5 volte quello sociale. Per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni di età pensionabile si perde un 2% sino ad arrivare ad un taglio dell’8% per chi va in pensione a 62 con 35 anni di contributi. Se si hanno più anni di contributi la penalizzazione è più leggera.
La proposta avrebbe costi maggiori per lo Stato che lo stesso Boeri stima in 10 miliardi di euro ma penalizza meno gli assegni dei pensionati.

Le simulazioni della UIL:

“La Uil ritiene assolutamente necessario reintrodurre la flessibilità di accesso alla pensione. La Legge Fornero ha provocato una rigidità eccessiva che va rimossa sia per rispondere alle attese dei lavoratori sia per favorire un efficace turnover nel mercato del lavoro.” si legge in un comunicato del sindacato che aggiunge “L’ipotesi avanzata recentemente dal Presidente dell’INPS, di introdurre tale flessibilità applicando totalmente il sistema contributivo, è profondamente sbagliata e iniqua. Boeri ha indicato per i lavoratori che sceglieranno tale opzione uno scostamento tra il 7% e il 10% rispetto al calcolo attuale. Tale dato è riconducibile a un calcolo sterile effettuato senza tenere conto della reale situazione dei singoli lavoratori. Un’analisi sulla situazione reale porta a ben altre conclusioni. Lo studio che qui presentiamo dimostra come, applicando questa conversione, i futuri pensionati avrebbero una riduzione media del trattamento tra il 10% e il 34%.
I lavoratori non possono continuare a pagare la gigantesca operazione di cassa fatta dai provvedimenti Monti-Fornero. Bisogna reintrodurre la flessibilità in uscita per i lavoratori senza penalizzazioni ulteriori oltre a quelle implicite. ”

Caso A
Lavoratrice dipendente con 62 anni di età, primi versamenti contributivi a giugno 1979 (36 anni di anzianità contributiva ad oggi), carriera lavorativa senza interruzioni, appartenete al regime “misto” non avendo maturato 18 anni prima del 1995, reddito medio negli ultimi 10 anni 39.800 euro, decorrenza pensione luglio 2015. L’importo lordo della sua pensione con l’attuale disciplina sarebbe paria 2163 euro/mese, importo che per effetto del calcolo tutto contributivo scende a quota 1.889 con un calo di 247 euro mese (-12,67%), ovvero 3.211 euro in meno all’anno. Applicando le penalizzazioni della proposta Damiano il taglio sarebbe invece pari al 7,7% (-166,5 euro/mese).

Caso B
Lavoratrice dipendente con 62 anni di età, primi versamenti contributivi a gennaio del 76 (39 anni e 6 mesi di contribuzione), carriera lavorativa senza interruzioni, appartenente al regime retributivo fino al 2012, reddito medio ultimi 10 anni circa 34.500 euro, decorrenza pensionamento luglio 2015. L’importo lordo della sua pensione con l’attuale disciplina sarebbe paria 2.209 euro/mese, importo che per effetto del calcolo tutto contributivo scende a quota 1.527 con un calo di 682 euro mese (-30,87%), ovvero ben 8.866 euro in meno all’anno per il resto della vita della lavoratrice. Applicandole penalizzazioni della proposta Damiano il taglio sarebbe invece pari a circa il 4,5% (-99 euro/mese).

Caso C
Lavoratore dipendente 62 anni di età, 35 anni di contribuzione, carriera lavorativa senza interruzioni, appartenete al regime retributivo fino al 2012, reddito medio ultimi 10 anni 33.000 euro. L’importo lordo della sua pensione con l’attuale disciplina sarebbe paria 2.345 euro/mese, importo che per effetto del calcolo tutto contributivo scende a quota 1.549 con un calo di 796 euro mese (-33,94%), ovvero 10.348 euro in meno all’anno. Applicandole penalizzazioni della proposta Damiano il taglio sarebbe invece pari all’8%, il massimo previsto (-188euro/mese).

Barbagallo (Uil) – Attendiamo convocazione per cambiare la Legge Fornero – Il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, a margine di un convegno sul tema delle pensioni organizzato dalla Uil Varese ha dichiarato: “Abbiamo deciso, unitariamente, di chiedere una profonda modifica della Legge Fornero: stiamo aspettando che il ministro Poletti ci convochi. Bisogna dare flessibilità in uscita ai lavoratori, perché non tutti possono andare in pensione alla stessa età, ma bisogna farlo senza penalizzazioni. La flessibilità in uscita, poi, si deve accompagnare alla stabilità per i giovani in entrata. Quello che stanno cercando di proporre non ci piace: dobbiamo discutere. Noi siamo pronti a una discussione che porti a un accordo. Se all’inizio di settembre non ci sarà stato ancora alcun approccio, valuteremo le iniziative da mettere in campo per sollecitare il Governo”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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3 pensieri riguardo “Pensioni. Simulazioni Uil e flessibilità su ipotesi Cesare Damiano e Tito Boeri”

  1. Troverei più razionale la proposta di Damiano (penalizzazioni al 2% x anno). La legge Fornero per quanto mi abbia penalizzato, ha un suo fondamento sul risparmio del governo nel capitolo pensioni. Ritengo comunque che trascorsi i 35 anni di contribuzione con 62 di età (io sono a 39/63) si possa avere la possibilità di scegliere. Non mi sto a dilungare sull’aspetto dei diritti acquisiti, poiché quelli valgono solo per alcune categorie di “lavoratori” ai quali nulla viene tolto, anzi….
    Grazie per l’opportunità, anche se le mie parole sono, come quelle di tanti altri, gettate al vento!
    Al

  2. prima di fare considerazioni sui nostri politici, bisognerebbe che molti datori di lavoro la finissero di rubare il futuro ai propri dipendenti: paghino i contributi pensionistici; certo, sarebbe più facile se il costo del lavoro fosse più basso.

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