Pensioni. Tito Boeri e i dati sul “welfare al contrario” che premia più i ricchi che i poveri

Roma, 8 agosto 2015 – La riforma delle pensioni sul fronte flessibilità in uscita tra le proposte di Tito Boeri e di Cesare Damiano, si vedono oggi di fonte un nuovo capitolo che fa senz’altro discutere sul rapporto di distribuzione della spesa pubblica tra i cittadini più ricchi e quelli più poveri.

[easy_ad_inject_1] Secondo il Corriere la spesa assistenziale attualmente premia i ricchi e non i poveri cosa che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, sospettava già quando era semplice economista, ma ora che ha una visione diretta dei dati ne ha avuto la conferma.

Secondo gli ultimi dati Inps la spesa per prestazioni assistenziali gestita dall’Istituto Nazionale di Previdenza e legata anche a requisiti di reddito e suddividendo le famiglie che ne beneficiano in dieci decili secondo l’Isee (misura reddito e patrimonio) si osserva che essa va per meno di un quarto (il 23%, per la precisione) agli ultimi 4 decili, cioè al 40% delle famiglie più povere.

La cosa ancora più incredibile è che all’ultimo decile, le famiglie più povere in assoluto va solo il 4% della spesa, mentre il 10% delle famiglie più ricche beneficia del 14% della spesa e al secondo decile dei più ricchi va, in proporzione, la fetta maggiore dell’assistenza, il 19%.

I più ricchi dunque si prendono la maggior parte della fetta di 20 miliardi di spesa l’anno, di cui la metà per le integrazioni delle pensioni al minimo, quasi 5 miliardi per pensioni e assegni sociali e il resto per maggiorazioni varie delle pensioni, sempre legate al reddito.

Perché accade questo? Il Correre spiega due ragioni: “La prima è che una parte delle prestazioni in pagamento sono ancora quelle liquidate quando i requisiti di reddito non erano previsti dalle norme o erano meno severi. Per esempio, l’integrazione al minimo, che lo Stato dà a 3,5 milioni di pensionati che hanno meno di 15 anni di contributi versati e non raggiungono l’importo minimo fissato per legge ogni anno (502,38 euro al mese nel 2015), fino al 1983 era concessa indipendentemente dal reddito e dall’83 al 1992 sulla base dei redditi del solo pensionato, mentre solo dal 1992 si considera anche quello del coniuge.

La seconda ragione che spiega il paradosso è che un conto è considerare come requisito per la prestazione il solo reddito Irpef, come si fa ora, un altro l’Isee, che include anche la ricchezza patrimoniale immobiliare e mobiliare (conti correnti, depositi, titoli, azioni e altri investimenti finanziari) e il possesso di veicoli e che lo fa non solo per il beneficiario, ma anche per il coniuge e i figli, cioè per tutti i tutti i componenti del nucleo familiare. ”

Insomma troppi calcoli da fare e intanto si discute sulla proposta di flessibilità di Tito Boeri che propone di introdurre il calcolo contributivo per consentire ad un lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni attualmente previsti. Tale proposta penalizzerebbe maggiormente i pensionati ma ha il vantaggio di non incidere più di tanto sul debito previdenziale.

La proposta di Cesare Damiano e dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta prevede un meccanismo di penalizzazioni e incentivi a seconda degli anni che si intende lavorare in meno o in più. In sostanza il requisito minimo è di 35 anni di contributi ed l’assegno sarebbe pari ad almeno 1,5 volte quello sociale. Per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni di età pensionabile si perde un 2% sino ad arrivare ad un taglio dell’8% per chi va in pensione a 62 con 35 anni di contributi. Se si hanno più anni di contributi la penalizzazione è più leggera.
La proposta avrebbe costi maggiori per lo Stato che lo stesso Boeri stima in 10 miliardi di euro ma penalizza meno gli assegni dei pensionati.

Vedi le simulazioni UIL

[easy_ad_inject_2]

Autore: Vincent Dimaggio

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *