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Riforma pensioni Inps. Boeri: “Rendere il sistema socialmente e finanziariamente sostenibile”

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Roma, 20 novembre 2015 – Archiviata la riforma delle pensioni almeno in questa Legge di Stabilità 2016, Tito Boeri torna sulla sua proposta in un’intervista rilasciata al Sole24Ore.

[easy_ad_inject_1] La proposta del presidente dell’Inps Tito Boeri è semplice: introdurre il calcolo contributivo per consentire ad un lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni attualmente previsti, ed inoltre era proposto un Il nostro è destinato a persone al di sopra dei 55 anni con un reddito al di sotto di un certo livello. Persone che sono davvero in stato di bisogno.

Alla proposta Boeri si aggiungeva anche quella depositata alla Camera dal presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano e dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che prevede un meccanismo di penalizzazioni e incentivi a seconda degli anni che si intende lavorare in meno o in più, requisito minimo 35 anni di contributi ed un assegno pari ad almeno 1,5 volte quello sociale. Per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 anni di età pensionabile si perde un 2% sino ad arrivare ad un taglio dell’8% per chi va in pensione a 62 con 35 anni di contributi. Se si hanno più anni di contributi la penalizzazione è più leggera.

Il punto di partenza della proposta Boeri presentata a giugno al Governo di Renzi e Padoan ” è che noi vogliamo rendere il sistema non soltanto finanziariamente ma anche socialmente sostenibile. Se il patto tra generazioni non viene percepito come equo questo patto rischia di non reggere. Inoltre, la proposta taglierebbe il debito pensionistico, alleggerendo il fardello che grava sui giovani.”  dichiara al Sole24Ore aggiungendo che i rapporti con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti “sono ottimi e lavoriamo a stretto contatto”.

Sulle critiche di molti parlamentari alla proposta, Boeri replica “Diciamo che la pesantezza degli attacchi personali è strettamente proporzionale all’entità dei tagli che noi produciamo sui loro vitalizi. L’intervento sui vitalizi è certamente un aspetto di equità importante; devono essere trattati come le pensioni di tutti gli altri lavoratori.”.

La proposta Boeri se fosse diventata realtà non colpiva pensioni sotto i 3500 lordi “Inoltre una persona soggetta interamente al sistema contributivo non deve temere nulla. Più alta è la quota del contributivo minore è l’entità degli interventi. Tra i 3.500 e i 5.000 euro non prevediamo tagli, il peggio che può accadere è che la pensione non venga indicizzata all’inflazione. Complessivamente, la parte di proposta che riguarda l’aggiustamento delle pensioni interesserebbe 250mila persone su una platea di 16 milioni di pensionati.”

Per le donne “l’opzione donna rimane l’unica possibilità di uscita anticipata per le donne. Noi abbiamo proposto un’uscita flessibile basata su criteri anagrafici e non contributivi pensando anche alle donne, che hanno carriere più discontinue rispetto agli uomini.”

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Vincent Dimaggio
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