Riforma Pensioni Inps. PD lavora sul prestito ponte. Camusso: costruire solidarietà

Renzi potrebbe prevedere presto un innalzamento del bonus fiscale a 100 euro anche per le pensioni minime. Il PD lavora su due progetti che prevendono il prestito ponte. Susanna Camusso: il governo dopo aver annunciato 27 volte che affrontava il tema delle pensioni non lo vuole fare

Roma, 22 aprile 2016 – Pensione anticipata, flessibilità in uscita e prestito ponte: la proposta del PD

Il Partito Democratico ha depositato due progetti di legge in Parlamento, nei quali si prevede la possibilità di andare in pensione con 3 anni di anticipo ottenendo un assegno mensile di circa 850 euro grazie ad un prestito-ponte da restituire poi a rate in 20 anni una volta maturati i requisiti pieni per andare in quiescenza.

L’operazione non graverebbe sull’Inps ma sarebbe centrale il ruolo delle banche come spiega il senatore PD Carlo Santini a La Stampa “Noi abbiamo immaginato questa soluzione per affrontare innanzitutto il problema dei disoccupati involontari di lunga durata over 55 e stimiamo che un’operazione del genere costi qualche centinaio di milioni». E’ chiaro che se la si volesse estendere all’intera platea, anche allo scopo di agevolare il ricambio anziani-giovani, i costi salirebbero molto.

Secondo Marialuisa Gnecchi, deputata Pd della commissione Lavoro, quando si ragiona di flessibilità i costi non sono un problema insormontabile: “Con le ultime riforme – sostiene – di qui al 2050 risparmieremo ben 60 punti di Pil, ovvero 900 miliardi di euro, e non credo che sia un grosso problema spalmarli al 2080”.

Susanna Camusso: serve costruire solidarietà “Ma cosa è il prestito pensionistico? Possiamo smetterla di trovare ipotesi in libertà che hanno tutte lo stesso significato: che il governo dopo aver annunciato 27 volte che affrontava il tema delle pensioni non lo vuole fare”. Così il segretario Cgil, Camusso.
Serve “una solidarietà del sistema, non basta ragionare di aspettativa di vita, perché non è la stessa per un dirigente e per un muratore”,dice. Si vuol continuare a risparmiare sulle pensioni, invece bisogna “investire perché non si creino generazioni di poveri”.

Renzi potrebbe aumentare il bonus fiscale a 100 euro anche per le pensioni minime:

Secondo quanto si apprende Renzi e il suo governo starebbero mettendo in campo il progetto di elevare il bonus da 80 euro concesso ai lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 26 mila euro lordi l’anno e portarlo fino a 100 euro allargando lo stesso anche ai pensionati al minimo, quelli che percepiscono un assegno mensile inferiore a 500 euro.

Una possibilità che secondo le stime che circolano a Palazzo Chigi, dovrebbe costare circa 4,4 miliardi di euro ma che ritornerebbero allo Stato grazie al maggiore acquisto che potranno fare molte famiglie incrementando così consumi e produzione.

Autore: Vincent Dimaggio

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