Riforma Pensioni. Lorenzin e Camusso: rivedere età pensionabile. Furlan:”rispettare gli impegni”

Roma, 8 marzo 2016 – La celebrazione dell’8 marzo dedicata alle donne ha fatto aprire una riflessione sull’età pensionabile a diverse personalità.

La leader del sindacato CGIL, Susanna Camusso, ha lanciato un appello raccolto dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin per rivedere la legge sulle pensioni ed il limite dell’età pensionabile.

L’occasione è stato il convegno “Le Donne per la Farmaceutica, La Farmaceutica per le Donne”, organizzato a Roma ieri lunedì 7 marzo, da Farmindustria al Tempio di Adriano.

“Smettiamola di dire viva viva l’allungamento delle pensioni. Lavorare per più tempo non fa bene al Paese”, ha dichiarato Susanna Camusso. “Non festeggiamo per questa riforma delle pensioni ci sono donne che hanno iniziato a lavorare a 14 anni e dovranno continuare fino a 70. Vedo Lorenzin che applaude, spero si impegni davvero per cambiare qualcosa”.

Il Ministro Lorenzin raccolto l’appello:

“Dopo aver lavorato, essere diventate madri, donne in carriera, dopo aver aiutato i nonni, gli zii e aver cresciuto i proprio figli – ha affermato il Ministro della Salute – dobbiamo lavorare fino a 70 anni e stare attente che una ventenne super smart non ci freghi il lavoro e anche il marito”.

Il concetto espresso dunque è quello della necessità di rivedere la legge sulle pensioni ed il limite dell’età pensionabile, poiché se lavorare fino alla soglia dei 70 anni è in vari casi “insostenibile” per gli uomini, lo è, tanto più, per le donne.
Per la donna va considerata la sua peculiare funzione “sociale” -sottolineano- cura ed assistenza bambini ed anziani. Un “carico” difficilmente conciliabile con tempi di lavoro e innalzamento età pensionabile.

Ma non solo sul fronte delle pensioni le donne sono svantaggiate. Il Ministro Lorenzin, in occasione della presentazione al ministero delle iniziative in programma per la Giornata per la salute della donna che si celebrerà il 22 aprile, ha dichiarato che ”purtroppo le donne sono ancora pochissime, ma spero che la nuova legge che ho istituito sulla nomina dei manager in sanità, finalizzata a premiare il merito, possa vedere protagoniste più donne”.

”Le ragazze laureate in Medicina sono molte di più dei ragazzi così come è maggiore il numero di donne medico, ma le donne nei posti apicali della Sanità ancora sono in pochissime – ha sottolineato Lorenzin – mentre una maggiore loro presenza in ruoli dirigenziali si registra nel settore dell’industria farmaceutica”.

Su 109.682 unità, il 40,5% sono donne, ma pochissime sono quelle che svolgono ruoli dirigenziali.

Ma ritorniamo alle pensioni.

Sul tema della flessibilità previdenziale è intervenuta anche Annamaria Furlan, leader della Cisl che ha chiesto al Governo di rispettare gli impegni che i tanti Ministri hanno preso nei confronti dei sindacati. Sulla stessa linea anche il leader UIL Carmelo Barbagallo che invita il Governo a dare un segno propositivo sulle pensioni.

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