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Riforma pensioni. Padoan conferma: “Esistono già forme di flessibilità. Sugli esodati stiamo studiando nuovi interventi”

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Roma, 17 settembre 2015 – Nessuna flessibilità nuova e al limite si pensa solo agli esodati. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha confermato dai microfoni di Sky che il tema della flessibilità non è attualmente nell’agenda del Governo e al question time in Parlamento conferma che si stanno valutando soluzioni per gli esodati “ma non vi è nessuna certezza”.

[easy_ad_inject_1] Tutto quanto detto nei mesi scorsi dal ministro Poletti e da parte della maggioranza trova oggi uno stop ormai definitivo dal Ministero dell’Economia.

“Riguardo alle pensioni il principio della flessibilità in uscita per chi va in pensione è giusto, va valutato in termini di meccanismi e coperture”, ma “per il momento non è all’ordine del giorno della legge di Stabilità” ha detto Padoan.

Per ora dunque tutte le ipotesi di Tito Boeri o di Cesare Damiano sulle forme di uscita non avranno per ora seguito nella Legge di Stabilità e nemmeno si sa quando se ne parlerà.

Sulla flessibilità Padoan ha dichiarato: “Gli oneri di una maggiore flessibilità sulle pensioni si manifesterebbero nell’immediato con un impatto sul sentiero di aggiustamento della finanza pubblica” e dunque questo progetto va “valutato con attenzione. Introdurre ulteriore flessibilità comporterebbe oneri rilevanti strutturali per la finanza pubblica. Andrebbe quindi valutato con attenzione il progetto tenendo conto dei costi e dei benefici”. E conclude che la flessisbilità “se deve essere considerata deve essere coerente con il principio di sostenibilità di lungo termine della riforma. “Una modifica strutturale della riforma andrebbe contro il principio della sostenibilità dei conti”, ha rilevato Padoan, ricordando che “esistono già forme di flessibilità” che consentono di andare in pensione prima con un numero elevato di anni di contribuzione e per chi rientra nel sistema di calcolo contributivo o misto.

Si prevede intanto nel 2017 una nuova tassa con cui eventualmente finanziare coloro che vogliono andare prima in pensione, quella che Renzi definisce “Digital tax” ma meglio si potrebbe chiamare “Google Tax” ma per ora Padoan non dà nulla per scontato: “Aspettiamo di vedere cosa fa Bruxelles, nel frattempo immaginiamo una tassa per far pagare nei luoghi dove vengono fatte le transazioni e gli accordi”.

 

E le speranze agli esodati arrivano dal Mef con un comunicato stampa che recita così: “I Gabinetti dei ministeri dell’Economia e delle Finanze e del Lavoro e delle Politiche Sociali si sono confrontati nella giornata di ieri per valutare il problema dei lavoratori rimasti senza occupazione nel 2011, con scarse possibilità di ricollocamento sul mercato del lavoro e prossimi alla pensione senza però averne maturato i requisiti.
Dopo le modifiche al sistema previdenziale introdotte dalla legge Fornero alla fine del 2011, i governi e il Parlamento sono intervenuti con sei distinti provvedimenti di salvaguardia a tutela dei lavoratori che avevano sottoscritto collettivamente accordi di incentivo all’esodo. Il governo sta attualmente valutando una soluzione.
Il ministro Padoan e il ministro Poletti stanno seguendo i lavori con l’obiettivo di dare una risposta alle situazioni di disagio”.

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Vincent Dimaggio
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