Riforma pensioni. Ipotesi flessibilità in due tempi.

Roma, 29 settembre 2015 – Il termine della Legge di Stabilità si avvicina e entro il 15 ottobre dovrebbe essere depositata la proposta concreta sulla flessibilità tanto promessa da Renzi pur con la necessità di far quadrare i conti.

[easy_ad_inject_1] Nonostante varie chiusure, lo stesso Ministro Padoan aveva aperto a questa possibilità: “Il governo è impegnato ad analizzare la questione a partire dalla legge di Stabilità e compatibilmente con il quadro di finanza pubblica” aggiungendo che “Ogni cambiamento” del sistema pensionistico va attentamente valutato” tenendo conto delle “implicazioni per i conti pubblici”.

La posizione di Padoan è nota sia sugli esodati: “Lavoriamo a una soluzione definitiva e le risorse ci saranno” sia sulla flessibilità in generale: “Nella prossima legge di Stabilità si esploreranno eventuali misure che permettono di utilizzare uscite anticipate rispetto all’età pensionabile, che siamo però compatibili con i vincoli di bilancio. Certo è che l’idea che la flessibilità sia a costo zero è semplicemente inesatta. L’operazione costa, bisogna vedere come viene attribuito questo costo e a chi”.

Ma la coperta è corta e si valuta anche la sorte del bonus contributivo triennale previsto per quest’anno per le assunzioni a tempo indeterminato: “Valuteremo se sarà utile utilizzare risorse per la decontribuzione per continuare con queste misure oppure come io personalmente credo, ma posso essere smentito, non siano più necessarie perché siamo fuori dalla fase di emergenza – ha dichiarato il Ministro dell’Economia – In quel caso le risorse potrebbero essere destinate a altri scopi, per esempio sgravi fiscali permanenti di diversa natura ma sempre con l’obiettivo generale di favorire crescita e investimenti”

Ma si ipotizza anche una flessibilità in due tempi tra il 2016 e 2018. E’ l’ipotesi spiegata dal Messaggero secondo cui le intenzioni di Renzi sarebbero di inserire un po’ di flessibilità già nella Legge di Stabilità 2016 e potrebbe essere questa la decisione alla fine del vertice tra Matteo Renzi e i ministri Giuliano Poletti e Pier Carlo Padoan. Ci sono poi altre promesse intanto da mantenere come l’abolizione e la riduzione di Imu e tasse sulla casa. Una seconda fase più strutturata di flessibilità potrebbe arrivare nel 2018 alla luce della situazione dei conti pubblici.

Precedenza a esodati, donne e disoccupati – Tra le ipotesi della prima tranche di flessibilità vi sono il pensionamento anticipato a 62-63 anni con 35 anni di contributi con penalizzazioni fino al 1-15 per cento, ma solo per disoccupati senior e donne; salvaguardia per una parte dei 50 mila esodati. Per tutti gli altri se ne dovrebbe parlare fra due anni.

Cesare Damiano replica a Padoan: Il presidente della XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, autore di una delle due proposte di flessibilità (l’altra è quella di Tito Boeri, presidente Inps) ha replicato al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che aveva dichiarato che l’idea di una flessibilità a costo zero è “inesatta”.
Per Damiano con la sua proposta di riforma delle pensioni “si possono ottenere addirittura dei risparmi” e spiega: “se si anticipa la pensione a 62 anni, avendo 35 anni di contributi e accettando l’8% di penalizzazione nell’assegno di pensione, si avrà un costo per i primi 4 anni e un risparmio per i successivi 18”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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Un pensiero riguardo “Riforma pensioni. Ipotesi flessibilità in due tempi.”

  1. Dite sempre che mancano soldi,perché il governo non toglie immediatamente tutti i privilegi che hanno i politici, perché non rivede chi ha stipendi d’ oro e pensioni d’oro perché non toglie ha tutti i vitalizio,perché?questa è giustizia questa è una nazione democratica,è una vita che tutti quelli che decidono della nostra vita si sono arricchiti,e noi paghiamo sempre per tutto, una donna con35 anni di contributi è giusto che vada in pensione aprescindere dall’ età per continuare a lavorare a casa aiutare i figli i nipoti, seguire il genitore malato,vergogna vi dovreste solo vergognare, io dopo35 anni di lavoro se mi fanno andare in pensione prenderò un po’ più di mille euro,e li vogliono pure penalizzare,probabilmente meno di quanto spendono loro x una cena o per regalare una borsa alla moglie, io con i miei mille euro devo pure aiutare i figli vergognoso perché questo stato x i giovani non fa niente

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