Riforma pensioni. Tito Boeri su vitalizi politici e esodati: “Problema non risolto”. UE:”Italiani più pessimisti”

Roma, 2 novembre 2015 – Archiviata per ora una riforma organica della pensione restano in sospeso diverse criticità: non solo la questione sui vitalizi dei politici italiani ma soprattutto la questione degli esodati che è tutt’altro che risolta.

[easy_ad_inject_1] Su questi temi è intervenuto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, intervistato nella trasmissione di Lucia Annunziata “In Mezz’Ora”, in onda su Raitre, secondo il quale sui vitalizi dei politici è necessario dare una stretta. In particolare per i vitalizi dei politici da “oltre 80-85mila euro all’anno” è stata proposta “una riduzione che arriva anche fino al 50% del vitalizio”.

Ad essere coinvolti in questo possibile provvedimento sarebbero 200mila persone circa.

Ma il tema più urgente resta senz’altro quello degli esodati anche alla luce della settima salvaguardia introdotta con la legge di stabilità e che per stime del presidente Inps costerà allo Stato circa 1,5 mld. Per Tito Boeri si tratta di una criticità non ‘non del tutto risolta’ e per cui si ‘rischia uno strascico’.

“Si sta chiudendo la settima salvaguardia – ha dichiarato Boeri – ma c’è già una forte pressione per avere l’ottava”. Per Boeri sarebbe necessario un “intervento strutturale per risolvere la questione in maniera definitiva, con una flessibilità in uscita e preoccupandosi dei veri esodati che non sono mai stati coperti come i lavoratori di piccole imprese dove non c’erano accordi, che semplicemente sono stati licenziati e non sono mai stati coperti, che si trovano tra i 55 e i 65 anni e che si sono ridotti in povertà. Lì – sostiene Boeri – bisognerebbe studiare strumenti di sostegno al reddito”.

Boeri dunque ripropone la sua soluzione: flessibilità in uscita dando “una pensione più bassa a chi va in pensione prima”. E’ necessario “fare l’ultima riforma delle pensioni, intervenire prima che sulla sostenibilità dei conti, sulla sostenibilità sociale, per evitare iniquità”. Una riforma i cui cardini dovrebbero essere “l’unificazione delle pensioni e la flessibilità sostenibile”. “L’Inps è sicuramente una macchina importantissima, perché gestisce qualcosa di molto importante che riguarda la vita degli italiani. Al suo interno ci lavorano persone che hanno passato la vita a dare aiuto agli italiani, c’e’ stato sicuramente qualcosa che non ha funzionato, ma è un errore definirlo ‘un carrozzone’. “Il bilancio dell’Inps – dice Boeri – è grande e conta per circa metà il bilancio dello stato. Per il 49 per cento prestazioni come pensioni e cassa integrazione, al fronte delle quali c’è una legge dello stato che stabilisce diritti soggettivi. Il bilancio dell’Inps non deve preoccupare questi pensionati che dovrebbero preoccuparsi solo in caso di fallimento dello Stato”.

A Boeri replica il senatore della Lega Roberto Calderoli “Boeri smentisce clamorosamente Renzi: nonostante le rassicurazioni del premier e del ministro Poletti, il presidente dell’Inps ammette che il problema esodati non è ancora stato risolto e potrebbero esserci altri strascichi nonostante la settima misura adottata per cercare di mettere una pezza alla vergognosa riforma Fornero!”.

Pensioni, italiani più pessimisti in Ue: secondo quanto emerge dal Barometro Edenred-Ipsos 2015 sul benessere e la motivazione dei dipendenti europei, gli italiani tra i 55 e 64 anni sono i più pessimisti nell’Unione Europea verso il futuro e sono tra i più insoddisfatti della qualità di vita al lavoro.
Secondo lo studio, condotto in 14 Paesi dell’UE, i cittadini italiani quando pensano agli anni che li separano dalla pensione, si sentano i più sfiduciati in Europa (52%), e tra i meno motivati, insieme ai francesi (55%).

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Autore: Vincent Dimaggio

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Un pensiero riguardo “Riforma pensioni. Tito Boeri su vitalizi politici e esodati: “Problema non risolto”. UE:”Italiani più pessimisti””

  1. chiacchiere (pro elettorali) a beneficio del popolo bue per far digerire qualche altro taglio, ai ceti medio bassi, e al walfare

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