Riforma pensioni. Tutto rinviato, Matteo Renzi: flessibilità pensionistica in pochi mesi

Roma, 13 ottobre 2015 – La questione riforma pensioni non sarà inserita nella legge di Stabilità. Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, stamane nel corso di un’intervista telefonica. Non ci sono i tempi per mettere a punto soluzioni definitive sul tema flessibilità delle pensioni, che va dunque rinviato al prossimo anno.

[easy_ad_inject_1]Il premier Renzi ha detto che potrà avere un primo quadro della situazione entro pochi mesi, tempo occorrente ad esperti e governo per mettere mano alle modifiche alla legge Fornero e risolvere la questione esodati.

Sono oltre 50mila, infatti, gli esodati che aspettano una proposta credibile dal governo, persone che non hanno più un lavoro e che non possono richiedere la pensione per mancanza dei requisiti.

Renzi ha dunque rinviato al 2016 la flessibilità, tanto promessa, dall’uscita dal lavoro che ha provocato una brusca reazione dei sindacati, i quali ritenevano necessario un’azione immediata da parte del governo.

“L’intervento sulla flessibilità delle pensioni sono pronto a chiuderlo nel giro di pochi mesi ma non in modo raffazzonato. Sono molto preoccupato di non fare pasticci come in passato: faremo partire con l’Inps un grande lavoro di coinvolgimento degli interessati. Prima di intervenire, vogliamo ascoltare quella fascia di persone in procinto di andare in pensione, anche per avere una stima di quante sono”

ha detto il premier, Matteo Renzi.

Si apprende, inoltre, che Renzi sta valutando con Pier Carlo Padoan, il ministro dell’Economia, l’ipotesi di creare una specie di salvagente per il 2015. Una misura di cui potranno beneficiare soltanto gli esodati e le donne. Secondo quanto riporta il Messggero, nella legge di Stabilità dovrebbero essere inseriti “alcuni aggiustamenti per risolvere i problemi più urgenti”.

Il governo punta dunque a tutelare innanzi tutto le donne che dal 1° gennaio 2016 si vedranno aumentare l’età pensionabile, dagli attuali 63 anni e 9 mesi a 65 anni e 7 mesi. Nelle stanze di Palazzo Chigi si sta valutando l’ipotesi di inserire nella legge di Stabilità un’estensione dell’opzione donna del 2015 in modo da permettere alle donne con 57 anni di età e 35 di contributi di poter andare in pensione anche se con un assegno inferiore e che resterà tale per il resto della vita.

Il governo sta pensando anche ad una soluzione in extremis per i 50 mila esodati in attesa e nel prossimo consiglio dei ministri, previsto per giovedì prossimo, si discuterà sull’ipotesi di apportare accorgimenti anche per chi è a casa senza più lavoro e senza pensione, finanziando la settima salvaguardia.

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Autore: Donato Paolino

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