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Riforme. Renzi al Pd: “disponibile a trattare su funzioni ma impianto art.2 non si discute”

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Roma, 10 settembre 2015 – Il premier Renzi avverte le fasce più oltranziste del Pd aprendosi alla possibilità di modifiche su funzioni ma non sull’impianto della norma che riguarda l’elettività del nuovo Senato. In Senato è infatti ripresa la discussione sull’approvazione delle riforme alla Costituzione che sta mettendo a dura prova l’unità del Partito Democratico, e la tenuta del governo, in particolare per quanto riguarda l’art.2 del ddl Boschi, quello che introduce una nuova forma di elettività indiretta del Senato.

[easy_ad_inject_1]Il presidente del consiglio, Matteo Renzi ha fatto intravedere un’apertura alla discussione ma non sull’elettività dei senatori, bensì sulle loro funzioni. E’ questa la proposta lanciata ieri dal premier all’assemblea con i senatori del Partito Democratico impegnati nella discussione in seconda lettura del disegno di legge Boschi.

Corradino Mineo, il più contrario all’approvazione dell’art.2 così come formulato, ha annunciato che non ci sarà alcuna trattativa e che gli emendamenti presentati non verranno ritirati. Il gruppo di Mineo conta 28 senatori, numeri che potrebbero incidere non poco sul buon esito della votazione.

“Sulle riforme ci sono punti aperti ma l’impianto è largamente condiviso. Le riforme hanno restituito la credibilità internazionale e in Europa all’Italia. Propongo che tutte le modifiche siano concordate da subito tra senatori e deputati Pd”

ha detto Renzi nel corso dell’assemblea con i senatori del Pd secondo fonti parlamentari.

Il premier ha anche spiegato che non si può mettere in discussione la doppia lettura conforme riguardo all’articolo 2, sottolineando che la riforma della Costituzione è l’architrave delle riforme.

Secondo il Ministro per le riforme, Maria Elena Boschi, la maggioranza è compatta e il governo ha i numeri necessari per poter lavorare e portare avanti le riforme che occorrono al paese.

Gli emendamenti presentati al Senato, dove la riforma approda in terza lettura, sono oltre 500mila di cui la maggior parte presentati dalla Lega Nord.

Ma vediamo cosa dispone l’articolo 2 del ddl Boschi tanto discusso, per la parte che qui interessa.
” Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i
sindaci dei Comuni dei rispettivi territori.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a due; ciascuna delle Province autonome di Trento e di Bolzano ne ha due”.

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Vincent Dimaggio
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