Riforme Costituzionali: dirittura d’arrivo. Renzi soddisfatto: “Giornata storica”

Roma, 12 aprile 2016 – Le Riforme Costituzionali sono in dirittura d’arrivo con l’ultima lettura alla Camera dei Deputati e la probabile approvazione domani mercoledì 13.

Per il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si tratta di un risultato importante tanto che twitta: “Giornata storica oggi per le riforme costituzionali. Ma prima a Verona: aziende, JobsAct, Vinitaly 2016. Grinta e coraggio, l’Italia riparte”.

Poi nella sua replica alla Camera sulle riforme il premier ha voluto porgere il suo “ringraziamento formale” a tutti i gruppi parlamentari: “Quello che sta avvenendo è un passaggio al quale non tutti credevano e in molti casi anche noi pensavamo di non vedere più”.

“Per la prima volta la classe politica mostra il meglio di se stessa. Riforma se stessa e non altrettanto hanno fatto altre parti della classe dirigente di questo Paese. Perciò la politica dà una grandissima lezione di dignità al resto della classe dirigente di questo Paese”, ha detto Renzi alla Camera nel dibattito sulle riforme. “La politica – ha sottolineato – si dimostra in grado di far vedere la pagina più bella quando sfidata. Sono qui per rendervi omaggio e gratitudine: date una lezione a tanti”.

“Vorrei confermare e ribadire quanto detto nei mesi scorsi: la nascita di questo governo è dovuta al fatto che il precedente era in una condizione di stagnazione, l’accettazione dell’incarico era subordinata all’impegno a realizzare una serie di riforme nel momento in cui non vi fosse il consenso popolare è principio di serietà trarre conseguenze”, ha detto ancora il premier Renzi.

“Dicono che legge elettorale e riforma consegnano le istituzioni a una sola forza politica. Ma la realtà è diversa perché questa riforma non mette in discussione tutte le maggioranze qualificate che restano o vengono rafforzate, come quella per eleggere il presidente della Repubblica”: così Renzi citando la “democrazia decidente” di Calamandrei. Ci saranno “governi che durano 5 anni e consentono alle opposizioni di non fare teatrini e sceneggiate ma prepararsi a tornare al governo, sempre che ne siano capaci”.

Al referendum sulla riforma costituzionale “basta vincere”, non importa con quale percentuale: “Mi gioco tutto”, ha detto Renzi parlando con i cronisti alla Camera. A chi gli chiedeva quale obiettivo si ponga per la consultazione di ottobre, Renzi ha risposto: “Il centrosinistra vinse nel 2001 con il 34% di affluenza” ma non importa la percentuale, “basta vincere”.

M5s, Si e FI hanno scelto di uscire dall’Aula: “Dispiace l’assenza delle opposizioni”. “Mi spiace per loro se non ci sono”, ha commentato.

Autore: Vincent Dimaggio

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